21.10.2026 (aggiornamento)
Mar Nero: Romania, riunione del Consiglio Supremo di Difesa, convocata per domani dal presidente Nicușor Dan/ Governo: il nuovo premier romeno, Luca Niculescu, all’insediamento ufficiale dei ministri dei Progetti europei, degli Affari Esteri, dell'Istruzione, della Difesa e della Cultura
Newsroom, 21.10.2026, 18:30
Mar Nero – Il presidente romeno, Nicușor Dan, ha convocato per domani una riunione del Consiglio Supremo di Difesa. Secondo l’Amministrazione Presidenziale, l’attenzione sarà rivolta principalmente all’analisi degli effetti a livello della sicurezza generati dagli incidenti nel Mar Nero, nonché alla valutazione delle misure volte a rafforzare le capacità di risposta per la protezione delle acque territoriali romene e delle infrastrutture marittime critiche. In questo contesto, in seguito alle richieste di Romania e Bulgaria di ottenere ulteriore sostegno, alla luce dei recenti attacchi tramite droni contro navi commerciali, un aereo NATO inviato dagli Stati Uniti si è unito alla pattuglia operativa sul Mar Nero. Secondo Radio Romania, fonti della NATO indicano che diversi alleati hanno risposto finora all’appello dei due paesi. Tra questi figurano Francia, Stati Uniti, Regno Unito, Slovacchia, Paesi Bassi, Portogallo, Belgio e Spagna. Il colonnello Martin O’Donnell, portavoce del Comando supremo delle forze alleate in Europa, ha dichiarato che, oltre all’ aereo già operativo sul Mar Nero, i contributi includono aerei da pattugliamento marittimo, sistemi radar, droni e squadre specializzate nell’analisi di esplosivi. Ieri, su richiesta della Romania, il Consiglio del Nord Atlantico si è riunito a Bruxelles e gli alleati hanno discusso in merito alle dotazioni e al personale aggiuntivi che saranno stanziati nella regione del Mar Nero. Inoltre, in un post sui social media, il presidente romeno ha informato che la Romania ha trasmesso un messaggio chiaro: si aspetta un sostegno più solido, sotto forma di capacità anti-drone, sorveglianza, ricognizione e competenze tecniche, nonché una posizione della NATO nella regione, adeguata e rafforzata.
Governo – Il nuovo primo ministro romeno, Luca Niculescu, ha avuto un colloquio telefonico con Vasile Tofan, il suo omologo della confinante Repubblica di Moldova, paese a maggioranza romenofona. Nel corso della conversazione, è stato concordato che la prima visita di Niculescu dalla posizione di primo ministro sarà a Chișinău, con l’obiettivo di incentivare i progetti bilaterali e individuare nuove opportunità. Inoltre, Niculescu ha assicurato a Tofan del pieno sostegno del governo romeno al processo di adesione della Repubblica Moldova all’Unione Europea. D’altra parte, il premier romeno, che ha prestato giuramento ieri sera, ha partecipato all’insediamento ufficiale dei ministri dei Progetti Europei, degli Affari Esteri, dell’Istruzione, della Difesa e della Cultura. Il nuovo esecutivo conta 17 dicasteri: 11 sono guidati da ministri del Partito Socialdemocratico (PSD), la principale forza politica nel Parlamento, mentre 6 sono affidati a indipendenti. Tuttavia, le dispute tra gli ex partner di governo, PSD e PNL, rilevano che il nuovo primo ministro dovrà governare con il sostegno di una minoranza parlamentare. Luca Niculescu si è impegnato a rilanciare l’economia e a creare nuovi posti di lavoro.
Ucraina – In un intervista all’emittente televisiva statunitense Newsmax, il presidente della Romania, Nicușor Dan, ha dichiarato che le sanzioni economiche contro la Russia devono proseguire, poiché Mosca non è pronta a negoziare la fine della guerra in Ucraina. Nicușor Dan ha accolto con soddisfazione gli sforzi diplomatici del presidente statunitense Donald Trump volti a porre fine al conflitto, pur esprimendo scetticismo sulla disponibilità del presidente russo Vladimir Putin a negoziare un accordo di pace. “È un’ottima cosa che gli Stati Uniti si stiano impegnando per portare la pace nel conflitto in Ucraina, dato che la situazione ha ripercussioni sull’economia regionale e globale”, ha sottolineato Dan. Le dichiarazioni del capo dello stato giungono mentre l’inviato speciale degli Stati Uniti, Steve Witkoff, ha incontrato il presidente russo Vladimir Putin, dopo i colloqui avuti all’inizio della settimana con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Deficit – La Romania, sottoposta a una procedura per disavanzo eccessivo dal 2020, ha registrato l’anno scorso il deficit più elevato dell’Unione europea, pari al 7,8% del PIL. Secondo i dati Eurostat, la Romania è seguita da Polonia (7,2%), Belgio (5,2%) e Francia (5,1%). Stando all’Eurostat, l’anno scorso 11 stati membri dell’UE hanno registrato un disavanzo pari o superiore al 3%. Per quanto riguarda il rapporto debito pubblico/PIL, nel caso della Romania è salito a quasi il 60% nel 2025, rispetto a circa il 55% nel 2024 e a circa il 50% nel 2023.
UE – Gli agricoltori romeni e degli altri stati membri dell’Unione Europea collocati sul confine orientale devono ricevere garanzie che le loro attività non saranno compromesse dalla situazione in corso nel Mar Nero. Lo ha affermato, a Strasburgo, l’eurodeputato romeno Daniel Buda, vicepresidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale. “Esorto la Commissione Europea e il Consiglio a proporre misure concrete e finanziamenti rapidi per mettere in sicurezza i porti, proteggere le navi commerciali e rafforzare le capacità di difesa anti-drone in Romania e Bulgaria”, ha dichiarato Buda nel corso del dibattito sulle conclusioni dell’ultimo Consiglio. Dal canto suo, il vicepresidente del Parlamento Europeo, Victor Negrescu, ha sottolineato che l’agricoltura e la coesione devono rimanere priorità fondamentali, insieme all’istruzione e alla sicurezza, settori che richiederanno maggiori stanziamenti nel futuro bilancio dell’Unione Europea.
Siccità – La portata del Danubio rimane quasi tre volte inferiore alla norma stagionale. Nel punto d’ingresso in Romania, la portata del fiume è di circa 1.300 metri cubi al secondo, livello che dovrebbe rimanere stabile fino al 24 ottobre. A causa della siccità, la Romania sta affrontando una prolungata crisi energetica. I due reattori della centrale nucleare di Cernavodă, che forniscono il 20% del fabbisogno nazionale, sono stati spenti. Parallelamente, la navigazione è sospesa lungo gran parte del corso del fiume, con conseguenti perdite economiche.