Colloqui sulla futura formula di governo
In Romania, che si trova in una crisi politica prolungata, i principali attori politici continuano i colloqui sulla formazione di un nuovo governo.
Florentin Căpitănescu, 25.09.2026, 10:42
In un contesto interno complesso, nel quale l’insediamento di un governo a pieni poteri e sostenuto da una maggioranza parlamentare chiaramente definita sembra una missione impossibile, a Bucarest proseguono i colloqui tra i principali attori politici. Il primo ministro designato, Siegfried Mureșan, eurodeputato liberale di lunga esperienza, ha fornito alcuni dettagli sulla struttura, sulla composizione e sulle principali linee del programma. Secondo Mureșan, la squadra di governo che proporrà comprenderà rappresentanti del PNL, il suo stesso partito, dell’USR e dell’UDMR. Il programma di governo e la lista dei ministri proposti saranno definiti entro la fine di questa settimana, affinché all’inizio della prossima settimana possano svolgersi le audizioni in Parlamento e il voto in plenaria.
Mureșan ha presentato i principali obiettivi del suo programma. “La riforma dello stato, sia della pubblica amministrazione centrale sia di quella locale, è essenziale. Avremo un governo con soli tre vicepremier, ridurremo il numero dei parlamentari, accorperemo le agenzie e le istituzioni con competenze sovrapposte: meno istituzioni, meno burocrazia a livello centrale. Completeremo la riforma delle pensioni e renderemo più efficienti le aziende statali. Finora sono state una fonte di perdite. Io, invece, voglio che diventino una fonte di servizi buoni e accessibili per i cittadini. Oltre il 90% degli aiuti di stato va a cinque-sei aziende nei settori dei trasporti e dell’energia, queste devono essere rese più efficienti”, ha detto Mureșan.
Dall’altro schieramento si collocano il PSD, che dispone del maggior numero di parlamentari, e l’AUR, che hanno annunciato che non voteranno a favore del governo proposto da Mureșan. Il leader socialdemocratico, Sorin Grindeanu, ha ribadito la posizione del suo partito, che ha chiesto a Siegfried Mureșan di rinunciare all’incarico. “Il Partito Socialdemocratico, per come stanno le cose oggi, evidentemente non voterà questo governo, e allora abbrevieremmo i tempi e passeremmo rapidamente a un altro scenario. Dopo questa nomina-barzelletta – Siegfried Vasile Mureșan, dovremmo portare una soluzione seria e avere rapidamente un governo”, ha dichiarato Sorin Grindeanu.
D’altra parte, il presidente Nicușor Dan chiede ai partiti coinvolti di avere disponibilità al dialogo e alla negoziazione, affinché venga evitato lo scenario delle elezioni anticipate. “Voglio che in questi giorni si rimanga in questo processo di formazione del governo. Mi auguro che questo processo abbia successo e che i partiti dimostrino disponibilità al dialogo e alla negoziazione, cosa che finora non hanno fatto molto. Non voglio che si arrivi alle elezioni anticipate, perché elezioni anticipate significherebbero quattro, cinque, sei mesi di caos, manifesti elettorali, dibattiti, sondaggi, scontri — evidentemente legittimi — tra i partiti, e non credo che la Romania ne abbia bisogno”, ha detto Nicușor Dan.
Sul piano dell’aritmetica parlamentare, Mureșan può contare, per il momento, su 170 voti provenienti dal PNL, dall’USR e dall’UDMR, a fronte dei 233 necessari. Questo porta gli analisti politici a ritenere che la formazione del suo governo rimanga un obiettivo estremamente audace.