28.07.2026 (aggiornamento)
Sciopero: i dipendenti di centinaia di ospedali pubblici in piazza in Romania / Calo portata Danubio: unità della centrale nucleare di Cernavodă, nel sud-est della Romania, in fase di spegnimento controllato / Droni militari: l'azienda romena Oves Enterprise ed Edrone, uno dei maggiori produttori ucraini, gettano le basi per produzione congiunta in Romania / Incendi boschivi: prorogata missione dei vigili del fuoco romeni inviati nel sud-ovest della Francia
Newsroom, 28.07.2026, 18:16
Sciopero – Centinaia di ospedali pubblici in tutta la Romania sono scesi oggi in sciopero. La Federazione Sanitas protesta contro il disegno di legge sul sistema retributivo unico per i dipendenti del settore pubblico – attualmente in fase di discussione – e chiede misure per affrontare le criticità del sistema sanitario, come la carenza di personale (che incide sia sull’operatività dei dipendenti sia sulla qualità dell’assistenza ai pazienti) e la prospettiva di una riduzione dei bonus salariali. La Federazione chiede la copertura dei posti vacanti, migliori condizioni di lavoro e una normativa salariale che rispecchi la responsabilità e la complessità del lavoro nel settore sanitario. In questo contesto, il Ministero della Salute ha annunciato, tramite un comunicato, di aver incaricato le direzioni sanitarie pubbliche di monitorare le attività mediche presso le strutture sanitarie locali durante le iniziative sindacali e di segnalare con urgenza qualsiasi incidente o situazione di crisi che possa compromettere la continuità dei servizi medici per i pazienti.
Calo portata del Danubio – L’Unità 1 della centrale nucleare di Cernavodă, nella Romania sud-orientale, è stata sottoposta a un arresto controllato e scollegata dal sistema energetico nazionale a partire da questa mattina, a causa dei livelli estremamente bassi del Danubio provocati da una grave siccità; lo ha annunciato Nuclearelectrica. Secondo i rappresentanti dell’azienda, si tratta di misure precauzionali volte a garantire la sicurezza nucleare e l’affidabilità degli impianti. Le previsioni idrologiche indicano che la portata del Danubio, nel punto di ingresso nel Paese, scenderà a 1.600 metri cubi al secondo tra il 26 luglio e il 2 agosto: un valore ben al di sotto della media pluriennale per il mese di luglio, che si attesta su circa 4.700 metri cubi al secondo. Secondo l’Ente Risorse Idriche Romene, la portata minima mai registrata per il fiume è stata di 1.400 metri cubi al secondo, rilevata nel 1985.
Droni militari – L’azienda romena Oves Enterprise ed Edrone, uno dei maggiori produttori di droni ucraini, hanno siglato una partnership strategica che getta le basi per la produzione congiunta di droni militari a Cluj-Napoca (nella Romania nord-occidentale). “L’Europa ha bisogno di proprie capacità produttive e la Romania deve costruirsi un ruolo industriale concreto all’interno di questo ecosistema, anziché limitarsi a essere un semplice mercato di sbocco”, ha dichiarato oggi Oves Enterprise in un comunicato stampa. Nella fase iniziale, a Cluj-Napoca verranno prodotti tre tipi di droni militari: FPV, intercettori e da ricognizione. Successivamente, la gamma di prodotti potrebbe essere ampliata fino a includere 27 modelli. La capacità produttiva iniziale sarà di circa 1.000 unità al mese, con l’obiettivo di portarla a un volume compreso tra le 10.000 e le 15.000 unità mensili.
Droni nello spazio aereo romeno – La Romania ritiene la Russia responsabile dei droni abbattuti all’interno del proprio spazio aereo nazionale, ha dichiarato martedì in conferenza stampa il Ministro degli Esteri ad interim Oana Țoiu. Lei ha aggiunto che la Romania ha assunto una posizione “chiara e ferma” nell’attribuire la responsabilità, iniziativa che ha incluso la convocazione dell’ambasciatore russo presso il Ministero degli Esteri; in tale sede, gli sono stati mostrati i frammenti di uno dei tre droni recentemente abbattuti nello spazio aereo nazionale, nonché i risultati delle indagini che ne confermavano la provenienza russa. Oana Țoiu ha sottolineato che la NATO ha ribadito il proprio sostegno a Bucarest e ha riaffermato che la Romania non negozia i propri confini e non tollera incursioni illegali nel proprio spazio aereo. Lo scorso fine settimana si sono verificati tre episodi di ingresso illegale di droni nello spazio aereo romeno.
Rilevatori droni – Da oggi sono operativi presso il porto rimeno di Costanza, sul Mar Nero, due sistemi marittimi autonomi di tipo Triton, progettati per il rilevamento e il monitoraggio di droni. L’iniziativa mira a rafforzare la protezione delle infrastrutture portuali critiche e a migliorare i livelli di sicurezza per le aziende che operano all’interno del complesso portuale. Alimentati da energia solare ed eolica, i sistemi Triton hanno un’autonomia operativa di oltre 30 giorni in superficie e sono in grado di raccogliere dati sottomarini tramite immersioni autonome. Sono equipaggiati per svolgere diverse missioni, che spaziano dall’individuazione di mine navali e dal rilevamento di droni marittimi e aerei all’ispezione di cavi sottomarini, al monitoraggio di piattaforme offshore e al controllo degli accessi portuali.
Romania – Moldova – Giovedì a Bucarest, il Primo Ministro romeno Ilie Bolojan riceverà il suo omologo della Repubblica di Moldova (ex sovietica a maggioranza romenofona), Vasile Tofan, in quella che sarà la sua prima visita ufficiale in Romania dall’insediamento. Sull’agenda le modalità per accelerare i progetti bilaterali – in particolare nei settori dei trasporti e dell’energia – volti a favorire una maggiore interconnessione tra le due sponde del fiume Prut e ad affrontare le sfide attuali. I due alti rappresentanti discuteranno inoltre della situazione della sicurezza regionale, alla luce della guerra di aggressione in corso della Russia contro l’Ucraina, nonché delle conseguenze del conflitto sul piano della sicurezza e dell’economia. Il Primo Ministro Bolojan ribadirà il fermo sostegno della Romania all’adesione della Repubblica di Moldova all’UE e discuterà misure concrete di assistenza e di coordinamento diplomatico e settoriale per far avanzare tale processo.
SAFE – Martedì, la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati di Bucarest ha espresso parere favorevole sul disegno di legge di approvazione dell’accordo di prestito (SAFE) tra l’Unione Europea e la Romania, per un valore di 16.680.055.394 euro. Il provvedimento sarà discusso in aula alla Camera dei Deputati – prima sede di esame – e successivamente trasmesso al Senato, organo decisionale in materia. Secondo il testo, il Ministero delle Finanze provvederà al pagamento degli oneri del debito pubblico connessi al prestito – nello specifico il rimborso del capitale, i costi di finanziamento, i costi di gestione della liquidità, le spese generali di servizio e altre spese correlate – in conformità con la normativa vigente.
Prezzo gasolio – Lunedì, il prezzo medio del gasolio in Romania ha toccato la soglia psicologica di 10 lei (pari a circa 2 euro), mentre la benzina è venduta a una media di 9,13 lei al litro (circa 1,8 euro). Ciò è avvenuto nonostante il calo del prezzo del barile di petrolio, seguito all’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di sospendere gli attacchi americani contro l’Iran e alla ripresa delle esportazioni di greggio del Kazakistan attraverso il terminale situato nel porto russo di Novorossiysk, sul Mar Nero. In risposta al significativo aumento dei prezzi dei carburanti, i senatori romeni hanno approvato un disegno di legge che impone una riduzione progressiva delle accise sui carburanti in base all’andamento dei prezzi del petrolio sui mercati internazionali. Loro hanno inoltre deciso di fissare un tetto ai margini commerciali.
Incendi boschivi – La Romania ha prorogato di altre due settimane la missione del contingente di vigili del fuoco inviato nel sud-ovest della Francia per affiancare le squadre francesi e internazionali nello spegnimento di devastanti incendi boschivi. Secondo una nota del governo, la decisione riflette la solidarietà di Bucarest verso i partner europei e il suo impegno a contribuire alla gestione delle emergenze nell’ambito del Meccanismo di protezione civile dell’Unione Europea. Di recente, il presidente francese Emmanuel Macron ha pubblicato un messaggio su X ringraziando i vigili del fuoco romeni per il loro contributo alla lotta contro gli incendi.
Giornata dell’Inno Nazionale – La Giornata dell’Inno Nazionale sarà celebrata mercoledì con cerimonie militari in tutte le guarnigioni della Romania. A Bucarest, l’evento si svolgerà in Piazza della Bandiera Nazionale. Il programma prevede una cerimonia religiosa, la presentazione del significato e del simbolismo del testo dell’inno e un concerto dell’Orchestra del Ministero della Difesa. La Giornata dell’Inno Nazionale è stata istituita per legge nel 1998 e si celebra ogni anno il 29 luglio. L’inno “Risvegliati, romeno!” è stato composto da Anton Pann, su testo del poeta Andrei Mureşanu.
Sondaggio – Secondo un sondaggio pubblicato martedì, circa il 70% dei romeni che risiedono all’estero per almeno sette mesi l’anno esclude di rientrare in patria entro i prossimi dodici mesi, nonostante la maggior parte di loro abbia già effettuato investimenti in Romania. Il profilo socio-professionale dei romeni stabilitisi all’estero evidenzia una notevole stabilità strutturale: il 44% è costituito da lavoratori dipendenti, mentre il 23% ricopre ruoli dirigenziali o imprenditoriali. I romeni residenti in Gran Bretagna presentano il profilo economico più avanzato: il 29% degli intervistati ricopre ruoli di leadership o imprenditoriali, il 62% possiede un titolo di istruzione superiore e il 46% percepisce un reddito mensile superiore ai 3.000 euro. Oltre il 60% dei cittadini rumeni della diaspora dichiara di aver investito somme ingenti in Romania, sia sostenendo economicamente i familiari rimasti in patria, sia investendo in immobili o in piccole attività gestite da parenti. La comunità residente in Germania registra il tasso di investimento più elevato (71%) e la percentuale più alta di sostegno economico diretto alle famiglie (44%).