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16.04.2026 (aggiornamento)

Politica: sempre più fragile la coalizione di governo PSD, PNL, USR, UDMR/ Governo: decine di aziende statali che stanno registrando perdite saranno ristrutturate o chiuse/ Forze navali: la nave scuola Mircea, salpata dal porto militare di Costanza per una marcia di addestramento internazionale di cinque mesi

16.04.2026 (aggiornamento)
16.04.2026 (aggiornamento)

, 16.04.2026, 19:10

Politica  – Il Partito Nazionale Liberale (PNL) non formerà più una coalizione con il Partito Socialdemocratico (PSD) nel caso in cui quest’ultimo destituirà il governo votando a favore di una mozione di sfiducia. Lo ha annunciato il primo vicepresidente del PNL, Ciprian Ciucu, precisando che, nonostante gli attacchi o i blocchi, il primo ministro Ilie Bolojan è riuscito ad attuare un minimo di riforme che hanno permesso alla Romania di restare a galla. Ciucu ha accusato il PSD di aver provocato una crisi politica e di non avere un piano o una visione per il paese, ma solo di voler mantenere i propri privilegi e interessi. Ieri, il leader socialdemocratico Sorin Grindeanu ha ribadito la necessità di un riassetto politico per cambiare la direzione attuale del paese. In questo contesto, il presidente Nicuşor Dan ha incontrato oggi il leader del PSD, Sorin Grindeanu, dopo aver discusso in precedenza con il primo ministro Bolojan. Grindeanu ha informato il presidente di non accettare più un governo guidato dal leader liberale. Secondo fonti socialdemocratiche, la formazione politica prenderà una decisione relativa al ritiro della fiducia al primo ministro liberale tramite un referendum interno previsto per il 20 aprile. I socialdemocratici stanno analizzando diverse opzioni per uscire dalla coalizione: votare la sfiducia annunciata dall’Alleanza per l’Unione dei Romeni, probabilmente il mese prossimo, oppure dopo 45 giorni dall’eventuale uscita dei ministri socialdemocratici dal governo, quando il premier dovrà presentare in Parlamento la nuova composizione del gabinetto.

 

Ristrutturazioni – Decine di aziende statali in Romania stanno registrando perdite storiche. Lo ha dichiarato oggi la vicepremier Oana Gheorghiu, spiegando che, solo nell’ultimo anno fiscale, 22 entità economiche hanno accumulato debiti per circa 4,2 miliardi di lei (circa 825 milioni di euro), nonchè perdite nette per circa 1,1 miliardi di lei (oltre 215 milioni di euro). La Gheorghiu ha precisato che i principali “contribuenti” ai debiti di bilancio sono CFR Marfă, SNCFR e Romaero. La vicepremier ha affermato che queste aziende non possono essere considerate come un’unica entità. Alcune sono infrastrutture critiche, la cui continuità è essenziale, altre sono piattaforme industriali e strategiche, il cui valore non può essere giudicato esclusivamente in termini finanziari. Oana Gheorghiu ha spiegato che ciascuna delle 22 aziende ha attraversato un processo di autovalutazione, tenendo conto di criteri strategici, governance, modello di business, performance commerciali, operative, patrimoniali e finanziarie. La vicepremier ha spiegato che alcune di queste aziende dovranno essere chiuse e altre ristrutturate.

 

Romania-USA – La Romania si trova in una delle migliori posizioni degli ultimi anni nei suoi rapporti con l’amministrazione statunitense. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze, Alexandru Nazare, dopo l’incontro avuto a Washington con il direttore del Consiglio per il dominio energetico della Casa Bianca, Jarrod Agen. Sul tavolo dei colloqui, temi come il rafforzamento della cooperazione nel settore energetico, gli investimenti strategici o il ruolo della Romania come hub energetico regionale. “Abbiamo affrontato le opportunità di finanziamento, lo sviluppo delle infrastrutture e il coinvolgimento di capitali americani nei progetti della regione”, ha spiegato il ministro delle Finanze sui social, dopo l’incontro con l’autorità americana. Nazare ha inoltre sottolineato che, nel contesto attuale, caratterizzato dalla competizione globale per le risorse e dalla necessità di ridurre le dipendenze strategiche, l’incontro riveste maggiore importanza per la Romania, che vanta uno dei mix energetici più equilibrati. Sempre a Washington, il ministro dell’Energia, Bogdan Ivan, ha annunciato che Bucarest sta consolidando i suoi piani per lo sviluppo di una serie  di progetti energetici importanti attraverso discussioni sul loro finanziamento da parte di istituzioni bancarie statunitensi.

 

Inflazione – Il tasso annuo d’inflazione nell’Unione Europea è salito al 2,8% a marzo, dal 2,1% rilevato a febbraio. Secondo i dati pubblicati da Eurostat, lo scorso mese gli stati membri dell’UE con i tassi più bassi sono stati la Danimarca (1%), seguita da Repubblica Ceca, Cipro e Svezia  con l’1,5%. Al  polo opposto, i paesi dell’UE con i tassi di inflazione più alti sono stati Romania (9%), Croazia (4,6%) e Lituania (4,4%). Rispetto a febbraio, il tasso d’inflazione annuo è diminuito in tre stati membri, è rimasto stabile in un solo paese ed è aumentato in altri 23 stati, tra cui anche la Romania (dall’8,3% al 9%).

 

Nucleare – La Commissione Europea sta valutando se il sostegno pubblico che la Romania intende stanziare per l’ammodernamento e il prolungamento della durata di vita dell’Unità nr. 1 della centrale nucleare di Cernavodă sia conforme alle norme UE in materia di aiuti di stato. Nel mese di gennaio, la Romania ha notificato a Bruxelles la sua intenzione di sostenere l’ammodernamento del reattore dell’Unità 1 della centrale nucleare di Cernavodă, mantenendo la stessa capacità di produzione di energia elettrica. Il reattore è entrato in funzione nel 1996 e attualmente fornisce circa il 10% del fabbisogno energetico della Romania. Nel 2027, il reattore raggiungerà la fine della sua vita utile stimata e, secondo la notifica inviata dallo stato romeno, estendere la durata con un nuovo ciclo operativo di 30 anni è essenziale per garantire la disponibilità a lungo termine di energia elettrica con basse emissioni di anidride carbonica.

 

Agricoltura – In un nuovo appello rivolto alle autorità di Bucarest e Bruxelles, gli agricoltori romeni denunciano che i loro margini di profitto sono al minimo, mentre i costi di produzione stanno esplodendo proprio nel pieno della stagione agricola. L’intera filiera si trova sotto pressione: imballaggi, trasporti e logistica sono più costosi e difficili da reperire. Inoltre, il prezzo dei fertilizzanti è in aumento a causa delle nuove normative europee, mentre il gasolio, le bollette di elettricità e gas hanno raggiunto livelli insostenibili. L’Alleanza per l’Agricoltura e la Cooperazione chiede l’intervento immediato del governo e della Commissione Europea ammondendo che, in caso contrario, una crisi di portata nel settore agricolo sarà inevitabile.

 

Tesoro – L’elmo di Cotofeneşti e i due bracciali d’oro dacici, parte del tesoro romeno recuperato dopo il furto nei Paesi Bassi, saranno riportati in Romania la prossima settimana. Il governo ha istituito un gruppo operativo per gestire il rimpatrio dei reperti, un’operazione che prevede importanti misure di sicurezza. Saranno esposti al Museo Nazionale di Storia della Romania a partire dal 21 aprile, quando verrà anche organizzato un evento dedicato al loro recupero. Successivamente, saranno esposti anche in altre località del paese, attraverso una campagna che evidenzierà non solo il loro valore, ma anche il profondo significato del loro ritorno in patria, precisa in un comunicato il Ministero della Cultura romeno.

 

Nave – La nave scuola Mircea è salpata oggi dal porto militare di Costanza per una marcia di addestramento internazionale con una durata di cinque mesi. Con un equipaggio di 188 membri, la nave scuola Mircea attraverserà l’Oceano Atlantico per la quarta volta nella sua storia e parteciperà a una serie di attività di addestramento marittimo. Durante i 150 giorni di marcia, saranno percorse circa 14.000 miglia nautiche con scali  in Italia, Spagna, Portogallo, Stati Uniti d’America, Porto Rico, Canada, Tunisia, Grecia o Turchia. La nave scuola sarà presente alle cerimonie organizzate in occasione del 250° anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti d’America. Il  ritorno nel porto di Costanza è previsto a settembre.

 

16.04.2026
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