19.06.2026
Crisi politica: domenica è la nuova scadenza annunciata dal primo ministro designato, il liberale dissidente Adrian Veştea, per presentare al Parlamento il programma di governo e a lista dei ministri/ UE: il presidente Nicuşor Dan e la premier italiana Giorgia Meloni hanno organizzato la prima riunione di coordinamento degli "Amici della Coesione" a livello di leader
Newsroom, 19.06.2026, 16:48
Crisi politica – Domenica è la nuova scadenza annunciata dal primo ministro designato, il liberale dissidente Adrian Veştea, per presentare al Parlamento il programma di governo e la lista dei ministri proposti. Veştea ha precisato sui social che questo intervallo sarà adoperato per costruire un accordo solido, in grado di sostenere l’economia e il risanamento del bilancio. Il gruppo che sostiene Veştea ha contestato in tribunale le decisioni con cui la maggioranza del PNL voleva escludere i parlamentari ribelli. Il Tribunale di Ilfov (sud) ha sospeso le decisioni prese dalla dirigenza allargata del partito e potrebbe bloccare temporaneamente le esclusioni previste per il congresso di domenica. Dal canto suo, la direzione centrale del PNL ha annunciato che conteseterà la decisione presa dal Tribunale. D’altra parte, il PSD ha rinviato, sempre a domenica, il momento in cui definirà ufficialmente la sua posizione nei confronti di un ipotetico governo Veştea.
UE – In vista delle discussioni sul quadro finanziario pluriennale dell’Unione Europea, il presidente Nicuşor Dan e la premier italiana Giorgia Meloni hanno organizzato la prima riunione di coordinamento del gruppo “Amici della Coesione” a livello di leader. Il capo dello stato romeno ha sottolineato sui social che,”continueremo a sostenere un bilancio dell’UE ambizioso, con risorse sufficienti per la politica di coesione e la politica agricola comune, nonché per il rafforzamento della competitività in tutta l’Unione”. La Commissione Europea ha proposto per il periodo 2028-2034 un bilancio pluriennale di circa 2.000 miliardi di euro, che include un’ampia riforma dei principali strumenti di finanziamento dell’Unione. La proposta prevede una riduzione di circa il 10% dei fondi destinati alla politica agricola comune e alla politica di coesione, misura contestata da un gruppo di 17 stati membri, tra cui anche la Romania. Una settimana fa, la presidenza cipriota del Consiglio UE ha presentato una nuova variante di compromesso. Il documento mantiene in gran parte i tagli per l’agricoltura, ma introduce aumenti limitati per alcuni stati beneficiari, diminuendo di circa il 2% il valore complessivo del bilancio proposto dalla Commissione. La nuova proposta prevede tagli anche ai fondi per la competitività economica, la difesa e l’azione esterna dell’Unione. Il futuro del quadro finanziario pluriennale (2028-2034) è uno dei temi principali del Consiglio Europeo di Bruxelles.
Corruzione – Il sindaco di Bucarest, il primo vicepresidente del PNL, Ciprian Ciucu, considerato il braccio destro del leader liberale Ilie Bolojan, è stato posto sotto controllo giudiziario per corruzione elettorale. Le accuse riguardano fatti risalenti al periodo in cui Ciucu guidava uno dei rioni della capitale, quando, secondo la Direzione Nazionale Anticorruzione, durante la campagna elettorale del 2025, avrebbe ricevuto da due imprenditori indebiti vantaggi, consistenti in servizi di consulenza pubblicitaria ed elettorale, in cambio del rilascio di un’autorizzazione urbanistica per un progetto immobiliare. All’uscita dalla sede della DNA, Ciucu ha dichiarato la propria innocenza, precisando che non rinuncerà al suo mandato di sindaco di Bucarest. Ciprian Ciucu si annovera tra i liberali che rifiutano di tornare al governo assieme ai socialdemocratici, mentre le accuse si verificano pochi giorni prima un congresso decisivo, in cui la direzione del PNL vorrebbe escludere dal partito il primo ministro designato Adrian Veştea assieme ai suoi sostenitori, favorevoli a un’alleanza con il PSD. Sempre ieri, il presidente dell’USR, il sindaco di Timișoara, Dominic Fritz, ha perso in via definitiva la causa contro l’Agenzia Nazionale per l’Integrità. L’Alta Corte di Cassazione e Giustizia ha respinto il ricorso presentato dal leader dell’USR, confermando il rapporto dell’Agenzia Nazionale per l’Integrità, che aveva riscontrato un conflitto di interessi risalente al 2020. Dominic Fritz ha definito la decisione come una macabra esecuzione politica e ha annunciato che contesterà la sentenza della Corte Suprema presso la Corte Europea dei diritti dell’Uomo. I rappresentanti dell’USR, partito che non voterà per il governo Adrian Veștea, ritengono che “la sanzione si verifica in un contesto che solleva dubbi sulla sua imparzialità”.
Difesa – La Romania riceverà ufficialmente domani la corvetta Contraammiraglio August Roman, costruita in Turchia, nell’ambito di una cerimonia organizzata presso il cantiere navale di Istanbul, alla presenza dei presidenti Nicuşor Dan e Recep Tayyip Erdoğan. La nave entrerà nel servizio operativo nelle Forze Navali Romene e contribuirà al rafforzamento della sicurezza nella regione del Mar Nero. In questa occasione, i due leader esamineranno le priorità del partenariato strategico bilaterale, la sicurezza regionale, nonchè la preparazione del prossimo vertice NATO che si terrà il 7-8 luglio ad Ankara.
Agricoltura – La Commissione Europea ha vietato le esportazioni di ovini e caprini dalla Romania verso paesi terzi o stati membri dell’UE fino alla fine dell’anno. Lo ha annunciato il ministro dell’Agricoltura ad interim, Tánczos Barna, precisando che la decisione di Bruxelles è stata motivata dalla comparsa di un focolaio di peste dei piccoli ruminanti nella provincia di Mureș (centro). Il ministro ritiene che la misura sia profondamente sproporzionata, generando un grave impatto economico sul settore ovino in Romania. Barna ha spiegato che la restrizione si applica per l’intero territorio nazionale, sebbene il focolaio sia stato localizzato e si trova sotto controllo. Altri stati membri in situazioni simili non sono soggetti a misure altrettanto severe, ha sottolineato Tánczos Barna. La Romania è diventata il maggiore esportatore di ovini dell’UE, con contratti ed esportazioni record sopratutto verso i mercati extracomunitari.
Repubblica di Moldova – La Romania rimane la principale destinazione delle esportazioni della Repubblica di Moldova, paese ex sovietico, a maggioranza romenofona, con oltre il 30% delle esportazioni destinate al mercato locale. L’interscambio commerciale ha raggiunto lo scorso anno quasi 4 miliardi di euro, in aumento del 15% rispetto al 2024. Nei primi quattro mesi del 2026 le esportazioni moldave verso la Romania sono aumentate del 10%. Attualmente, il 40% delle esportazioni moldave verso la Romania è costituito da prodotti alimentari, tra cui semi di girasole, colza e vini, seguiti da prodotti da forno, oli, conserve, succhi di frutta e marmellate. Le esportazioni non alimentari, stimate a quasi 600 milioni di euro, sono dominate da cavi elettrici, barre di ferro e mobili. I dati sono stati presentati durante la prima edizione di quest’anno del programma “Export Vision”, organizzato dall’Agenzia per gli Investimenti di Chișinău. Secondo l’Agenzia, la Romania rappresenta anche una porta d’accesso ad altri paesi europei.