20.08.2026 (aggiornamento)
Difesa: l'aeronautica militare romena ha distrutto un drone marino , nel Mar Nero, a poche centinaia di metri dal progetto di sfruttamento del gas Neptun Deep/Deficit: il debito pubblico della Romania ha superato il 60% del PIL
Newsroom, 20.08.2026, 19:00
Drone – Un drone marino è stato distrutto oggi dalle Forze Armate romene nei pressi della piattaforma Neptun Deep nel Mar Nero; lo ha annunciato sui social il Ministro della Difesa Radu Miruţă. Il ministro ha precisato di essere stato informato dalla Guardia Costiera sulla presenza del drone a poche centinaia di metri dalle attività di estrazione di gas presso la piattaforma Neptun Deep, situata nella zona economica esclusiva romena, a 80 miglia est di Costanza. Presso il Ministero della Difesa è stata istituita un’unità di comando che ha richiesto l’autorizzazione della NATO affinché le Forze Armate romene possano assumere la gestione dell’operazione. Di conseguenza, in coordinamento con il capo dello stato, è stata presa la decisione di distruggere il drone per tutelare le centinaia di persone che lavorano sulla piattaforma nonchè per mettere in sicurezza l’infrastruttura critica. Due caccia F-16 romeni sono decollati d’urgenza con l’ordine di ingaggiare il bersaglio.
Deficit – Il debito pubblico della Romania ha superato il 60% del PIL; di conseguenza, il governo non può più approvare misure che comportino un aumento della spesa per il personale o per la previdenza sociale. Lo ha annunciato sui social il Ministro delle Finanze Alexandru Nazare, precisando che “nel caso di un debito pubblico superiore al 60%, la disciplina fiscale e di bilancio rappresentano un obbligo, e non un’opzione”. Nazare ha spiegato che il superamento della soglia fa scattare nuove regole per il controllo della spesa e per la riduzione graduale del debito, evidenziando che la Romania rimane sottoposta alla procedura per disavanzi eccessivi e che il piano di consolidamento fiscale concordato con la Commissione Europea prevede dei limiti precisi. Il deficit della Romania è stimato al 6% del PIL per il 2026, dopo il 7,9% rilevato nel 2025 e il picco record del 9,3% registrato nel 2024.
PNRR – I leader dell’ex coalizione di governo di Bucarest – dichiarata come pro-occidentale – si incontreranno nuovamente la prossima settimana con il presidente Nicușor Dan per esaminare il disegno di legge sulle retribuzioni nel settore pubblico; lo ha annunciato il consigliere presidenziale Radu Burnete. Al termine di un primo round di consultazioni, Burnete ha dichiarato che i leader di PSD, PNL, USR e UDMR hanno ricevuto una nuova versione della bozza, della quale sostiene che sia conforme con gli obblighi assunti dalla Romania nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), rispettando anche le costrizioni di bilancio. Secondo Burnete, il disegno di legge sulla Retribuzione nel settore pubblico riguarda oltre un milione di persone. La principale obiezione della Commissione Europea riguardo la bozza iniziale riguardava l’aumento della spesa salariale complessiva da 8 miliardi a oltre 12 miliardi di lei (circa 2,4 miliardi di euro), in assenza di una fonte di finanziamento chiaramente definita.
Ferrovie – Il Governo ad interim di Bucarest ha approvato il nuovo contratto di attività e prestazioni della Società Romena di Trasporo Ferroviario (CFR) per i prossimi cinque anni. Il documento definisce gli obblighi del gestore dell’infrastruttura ferroviaria nonchè i finanziamenti da parte dello Stato. La normativa prevede lo stanziamento di fondi per la manutenzione e il funzionamento della rete, la riparazione e il rinnovamento delle infrastrutture, nonché per progetti di ammodernamento e sviluppo della rete ferroviaria. Per i passeggeri, la decisione governativa adottata prevede anche il miglioramento dei servizi nelle stazioni ferroviarie. Gli esperti del Ministero dei Trasporti avevano avvertito che la mancanza del contratto avrebbe potuto bloccare l’erogazione degli stanziamenti, compromettendo la continuità operativa. Ieri, il Governo ha adottato la strategia ferroviaria per i prossimi cinque anni: un piano volto a modernizzare la rete ferroviaria, penalizzata da anni di sottofinanziamento. Nel contempo, la strategia mira ad attrarre un maggior numero di passeggeri nonchè di aumentare i volumi del trasporto merci.