10.09.2026 (aggiornamento)
UE: il presidente romeno, Nicușor Dan, ha ricevuto a Bucarest la commissaria europea per Parità, Preparazione e gestione delle crisi, Hadja Lahbib/Proteste: i dipendenti di Oil Terminal Costanza, principale punto di ingresso per i prodotti petroliferi importati in Romania, scenderanno in sciopero generale
Newsroom, 10.09.2026, 19:12
UE – Il presidente romeno, Nicușor Dan, ha ricevuto oggi a Bucarest la commissaria europea per Parità, Preparazione e gestione delle crisi, Hadja Lahbib. Il capo dello stato ha ribadito il forte impegno della Romania nel rafforzamento della resilienza e della capacità di risposta dell’Unione Europea al contesto di sicurezza sempre più complesso. Dal canto suo, l’esponente europea ha consegnato al presidente Dan una lettera di ringraziamento e congratulazioni per le azioni compiute dalla Romania per l’evacuazione di bambini e civili coinvolti in situazioni di crisi e conflitto in Medio Oriente. L’agenda della commissaria europea prevede incontri con il primo ministro ad interim Ilie Bolojan, con i membri delle commissioni parlamentari per gli affari europei e con il segretario di stato Raed Arafat.
Fake News – La Romania non invierà truppe da combattimento in Ucraina e le recenti notizie comparse sui social sono solo manipolazioni allarmistiche. Lo afferma l’Amministrazione Presidenziale in un post su Facebook, sottolineando che la priorità assoluta dello stato romeno resta la tutela e la difesa dei propri cittadini. La reazione fa seguito alla distorsione pubblica di una decisione amministrativa, un’azione volta, secondo la Presidenza, ad alimentare teorie infondate su un possibile coinvolgimento della Romania nel conflitto. In realtà, la questione riguarda la richiesta del presidente di ottenere l’approvazione del Parlamento per l’impiego di un massimo di 20 militari in un comando operativo a sostegno dell’Ucraina. La struttura svolge solo un ruolo di coordinamento e pianificazione, non di combattimento, e opera in Francia e Gran Bretagna, a migliaia di chilometri dalla linea del fronte, ha precisato l’Amministrazione Presidenziale.
Sciopero – I dipendenti di Oil Terminal Costanza, il principale punto di ingresso per i prodotti petroliferi importati in Romania, scenderanno in sciopero generale tra una settimana. In seguito al fallimento dei negoziati per un aumento salariale del 6,5%, i lavoratori hanno organizzato oggi uno sciopero di due ore. Il leader sindacale Nicu Andron ha dichiarato che, durante la protesta, verrà garantito un terzo delle operazioni, sottolineando che le ripercussioni economiche di uno sciopero generale sarebbero particolarmente gravi per la Romania, dato che il 60% delle importazioni di prodotti petroliferi transita Oil Terminal. Ieri, il tribunale di Costanza ha respinto la richiesta della direzione aziendale di bloccare l’iniziativa sindacale, dichiarando legittime le proteste. La decisione può tuttavia essere contestata entro 10 giorni.
Politica monetaria – Sullo sfondo dell’aumento delle tensioni in Medio Oriente, la Banca Centrale Europea ha alzato il tasso di interesse di riferimento di 0,25 punti percentuali fino al 2,5% annuo. L’istituzione ha spiegato di voler contenere l’inflazione alimentata dal conflitto tra gli Stati Uniti e l’Iran, che ha spinto i prezzi del petrolio a livelli record, nonchè di tenere sotto controllo i rischi di un possibile rallentamento economico. Il prezzo del barile di greggio Brent dal Mare del Nord ha superato oggi, per un breve periodo, la soglia dei 105 dollari, per poi scendere leggermente. I prezzi elevati del petrolio fanno aumentare i costi dell’energia, alimentando anche l’inflazione. Secondo l’AFP, l’inflazione nell’eurozona ha raggiunto il 3,3%, il livello più alto degli ultimi tre anni, ben superiore alle previsioni della Banca Centrale Europea. Questo rialzo dei tassi, il secondo dell’anno, porta i costi di finanziamento nell’eurozona al livello più alto dall’aprile 2025. Sebbene le decisioni della BCE riguardano i paesi che adottano la moneta unica europea, le loro conseguenze si ripercuotono anche sugli altri stati membri dell’Unione Europea, la Romania compresa.
Esaurimento fondi – Il Ministero dello Sviluppo ha annunciato l’esaurimento dei fondi di bilancio stanziati per il corrente anno al Programma Nazionale di Investimenti “Anghel Saligny”, fondo governativo romeno istituito per la modernizzazione delle comunità locali. Di conseguenza, a partire da domani, viene sospesa la presentazione delle richieste di trasferimento tramite l’apposita piattaforma digitale. L’erogazione dei fondi riprenderà qualora il budget sarà aumentato. Sono tuttavia previste delle eccezioni: per i beneficiari che hanno approvato il pagamento del 20% dell’importo stimato dai propri bilanci, caricando la documentazione richiesta sulla piattaforma, i fondi risultano già riservati. Il Ministero dello Sviluppo precisa che, per i progetti di investimento in corso, le autorità locali possono proseguire i lavori utilizzando fondi propri, altre risorse previste dalla legge, oppure decidere di sospendere le attività per evitare l’accumulo di arretrati.
Test PISA – La Commissione Europea sta preparando una serie di azioni di risposta dopo che i risultati del programma PISA 2025, pubblicati di recente, hanno evidenziato un grave calo del rendimento scolastico a livello dell’Unione Europea. La vicepresidente esecutiva della Commissione, la romena Roxana Mînzatu, presenterà a novembre un pacchetto di misure sull’istruzione, concepito principalmente per aiutare gli stati membri, la Romania compresa, ad affrontare e invertire la tendenza negativa relativa alle competenze di base. Nei test PISA, la Romania si è classificata al terzultimo posto nell’Unione Europea: oltre la metà dei quindicenni romeni non raggiunge il livello minimo di competenza in matematica, mentre il 48% non raggiunge tale soglia nella lettura. In ambito scientifico, la percentuale di studenti al di sotto della soglia minima è pari a quasi il 46%. Complessivamente, i risultati del 2025 sono simili a quelli del 2022 per quanto riguarda matematica e scienze. Tuttavia, i punteggi nella lettura sono diminuiti rispetto alla rilevazione anteriore.
Demografia – In Romania, il saldo naturale della popolazione nel mese di luglio è rimasto negativo, registrando un deficit di 5.280 persone. Secondo i dati pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica, il numero di decessi registrati, circa 18.800, è stato 1,4 volte superiore a quello delle nascite, che si sono fermate a quasi 13.500. Inoltre, sempre a luglio, sono stati registrati quasi 12.800 matrimoni, mentre i divorzi, pronunciati tramite sentenze giudiziarie, accordo consensuale tra i coniugi, procedure amministrative o atti notarili, sono stati poco più di 2.000, rilevano i dati presentati dall’INS.
Spreco alimentare – In Romania, nonostante oltre il 27% della popolazione sia a rischio di povertà o esclusione sociale, vanno sprecate ogni anno quasi 3,5 milioni di tonnellate di cibo. Secondo i dati pubblicati dalla Federazione dei Banchi Alimentari di Romania, solo nel 2025 la rete ha recuperato oltre 10.000 tonnellate di prodotti, trasformandoli in 20 milioni di pasti per persone in condizioni di vulnerabilità. Nei primi sei mesi del 2026, in collaborazione con le ong partner, circa 8.500 tonnellate sono state ridistribuite a centinaia di migliaia di beneficiari. Le cifre sono state presentate nel decimo anniversario dell’istituzione del suo primo banco alimentare in Romania.