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29.10.2025

Proteste: le principali confederazioni sindacali romene, in piazza contro le misure di austerità adottate dal governo/ NATO: gli USA ritirano una parte dei soldati di stanza sul fianco orientale dell'Alleanza, Romania compresa

29.10.2025
29.10.2025

, 29.10.2025, 16:51

Proteste – Le principali confederazioni sindacali romene hanno protestato oggi  contro le misure di austerità adottate dal governo. I ​​sindacalisti chiedono l’aumento del salario minimo e delle pensioni, una tassazione equa, la tutela dei posti di lavoro, nonchè la cessazione delle misure fiscali applicate solo alle persone vulnerabili. Il presidente della Confederazione sindacale Cartel Alfa, Bogdan Hossu, ha affermato che il deficit eccessivo non è colpa dei cittadini, ma dei governi, precisando che gli ultimi devono comprendere che sono necessarie misure concrete, eque e immediate per proteggere i lavoratori. D’altra parte, presso la sede del governo si è svolta una riunione del Consiglio nazionale tripartito per il dialogo sociale, incentrata sull’aumento dello stipendio minimo. All’incontro hanno partecipato rappresentanti dei sindacati, delle associazioni dei datori di lavoro e dell’esecutivo.

 

Militari americani – Ridimensionando la forza di rotazione che operava anche in Romania, la presenza di truppe americane torna di fatto al livello precedente all’inizio della guerra in Ucraina. Lo ha affermato il presidente Nicuşor Dan in un post sui social, sottolineando che la deterrenza delle minacce sul fianco orientale della NATO è compensata dal costante apporto di equipaggiamento militare, nonchè dall’aumento della presenza di forze europee, in pieno accordo con il partner americano. Le dichiarazioni arrivano in seguito alle informazioni secondo cui gli Stati Uniti stanno riducendo la loro presenza militare in diversi paesi, Romania compresa, una decisione presa nel contesto in cui Washington intende stanziare risorse aggiuntive per la regione Asia-Pacifico. La presenza americana in Romania, che ammonta a circa 2.000 soldati, dovrebbe essere ridotta di un battaglione. La base principale dei militari americani in Romania si trova a Mihail Kogălniceanu (sud-est). Forze statunitensi sono di stanza anche a Deveselu (sud), base che gestisce lo scudo antimissile, così come a Câmpia Turzii (centro).

 

Minoranza romena in Ucraina – Il ministro dell’Istruzione romeno, Daniel David, ha inviato una lettera al suo omologo ucraino, nella quale afferma di “insistere” sull’importanza delle legittime sollecitazioni dei rappresentanti della minoranza romena, nonché sulla necessità del rispetto del diritto delle persone appartenenti alla minoranza romena all’istruzione nella propria lingua madre, in conformità con gli impegni internazionali assunti dall’Ucraina. La reazione si verifica in seguito alle recenti informazioni pubblicate sui media in merito all’attuazione di misure di riforma nel campo dell’istruzione in Ucraina, a livello di scuole superiori, con impatto sull’insegnamento in lingua romena nella regione di Cernăuţi. Numerose scuole superiori con insegnamento in lingua romena in Ucraina dovrebbero scomparire a partire dal 1° settembre 2027, in seguito alla riorganizzazione del sistema educativo, ha dichiarato ai media di Bucarest la segretaria responsabile dell’Unione Interregionale della Comunità Romena in Ucraina, Aurica Bojescu. In precedenza, il Ministero degli Affari Esteri di Bucarest (MAE) aveva comunicato all’Ucraina di sostenere l’accesso alla lingua romena anche fuori dai confini della Romania. La lista orientativa delle scuole superiori della regione di Cernăuţi non riflette le richieste legittime presentate dai rappresentanti della minoranza romena, ammonisce il MAE, aggiungendo che il rispetto dei diritti delle persone appartenenti alla minoranza romena e la garanzia del pieno accesso all’istruzione nella loro lingua madre rientrano nel pieno impegno dell’Ucraina nei confronti dei valori europei. Circa 400.000 romeni vivono nello stato confinante, principalmente nella Bucovina settentrionale, nella Bessarabia settentrionale e meridionale e nella Contrada di Herţa, province annesse dall’Unione Sovietica stalinista nel 1940, in seguito a un ultimatum, e trasferite all’Ucraina nel 1991, come stato successore.

 

Indagra – Ha aperto i battenti a Bucarest Indagra 2025, un evento al quale partecipano 420 aziende del settore agricolo e alimentare da 20 paesi. Concepita come una piattaforma di dialogo, collaborazione e azione, la fiera riunisce, fino al 2 novembre, tutti i player della filiera agroalimentare romena, per discutere apertamente soluzioni, investimenti e partnership concrete. Saranno organizzati dibattiti incentrati su temi come innovazione, resilienza e sostenibilità nell’agricoltura romena, ma anche su identità, competitività e opportunità dei prodotti Made in Romania. Inoltre, saranno organizzati programmi dimostrativi e concorsi.

 

 

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