15.07.2026
Vertice Ucraina-Europa sud-orientale: il presidente della Romania, Nicușor Dan, alla quinta edizione a Kiev / Romania-Usa: il ministro degli Esteri ad interim, Oana Țoiu, in visita di lavoro a Washington / Salario netto medio: in calo a maggio in Romania
Newsroom, 15.07.2026, 16:30
Vertice Ucraina-Europa sud-orientale – Mercoledì a Kiev, il Presidente della Romania, Nicușor Dan, ha ribadito il sostegno della Romania al riconoscimento internazionale dei confini *de facto* e dell’integrità territoriale dell’Ucraina. In occasione del vertice Ucraina-Europa sud-orientale, ha sottolineato che i romeni sono al fianco degli ucraini nella loro lotta per preservare la storia e la sovranità del proprio popolo. Mercoledì ricorre anche la Giornata della statualità ucraina; il Presidente romeno ha evidenziato che la storia autentica di una nazione, al pari del suo patrimonio culturale, è fondamentale per mantenere confini stabili e l’ordine globale. Il vertice Ucraina-Europa sud-orientale è un’iniziativa avviata nel 2023 nel contesto della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina. Esso funge da piattaforma regionale per sostenere Kiev e affrontare congiuntamente le complesse ripercussioni e conseguenze del conflitto per l’intera regione, un’area caratterizzata da interessi comuni in materia di sicurezza, economia, connettività energetica e infrastrutturale, resilienza e contrasto alle minacce ibride. La partecipazione del capo di Stato romeno a questo vertice dimostra, ancora una volta, la solidarietà della Romania verso l’Ucraina e il suo sostegno inequivocabile all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale del Paese, secondo quanto dichiarato dall’Amministrazione presidenziale di Bucarest.
Romania-Usa – Il Ministro degli Affari Esteri ad interim Oana Ţoiu effettua una visita di lavoro a Washington fino al 17 luglio. I colloqui hanno dato seguito a quanto discusso durante il vertice della NATO e negli incontri bilaterali a Bucarest, concentrandosi su sicurezza, economia e sull’accordo di sicurezza sociale tra Romania e Stati Uniti, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° settembre. “Nell’anno in cui gli Stati Uniti celebrano il 250° anniversario della proclamazione della propria indipendenza, questo legame assume un significato ancora maggiore, evidenziando come la democrazia e le libertà fondamentali siano alla base di una visione condivisa per il rafforzamento del Partenariato Strategico – sia in ambito NATO che a livello regionale – al fine di garantire maggiore sicurezza, crescita economica e posti di lavoro di qualità: obiettivi essenziali condivisi da entrambi i Paesi”, ha dichiarato Oana Ţoiu.
Decreto SAFE – La Corte Costituzionale della Romania ha rinviato al 23 settembre la decisione su un possibile conflitto di attribuzione tra il Governo e il Parlamento. Il Presidente della Camera dei Deputati, il socialdemocratico Sorin Grindeanu, ha sostenuto che l’Esecutivo di Bucarest avrebbe oltrepassato i propri poteri costituzionali adottando un decreto governativo relativo al programma europeo SAFE dopo essere stato sfiduciato tramite una mozione di sfiducia. Egli accusa il Governo ad interim guidato dal liberale Ilie Bolojan di abuso di potere pubblico. Il Governo ha dichiarato di aver inizialmente adottato il decreto SAFE durante la seduta del 4 maggio – il giorno precedente il voto di sfiducia – ma di aver successivamente rivisto il testo per apportare modifiche tecniche in seguito alla sfiducia parlamentare. Il documento è stato tuttavia pubblicato nella Gazzetta Ufficiale l’8 maggio.
Incendio a Bruxelles – Un cittadino romeno è deceduto e un altro è rimasto gravemente ferito in seguito a un incendio divampato martedì nel centro di Bruxelles; lo ha confermato l’Ambasciata della Romania in Belgio. La missione diplomatica ha reso noto che la vittima era originaria di Černivci e possedeva la doppia cittadinanza romena e ucraina. La seconda persona ha riportato ustioni sul 50% del corpo ed è attualmente ricoverata a Bruxelles. Secondo le autorità, il ferito è un giovane originario di Bacău (nel nord-est della Romania). I due cittadini romeni, che lavoravano in Belgio con regolare contratto, sono rimasti coinvolti nell’incendio scoppiato in un cantiere della capitale belga. Il bilancio dell’incidente è di sei morti – rinvenuti nell’ascensore dell’edificio – e due feriti gravi a causa delle ustioni.
Allagamento Ue – Martedì l’Unione Europea ha tenuto conferenze intergovernative con la Repubblica di Moldova, l’Ucraina, il Montenegro e l’Albania, segnando progressi per tutti e quattro i paesi nel processo di adesione. La Repubblica di Moldova e l’Ucraina – che avevano presentato domanda subito dopo lo scoppio della guerra lanciata dalla Russia in Ucraina nel 2022 e avevano aperto il primo blocco negoziale un mese fa – hanno compiuto un ulteriore passo avanti aprendo il blocco 6, relativo alle relazioni esterne, alla politica di sicurezza e alla politica di difesa. Il Montenegro, paese candidato dal 2008, ha chiuso altri due capitoli negoziali, mentre l’Albania, candidata dal 2009, ne ha chiusi altri tre.
Salario medio netto – A maggio, il salario netto medio in Romania è sceso del 2,7% rispetto ad aprile, attestandosi a 5.684 lei (quasi 1.100 euro), mentre il salario lordo medio è diminuito del 2,6%, secondo i dati pubblicati mercoledì dall’Istituto Nazionale di Statistica (INS). I salari netti medi più elevati sono stati registrati nelle attività di programmazione informatica e consulenza informatica (13.150 lei, ovvero circa 2.500 euro) e nell’estrazione di petrolio greggio e gas naturale, mentre i livelli più bassi sono stati rilevati nella pesca e nell’acquacoltura (2.863 lei, ovvero circa 550 euro) e in altre attività di servizi. Secondo l’INS, a maggio il livello del salario netto medio è calato nella maggior parte dei settori economici a causa dell’erogazione di bonus occasionali nei mesi precedenti, nonché di cali nella produzione o di minori ricavi.
Dati demografici – Secondo l’ultimo rapporto della Commissione Europea sul cambiamento demografico nell’UE, la popolazione dell’Unione conta attualmente 450,6 milioni di persone e gli europei vivono più a lungo che mai, con un’aspettativa di vita che nel 2024 ha raggiunto gli 81,5 anni. Tuttavia, il rapporto indica che entro il 2100 la popolazione diminuirà, scendendo ai livelli degli anni ’70 – al di sotto della soglia dei 400 milioni – e creando così sfide per il mercato del lavoro, la sanità, i sistemi di assistenza e le finanze pubbliche. Inoltre, entro il 2050 quasi un residente dell’UE su tre avrà almeno 65 anni, contro l’attuale rapporto di uno su cinque, mentre entro il 2100 l’aspettativa di vita potrebbe superare i 90 anni per le donne e gli 86 per gli uomini. Il rapporto evidenzia come tali tendenze comportino sfide significative, che spaziano dalla carenza di manodopera e dalla pressione sui bilanci pubblici alla crescente domanda a carico dei sistemi di assistenza, istruzione e formazione professionale.