15.06.2026
Politica: primo vicepresidente liberale Adrian Veştea incaricato dal presidente Nicuşor Dan di formare il nuovo governo, PNL valuta situazione/Giustizia: il Tribunale Militare di Bucarest ha assolto gli ex comandanti della Gendarmeria coinvolti nella repressione violenta delle proteste antigovernative dell'agosto 2018
Newsroom, 15.06.2026, 16:21
Politica – In Romania, la direzione del PNL si riunisce oggi in una seduta allargata per valutare la situazione creata dopo che il capo dello stato Nicușor Dan ha incaricato il primo vicepresidente liberale Adrian Veștea di formare il governo. La decisione del presidente Dan, non comunicata in precedenza ai liberali, ha causato tensioni all’interno del partito. Il primo ministro ad interim e leader del PNL, Ilie Bolojan, il cui governo è stato sfiduciato dal Parlamento il 5 maggio, ha definito il gesto del presidente un atto ostile, volto a creare una divisione nel partito. La nomina di Veștea si è verificata dopo che il consigliere presidenziale Eugen Tomac non è riuscito a ottenere una maggioranza favorevole a un governo tecnico.
Giustizia – Il Tribunale Militare di Bucarest ha assolto gli ex comandanti della Gendarmeria coinvolti nella repressione violenta dei manifestanti durante le proteste antigovernative dell’agosto 2018. I tre erano stati accusati per abuso d’ufficio. Anche altri ufficiali e sottufficiali della Gendarmeria della Capitale, coinvolti nella repressione della manifestazione, sono stati assolti o hanno ricevuto condanne con la condizionale. La decisione non è definitiva. Nel 2023, gli ex capi della Gendarmeria erano stati rinviati a giudizio dalla Procura Generale della Sezione Militare in un fascicolo relativo alle proteste del 10 agosto 2018, con oltre 300 persone ferite che si erano costituite parti civili nel processo. Secondo l’inchiesta, il colonnello Laurenţiu Cazan, in qualità di comandante dell’operazione, assieme a Gheorghe Cucoş e Ionuţ Sindile, in qualità di coordinatori, hanno svolto i loro compiti in modo improprio, ordinando ai gendarmi sotto il loro comando, in violazione delle disposizioni della legge, di intervenire con la forza per disperdere i manifestanti presenti nei pressi del governo – circa 30.000 persone, un intervento che hanno poi anche guidato. I procuratori hanno sostenuto che l’intervento violento dei gendarmi contro i manifestanti sia stato illegale e ingiustificato.
UE – La Repubblica di Moldova e l’Ucraina compiono da oggi un passo importante verso l’integrazione europea, dopo che la scorsa settimana tutti gli stati membri hanno votato a favore dell’inizio delle prime conferenze intergovernative per l’adesione all’Unione Europea. L’argomento che ha reso possibile l’avvio di negoziati di adesione concreti è stato il fatto che l’Ucraina e la Repubblica di Moldova sono riuscite ad attuare riforme sufficienti, nonostante la prima subisca da oltre quattro anni l’aggressione russa sul proprio territorio, mentre la seconda subisce gli effetti della guerra in corso nel paese confinante, difendendosi sempre dalla Russia, ma in un diverso tipo di guerra, una ibrida, caratterizzata da numerosi tentativi di deviare il corso degli eventi desiderato dalla maggior parte dei cittadini moldavi. Chișinău e Kiev hanno presentato ufficialmente la domanda di adesione all’UE poco dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel 2022.
Esercitazioni – Il cacciamine M 271 “Capitano Constantin Dumitrescu”, con un equipaggio di 44 marinai, è salpato oggi dal porto romeno di Costanza per partecipare, nelle prossime due settimane, alla decima attivazione del Gruppo Operativo per la Lotta alle Mine Marine nel Mar Nero. Secondo un comunicato del Ministero della Difesa, oltre alla nave romena, alle operazioni partecipano anche due navi appartenenti alla Marina turca e una alla Marina bulgara. “Dal 15 al 18 giugno, le quattro navi parteciperanno all’esercitazione multinazionale Eurasian Partnership Mine Countermeasure Dive 2026, organizzata dalla Marina romena, sotto il coordinamento del 39° Centro Sommozzatori”, precisa il comunicato.