25.06.2026
Summit: il presidente romeno Nicuşor Dan in Polonia, alla seconda riunione del Vertice del Fianco Orientale/Crisi politica: il presidente della Romania accelera i negoziati per la formazione di un nuovo governo
Newsroom, 25.06.2026, 16:40
Summit – Il presidente romeno Nicuşor Dan partecipa in Polonia alla seconda riunione del Vertice del Fianco Orientale (Formato Helsinki). L’incontro è incentrato sul coordinamento tra gli stati membri dell’UE situati nelle immediate vicinanze della Russia, in vista dell’attuazione del Piano Readiness 2030 e degli altri strumenti europei volti ad aumentare la capacità di difesa dell’Unione. Dan illustrerà ai leader europei le azioni della Romania volte al rafforzamento delle capacità di difesa e deterrenza. Nel contempo, proporrà uno stretto coordinamento nei negoziati sul futuro quadro finanziario pluriennale dell’Unione Europea, in vista dello stanziamento di maggiori risorse al settore della difesa e della sicurezza. In questo contesto, come segno di profondo apprezzamento per i meriti eccezionali nel consolidamento e nell’approfondimento delle relazioni bilaterali romeno-polacche, nonché per il contributo essenziale alla promozione dei valori democratici nell’area dell’Europa Orientale, il presidente Dan ha conferito l’Ordine Nazionale Stella di Romania nel grado di Gran Croce all’ex presidente della Polonia, Lech Walesa.
Crisi politica – Dopo due tentativi falliti e quasi due mesi di crisi politica, il presidente della Romania sta accelerando i negoziati per la formazione di un nuovo governo. Il capo dello stato ha annunciato per domani un incontro con i leader dei partiti parlamentari considerati pro-europei per nuovi colloqui, con l’intenzione di nominare al più presto un nuovo primo ministro. Nel frattempo, i calcoli e le strategie dei partiti sembrano complicare il percorso verso un nuovo esecutivo. La formula di un governo di minoranza è stata concordata in linea di principio, ma il nome del premier e le condizioni per sostenere il futuro governo dividono il panorama politico. Il PSD ha annunciato che si assume un governo di minoranza, ma rivendica piena autonomia sul programma di governo, il PNL pone condizioni di natura economica, mentre l’USR propone una rotazione fino alle elezioni del 2028: un governo di minoranza formato da PNL, USR e UDMR, seguito poi da un governo di minoranza guidato dal PSD.
Difesa – Il ministro della Difesa ad interim, Radu Miruţă, ha annunciato la firma di un contratto del valore di oltre 2 miliardi di euro per l’acquisto di sistemi integrati destinati alla protezione contro le minacce aeree. Secondo Miruţă, si tratta di uno “scudo” di difesa aerea in grado di individuare e distruggere le minacce prima che raggiungano l’obiettivo da proteggere. Il sistema è necessario inquanto le minacce non sono generate soltanto da aerei o elicotteri, ma anche da droni, munizioni, missili di piccole dimensioni o velivoli di bassa quota, bersagli difficili da intercettare per i grandi sistemi, progettati per operare su distanze maggiori.
Romania-Russia – L’ambasciatore di Romania a Mosca, Cristian Istrate, è stato convocato presso il Ministero degli Esteri russo. Lo ha annunciato la portavoce Maria Zakharova, citata dall’agenzia Interfax, precisando che al diplomatico romeno verranno comunicate le misure di ritorsione per la chiusura del Consolato Generale della Federazione Russa a Costanza (sud-est della Romania). A fine maggio, il presidente romeno Nicuşor Dan aveva annunciato la chiusura del consolato e il console russo era stato dichiarato persona non grata. La decisione è stata presa dopo che, nella notte del 29 maggio, un drone si è schiantato contro un edificio residenziale nella città di Galaţi, sul Danubio, ferendo due persone. In quell’occasione, il presidente aveva affermato che la piena responsabilità dell’accaduto ricade alla Russia, impegnata in una guerra di aggressione contro l’Ucraina, paese confinante con la Romania.
Terremoto – Il Patriarcato Ortodosso Romeno esprime solidarietà ai venezuelani e ai romeni presenti in Venezuela, colpiti dai forti terremoti di ieri sera che hanno causato vittime, feriti e ingenti danni materiali. La prima scossa ha raggiunto una magnitudo di 7,2 ed è stata seguita, 39 secondi più tardi, da una seconda di magnitudo 7,5. Le due scosse sono state avvertite a ovest fino alla capitale colombiana Bogotá, a oltre 1.400 km di distanza, mentre a est è stata diramata un’allerta tsunami per diverse isole del Mar dei Caraibi.