Bilancio del premier ad interim
Ilie Bolojan, alla guida del governo romeno negli ultimi quasi 16 mesi, ha tracciato un bilancio del suo mandato.
Corina Cristea, 20.10.2026, 10:16
Il giorno prima che Luca Niculescu chieda al Parlamento di Bucarest il voto di fiducia per un nuovo governo, il premier ad interim Ilie Bolojan, sfiduciato il 5 maggio attraverso una mozione, ha tracciato un bilancio del suo mandato alla guida dell’esecutivo. Un mandato durato quasi 16 mesi, fortemente segnato da crisi interne ed esterne e da numerose sfide, come lo ha descritto lui stesso. A suo dire, ha preso in carico un paese con le spalle al muro, ma consegnerà al prossimo esecutivo una Romania avviata sulla strada della ripresa, “con l’esperienza di un governo senza menzogne, senza populismo e con rispetto per la gente”.
“Nel giugno dello scorso anno, la situazione era così grave che nessuno faceva a gara per diventare premier – afferma Ilie Bolojan – il deficit era pari al 9,3%, la crescita economica era malata e basata esclusivamente sui consumi e sul debito, il PNRR era bloccato, con il rischio imminente di perdere i fondi europei, la società era frammentata dopo l’annullamento delle elezioni e vi era un rischio concreto di insolvenza dello stato. Non c’era una vera possibilità di scelta, ma una sola strada: avviare la ripresa, affrontando costi inevitabili”.
Ilie Bolojan ha ammesso di essere stato costretto a iniziare il proprio mandato introducendo l’aumento dell’IVA, allo scopo di raccogliere urgentemente denaro per il bilancio statale. Ha ringraziato i romeni per aver sostenuto il peso maggiore delle difficoltà durante questo periodo e ha sottolineato che il loro sforzo ha avuto un senso. Il deficit di bilancio è stato ridotto sia lo scorso anno sia quest’anno e la Romania ha evitato una retrocessione del proprio rating da parte delle agenzie specializzate. Gli investimenti sono aumentati ed è stata attuata la riforma delle pensioni dei magistrati, un risultato che i precedenti governi non erano riusciti a raggiungere, ha inoltre sottolineato Ilie Bolojan.
Allo stesso tempo, ha riconosciuto che i consumi sono diminuiti e che si è registrata una perdita della crescita economica. Tuttavia, secondo lui, erano tossici, perché si basavano su denaro preso in prestito. Il premier sfiduciato ha inoltre affermato che il prossimo esecutivo dovrà affrontare una serie di sfide, tra cui alcuni pagamenti arretrati. Si tratta di oltre cinque miliardi di lei, quasi un miliardo di euro, da versare ai magistrati che hanno ottenuto il riconoscimento di tali somme in tribunale, oltre ad altri importi arretrati relativi ai programmi di compensazione nel settore energetico.
Per quanto riguarda la sanità, Ilie Bolojan ha dichiarato che il nuovo governo dovrà fare in modo che i problemi legati agli stipendi e alla cattiva gestione degli ospedali non si traducano in un aumento dei costi dei servizi sanitari offerti ai pazienti. Un’altra sfida futura riguarda il miglioramento della gestione delle imprese statali, ha aggiunto Ilie Bolojan. Ha richiamato l’attenzione sulla necessità di modificare gli indicatori di performance e di stipulare nuovi contratti di management, affinché aziende come CFR e Metrorex siano amministrate nell’interesse dei cittadini.
Ilie Bolojan ha infine ricordato la necessità di una migliore gestione degli investimenti da parte del prossimo esecutivo, in grado di eliminare il fenomeno della sovracontrattualizzazione e stabilire quali progetti siano prioritari e debbano essere realizzati rapidamente.