18.10.2026 (aggiornamento)
Crisi politica: al via lunedì, a Bucarest, audizioni dei ministri proposti per la squadra del primo ministro designato Luca Niculescu, voto di fiducia previsto per martedì / Sicurezza Mar Nero: riunione del Consiglio del Nord Atlantico su richiesta della Romania / Bilancio statale 2027: il ministro delle Finanze ad interim Alexandru Nazare, puntare su entrate realistiche, priorità chiare e spese sostenibili per lo Stato
Newsroom, 18.10.2026, 19:34
Crisi politica – Oggi, il Primo Ministro designato Luca Niculescu ha incontrato i ministri da lui proposti per discutere il programma di governo e l’attuazione delle misure in esso delineate. I colloqui hanno riguardato anche la sicurezza della Romania, le partnership estere e la necessità di porre maggiore enfasi sulla diplomazia economica. Il Primo Ministro designato ha ribadito che la Romania ha urgente bisogno di un governo pienamente operativo. Le audizioni dei ministri designati inizieranno lunedì presso le commissioni parlamentari, in vista del voto di fiducia previsto per martedì pomeriggio in seduta plenaria. Per ottenere la conferma, il nuovo Esecutivo – composto da socialdemocratici e indipendenti – necessita di almeno 233 voti favorevoli. Il sostegno parlamentare dovrebbe giungere dal PSD, dall’UDMR, dai rappresentanti delle minoranze nazionali e dal gruppo “Uniti per la Romania” (Uniți pentru România). Sabato, il leader del PNL, Ilie Bolojan, ha annunciato che il suo partito – che passerà all’opposizione – sosterrà il nuovo governo attraverso un “voto di necessità, condizionato e specifico”, a seguito della firma di un accordo con il Primo Ministro designato. Al contrario, l’USR e l’AUR voteranno contro. Luca Niculescu è il quarto candidato designato dal Presidente Nicuşor Dan alla carica di Primo Ministro, in seguito alla caduta – avvenuta il 5 maggio tramite una mozione di sfiducia – del governo di minoranza PNL-USR-UDMR guidato dal liberale Ilie Bolojan, che da allora ha ricoperto l’incarico di Primo Ministro ad interim.
Sicurezza Mar Nero – Martedì si terrà una riunione del Consiglio del Nord Atlantico, dedicata all’analisi della sicurezza nella regione del Mar Nero, su richiesta della Romania. La NATO discuterà la situazione venutasi a creare a seguito dei crescenti attacchi, condotti tramite droni aerei, contro navi commerciali in transito da o verso i porti ucraini, in prossimità delle coste di Romania e Bulgaria. Tali attacchi hanno provocato danni alle imbarcazioni, il loro affondamento e il decesso di membri degli equipaggi. Sabato, due droni che avevano violato lo spazio aereo rumeno sono stati abbattuti sul Mar Nero, nei pressi di Sulina, da caccia F-16 dell’aeronautica militare romena. Giovedì, il presidente romeno Nicușor Dan e il primo ministro bulgaro Rumen Radev hanno avuto un breve incontro con il Segretario generale della NATO, Mark Rutte, nel corso del quale hanno affrontato la situazione nel Mar Nero. Il presidente Dan ha dichiarato che la Romania ha richiesto assistenza agli alleati per contribuire a garantire la sicurezza nell’area; la Francia ha risposto nel giro di sole 24 ore, confermando l’invio di attrezzature specializzate.
Bilancio statale – Il bilancio della Romania per il 2027 deve essere basato su entrate realistiche, priorità chiare e spese che lo Stato può sostenere – sostiene il Ministro delle Finanze ad interim, Alexandru Nazare, incluso nella lista del governo proposto da Luca Niculescu. Il raggiungimento di questo obiettivo, che incombe sul futuro governo, è tuttavia condizionato dall’equilibrio tra le risorse disponibili e la risposta alle esigenze sociali, come l’indicizzazione delle pensioni. Alexandru Nazare ha aggiunto che la Romania non si trova ancora in una fase di ripresa economica senza vincoli e che il mantenimento della disciplina di bilancio è essenziale per evitare nuovi squilibri. A suo avviso, le premesse sono favorevoli, dato che il deficit di bilancio per i primi nove mesi di quest’anno è stato solo del 3,82% del PIL, l’1,5% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Al contrario, il debito della pubblica amministrazione ha continuato a crescere, raggiungendo i 1.205 miliardi di lei (circa 225 miliardi di euro) a luglio. In percentuale del PIL, il debito pubblico supera ormai il 60%, secondo l’INS. La pressione sociale legata, ad esempio, all’indicizzazione delle pensioni – obbligatoria per legge su base annua, ma sospesa negli ultimi due anni – è evidente, dato che la pensione media in Romania non supera i 3.000 lei (circa 560 euro) e oltre due milioni di pensionati percepiscono meno di 2.500 lei.
Proteste contro il carovita in Europa – Il primo ministro francese Sébastien Lecornu ha dichiarato che 1.200 persone sono state arrestate dopo che le proteste su larga scala contro la scarsa qualità dei servizi pubblici e l’alto costo della vita, degenerate in violenza in diverse parti del Paese sabato. Lecornu ha aggiunto che 150 agenti sono rimasti feriti negli scontri con i manifestanti. Alle marce ufficialmente autorizzate si sono uniti gruppi di individui violenti che si sono radunati in aree in cui le manifestazioni erano vietate, con l’obiettivo di provocare incidenti. Per i manifestanti in tutta la Francia, Parigi compresa, la protesta rappresenta un insieme di rivendicazioni, a partire dagli studenti, a cui si sono uniti dipendenti pubblici, sindacati, gruppi politici di sinistra e membri del cosiddetto movimento dei “gilet gialli”, che protestò contro il costo della vita dieci anni fa, durante il primo mandato del presidente Macron, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa. In diversi Paesi europei si sono svolte sabato proteste contro il deterioramento dei servizi sociali e del tenore di vita. In Portogallo, decine di migliaia di persone sono scese in piazza a Lisbona, principalmente per protestare contro il raddoppio degli affitti dal 2017. In Italia, a Milano e Bologna si sono verificati scontri tra manifestanti e polizia, mentre in Albania la polizia ha sparato proiettili di gomma contro i dimostranti che da giorni scendono in piazza per protestare contro la corruzione e il primo ministro Edi Rama.