Giornata dell’Ascoltatore 2026 a Radio Romania Internazionale
In un mondo sempre più polarizzato, le differenze tra noi possono sembrare delle barriere. Eppure, al di là delle convinzioni o delle culture, ci sono cose semplici che ci uniscono: la musica, le storie, i viaggi o il desiderio di essere ascoltati. Per una radio internazionale, il dialogo nella diversità è parte integrante della propria missione, e RRI si propone ogni giorno di essere quello spazio che unisce la gente.
Radio România Internațional, 08.11.2026, 11:00
Che cosa ci unisce in un mondo diviso? Quali sono le esperienze o i valori che condividiamo, indipendentemente dal luogo in cui viviamo, e che cosa ci aiuta a comprenderci meglio? Sono le domande che vi abbiamo rivolto quest’anno in occasione della Giornata dell’Ascoltatore a Radio Romania Internazionale. La celebriamo, come ogni anno, nella prima domenica di novembre, dopo la Giornata di Radio Romania, che festeggiamo nel primo giorno di questo mese. Vi ringraziamo per aver riposto con entusiamo al nostro invito, attraverso contributi molto apprezzati.
“Ciò che unisce tutti gli uomini è la loro natura sociale, che li porta spontaneamente a interagire per ricercare il proprio benessere, anche se per la fallacità delle scelte umane talora il benessere viene erroneamente cercato con la prevaricazione; il vero benessere infatti si realizza solo attraverso il rispetto interculturale e la convivenza collaborativa e pacifica”, ci ha scritto Claudio Migliorini.
“Penso che in un mondo diviso, la vera differenza la faccia la conoscenza. Scoprire gli usi, i costumi e la cultura di un paese “straniero” lo rende molto meno straniero, abbatte i pregiudizi e accorcia le distanze. In questo, la radio resta un mezzo formidabile, supera le barriere fisiche e permette una reale integrazione tra le genti, semplicemente ascoltandosi”, ritiene Maurizio Lotti.
“Io penso che la cosa che ci unisce in un mondo diviso sia il valore di fraternità che abbiamo dopo tutto siamo uguali anche se abbiamo religioni e colore della pelle differenti. I valori e le esperienze che dovremo trasmettere alle generazioni future e il rispetto tra i popoli di qualsiasi angolo del mondo ci troviamo. Dovremmo essere altruisti a comprendere i problemi dei popoli della terra”, afferma, a sua volta, Ciro Mennella.
“In un mondo cosi diviso, cosmopolitano, dove le culture, religioni e lingue si incontrano, si confrontano e ci si dialoga, c’è chi si spaventa. Ecco perché i mezzi di comunicazione e i social sono importanti. Come molti anni fa, per esperienza personale, ascoltando la radio, sia in onde medie e corte, come Radio Romania ascoltando anche in lingua romena, che non ho dimestichezza ma apprezzo, una lingua che non è la mia. Capire e informarsi e imparare da molti paesi, si arrichisce la cultura e il sapere, ci si dialoga con persone di altri culture e paesi in un mondo globalizzato e technologico, a portata di tasca. Una volta ci si viaggava in luoghi lontani, giorni e mesi per mare o in aereo. Il mondo è a portata di mano, anche da un cellulare si può apprendere molte cose, lingue, usanze, storia e molto altro. Capire cosa c’è intorno a noi, per imparare sempre di più. Auguro a tutti nel giorno della Giornata dell’ascoltatore 2026, l’interesse per il sapere di altre culture e lingue e molto altro sia d’augurio per un dialogo piu aperto tra di noi”, ci scrive Adrian Micallef da Malta.
“Che cosa ci unisce in un mondo così diviso, così difficile come adesso? Potrei parlare per quanto riguarda la mia esperienza, per quanto riguardo la mia vita professionale anche, sono le lingue, le lingue quelle che uno ha studiato, quelle che potrebbe studiare, ma anche solo la conoscenza di una cultura, che sia una cultura letteraria, una cultura scientifica, una cultura culinaria anche, di viaggio, architettonica, storica soprattutto, di un altro paese. Se uno dimostra di avere interesse per un altro paese al di là degli stereotipi e al di là delle convenzioni o di quello che legge o non legge sui giornali, sia dei paesi che sono in guerra, al di là dei governanti di qualunque colore politico essi siano, allora penso che possa essere un punto di partenza. Diciamo la cultura dovrebbe essere, dovrebbe essere perché a volte anche gli uomini di cultura non sono proprio le persone più adatte per spingere una comprensione reciproca. Degli uomini politici non ne vogliono neanche parlare, soprattutto in questo periodo perché siamo veramente messi male. Quindi che cos’è che ci unisce? Il fatto di parlare una stessa lingua, ma non solo, come dicevo, anche di conoscerne altre. Io ne parlo diverse, ne ho studiate tante e spero, anche se non sono più giovanissimo, di poterne studiare ancora tante. I viaggi, come dicevo, e cose del del genere, questo è quello che ci unisce sicuramente e Radio Romania Internazionale contribuisce a questo, visto che è una delle pochissime radio italofone rimaste, non italiane o non svizzere, quindi non in un paese dove la lingua italiana è ufficiale, a poter trasmettere con i vari mezzi e a diffondere la cultura romena, non solo in Italia in questo caso, ma anche in tanti altri paesi anche molto difficili dal punto di vista geopolitico”, ci ha detto Stefano Citterio nel suo vocale.
“Ho accolto con grande piacere la vostra proposta di riflettere su ciò che, nonostante le distanze e le differenze, continua a unirci. Da appassionata di radioascolto e SWL, considero la radio uno straordinario strumento di incontro, conoscenza e dialogo tra popoli e culture. Per questo motivo, il tema che avete scelto mi è particolarmente caro. Vi ringrazio per il prezioso lavoro che svolgete nel mantenere vivo il legame con i vostri ascoltatori e per continuare a dare voce a quel mondo senza confini che tanto amiamo esplorare attraverso le onde radio”, puntualizza, da parte sua, Valentina Costa.
“In un mondo purtroppo frazionato da divisioni politiche, sociali e culturali, ciò che veramente possa unirci è il bisogno di sentirci amati, compresi ed accettati. Le esperienze ed i valori che condividiamo sono l’amore, gli affetti, le amicizie e il rispetto per il prossimo. Ci aiuta a comprenderci meglio il bisogno di essere solidali nei confronti di chi soffre, dei più deboli e degli emarginati. Concludo affermando che bisogna capire ed ascoltare il prossimo mettendo da parte i propri pregiudizi”, ritiene Francesco Greco.
“Per rispondere alla vostra domanda in modo corretto, bisognerebbe forse prima porsi altre domande: chi vuole un mondo diviso? Perché apparentemente la voglia di dividere sembra prevalere sulla voglia di unire? Molte possono essere le risposte, ma essenzialmente sono tutte legate al potere, alla politica ed al denaro. Rispondere ora alla vostra domanda è più semplice, perché eliminando quella parte di umanità che non ha alcun interesse alla pace e alla comunione tra i popoli, rimane quella più vera, quella delle persone che sono spinte dalla curiosità; quelle che non hanno paura del prossimo anche quando parla una lingua diversa ed ha usanze o religioni diverse dalle proprie. Anzi, proprio quelle differenze sono l’impulso per conoscere, per cercare di capire le usanze e lo stile di vita di popoli diversi. Proprio in tutto questo sta la risposta alla vostra domanda: la curiosità ci unisce, la giusta e rispettosa voglia di conoscere il prossimo e paesi lontani, senza paura, e con la voglia di farsi conoscere. Personalmente proprio nel radioascolto in onde corte ho trovato molto supporto, riuscendo a volte ad attivare, dopo lo scambio tecnico dei rapporti di ricezione, veri e propri scambi culturali con le redazioni di stazioni radio straniere, ricevendo gadget, fotografie, caramelle, agende ecc, ecc. E’ capitato anche di effettuare scambi di mail riguardo le nostre usanze deli propri paesi o di come si pranza in occasione delle feste e delle tradizioni popolari. Le stesse Qsl sono state spesso un motivo di conoscenza, riportando panorami o costumi tradizionali o celebrazioni di ricorrenze. Per concludere, il meccanismo portante di una pace ed uno scambio culturale attivo è quello della conoscenza reciproca, della curiosità e delle menti aperte a nuovi mondi e nuove culture. Grazie per i vostri programmi e per lo spirito della vostra radio”, sottolinea Massimo Lombardi.
“Cosa ci unisce in un mondo diviso? La prima cosa che verrebbe in mente sarebbe l’amore, ovvio. L’amore per la vita, per la pace…Il contrario dell’odio che divide. Ma è una risposta troppo ovvia. Cos’altro ci potrebbe unire? Se guardassimo a noi che vi ascoltiamo la cosa che indubbiamente ci unisce sarebbe una passione, un interesse: l’ascolto della radio. Questa è una esperienza che in qualche modo condividiamo anche senza conoscerci perché tutti noi, indipendentemente da dove siamo, accendiamo la radio alla stessa ora e ci mettiamo in ascolto sulla stessa frequenza: in quel momento siamo, in qualche modo, “uniti”. Per alcuni questa passione potrebbe essere soltanto tecnica, per altri potrebbe essere anche la possibilità di ascoltare voci e pensieri nuovi, per alcuni entrambe le cose. Cosa ci aiuterebbe a comprenderci meglio? Parlare la stessa lingua aiuterebbe ma non risolverebbe il problema di fondo della comprensione che deve diventare accettazione del diverso, dello straniero. Parlo con cognizione di causa perché sono italiano sposato con una donna moldava: viviamo in Italia, lei parla italiano, i nostri figli parlano sia italiano sia romeno ma la sola lingua non basterebbe a colmare i divari culturali tra persone che provengono da realtà così diverse. Siamo tutti “stranieri di qualcuno”, lo sono io per lei, lo è lei per me ma se ci fermiamo qui non funziona nulla, alla lunga. Quel che servirebbe, davvero, sarebbe l’umiltà di non crederci superiori a nessuno e il desiderio di accettare il “diverso” senza volerlo cambiare e uniformare a noi. Vi ringrazio per il vostro lavoro, come vi ho scritto spesso è da mezzo secolo che ascolto la radio e voi siete rimasti gli unici in Europa e fra i pochi nel mondo a produrre un programma in lingua italiana in onde corte. Mi piacerebbe sentirvi in onde medie, chissà che in futuro non ci pensiate. Vi saluto dall’Italia!”, ci ha scritto Ugo de Polo.
Grazie di nuovo ai nostri amici ascoltatori e utenti dell’intero mondo, tanti auguri e alla prossima! Buona Giornata dell’Ascoltatore a Radio Romania Internazionale!