31.10.2026
Radio Romania: 98° anniversario il 1° novembre / Sondaggio: oltre tre quarti dei romeni (78%) ritengono che il Paese stia andando nella direzione sbagliata / Procura Europea: fine mandato per la romena Laura Codruța Kövesi
Newsroom, 31.10.2026, 16:36
98° di Radio Romania – Domenica 1° novembre, Radio Romania celebra il suo 98° anniversario: la prima trasmissione della “Società di Radiodiffusione Telefonica” – come veniva chiamata inizialmente – andò in onda il 1° novembre 1928. Questo traguardo dei 98 anni è stato festeggiato già venerdì con un concerto dell’Orchestra Nazionale Radiofonica, la cui storia è strettamente legata agli esordi stessi della radio pubblica. Nel 1928, per adempiere alla missione di promozione culturale che il servizio radiofonico si era prefissato, fu istituita l’Orchestra Radiofonica – oggi nota come Orchestra Nazionale Radiofonica – che celebra anch’essa questo importante anniversario. Sempre in occasione dell’anniversario di Radio Romania, l’agenzia di stampa Rador ha organizzato, il 26 e 27 ottobre, un evento “porte aperte” dedicato agli studenti di giornalismo. Inoltre, lunedì verranno assegnati i “Premi Musicali Radio Romania 2026” nel corso di una serata di gala che riunirà i nomi più illustri dell’attuale scena pop-rock romena.
Sondaggio – Secondo un sondaggio di Avangarde, condotto tra il 21 e il 26 ottobre, oltre tre quarti dei romeni (78%) ritengono che il Paese stia andando nella direzione sbagliata, mentre solo il 16% degli intervistati pensa che la Romania si stia muovendo nella direzione giusta. Se le elezioni parlamentari si tenessero domenica prossima, il 35% degli intervistati voterebbe per il partito nazionalista AUR – attualmente all’opposizione – e il 26% per il PSD, al governo. Seguono, a notevole distanza, i partiti che fino a poco tempo fa facevano parte della coalizione di governo: il PNL (15%), l’USR (10%) e l’UDMR (5%). Quasi un terzo degli intervistati (30%) ritiene che la priorità assoluta per l’attuale governo, guidato da Luca Niculescu, debba essere l’aumento di salari e pensioni, seguito dalla lotta alla corruzione e dalla riduzione del deficit di bilancio e del debito pubblico. Lo studio di Avangarde è stato condotto su un campione di 1.000 persone di età pari o superiore ai 18 anni – rappresentativo della popolazione adulta della Romania – con un margine di errore di più o meno 3,1%.
Procura Europea – La romena Laura Codruţa Kövesi sta concludendo il suo mandato di sette anni alla guida della Procura europea (EPPO), incarico assunto nel 2019, quando è diventata la prima Procuratrice capo europea. Dal 1° novembre, l’istituzione sarà guidata dal suo vice, il procuratore tedesco Andrés Ritter. Secondo il rapporto annuale dell’EPPO, alla fine dello scorso anno l’ufficio aveva in corso oltre 3.600 indagini, per un danno stimato superiore ai 67 miliardi di euro. Più di due terzi di tale cifra derivano da frodi che colpiscono le entrate dell’Unione Europea, in particolare quelle legate all’IVA e ai dazi doganali. Pur esprimendo orgoglio per i risultati ottenuti dall’istituzione, Laura Codruţa Kövesi ha segnalato alcune criticità, tra cui la carenza di fondi e di personale, i ritardi nella revisione dei regolamenti operativi e le pressioni esercitate sull’indipendenza dell’ufficio.
Crisi sul mercato del greggio – Il governo di Bucarest ha approvato una proroga di tre mesi – fino al 1° febbraio del prossimo anno – dell’allerta crisi sul mercato del greggio e dei prodotti petroliferi. Di conseguenza, resta in vigore la riduzione delle accise sul gasolio standard, a tutela sia della popolazione che dell’economia. L’Esecutivo stima che, se tale misura fosse stata abbandonata, il prezzo del gasolio – già elevato – avrebbe subito un aumento significativo. Lo stato di crisi nel mercato romeno del greggio e dei prodotti petroliferi era stato dichiarato il 7 agosto, alla luce delle tensioni e della volatilità in Medio Oriente, nonché del rialzo dei prezzi a livello internazionale.
Riconoscimento – La verità richiede persone disposte a cercarla, preservarla e difenderla: lo ha affermato il professor emerito Antoon De Baets, dell’Università di Groningen (Paesi Bassi), insignito venerdì sera a Bucarest del Premio Cantemir. Nato nel 1955, Antoon De Baets insegna storia, etica e diritti umani. È autore di oltre 200 pubblicazioni, incentrate principalmente sulla censura della storia, sull’etica degli storici e sulla storia dei diritti umani. Il Premio Cantemir, conferito annualmente a eminenti personalità del mondo accademico e culturale, viene assegnato nell’ambito dei “Colloqui Reali” (Royal Colloquia) – un evento di carattere scientifico e culturale istituito nel 2017, che si svolge sotto l’Alto Patronato del Principe Radu, consorte della Custode della Corona romena, Margherita.
Varsavia – L’ambasciatore della Polonia a Bucarest ha annunciato sabato le proprie dimissioni, in seguito a una disputa interistituzionale a Varsavia riguardante il Tribunale Costituzionale. “Dato il tentativo di prendere il controllo del Tribunale costituzionale in modo illegale, non vedo più alcuna possibilità di continuare a ricoprire l’incarico di ambasciatore della Repubblica di Polonia in Romania”, ha scritto Paweł Soloch sulla piattaforma X. Il Tribunale Costituzionale è al centro di una controversia tra il governo guidato da Donald Tusk e il Presidente, vicino alle posizioni nazionaliste. Il conflitto verte sui giudici nominati durante la precedente amministrazione nazionalista: l’attuale Esecutivo intende sostituirli, mentre il Presidente ne difende il mandato. Karol Nawrocki accusa il Primo Ministro di aver orchestrato un’acquisizione forzata della massima corte del Paese, mentre Donald Tusk sostiene che il suo governo miri a ripristinare lo Stato di diritto.