Romania, l’inflazione più alta dell’UE
La Romania ha registrato anche a gennaio il tasso d’inflazione annuo più elevato dell’Unione Europea, pari all’8,5%.
Mihai Pelin, 26.02.2026, 11:32
La Romania continua a registrare il tasso di inflazione più elevato dell’UE, con un aumento annuo dei prezzi dell’8,5% nel mese di gennaio 2026, mentre a livello dell’Unione è sceso al 2%, secondo Eurostat. Il mese scorso, i paesi membri dell’UE con i tassi d’inflazione annui più bassi sono stati Francia (0,4%), Danimarca (0,6%), Finlandia e Italia (entrambe con l’1%). All’estremo opposto si sono collocate la Romania (8,5%), la Slovacchia (4,3%) e l’Estonia (3,8%).
Rispetto alla fine dello scorso anno, l’inflazione annua è diminuita nella maggior parte degli stati membri. Secondo i dati, sebbene l’inflazione continui a calare in Europa, il ritmo degli aumenti dei prezzi in Romania rimane oltre quattro volte superiore alla media dell’UE. Con un’inflazione elevata, la Romania si mantiene al primo posto nell’Unione per quanto riguarda la crescita dei prezzi.
Rispetto a dicembre 2025, il tasso d’inflazione annuo è diminuito in 23 stati membri, è rimasto stabile in uno ed è aumentato in tre. In Romania spiccano in particolare le impennate nel settore dell’energia elettrica, che è cresciuta del 59,33% dopo l’eliminazione del regime di sostegno relativo al tetto massimo dei prezzi. I dati pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INS) mostrano tuttavia un tasso di inflazione annuo più elevato in Romania, pari a circa il 9,6% nel mese di gennaio 2026, rispetto al 9,69% di dicembre 2025.
La differenza tra i dati pubblicati da Eurostat e quelli annunciati dall’INS deriva dal fatto che le due istituzioni utilizzano metodi di calcolo differenti. Il tasso pubblicato da Eurostat è calcolato sulla base dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC), un indicatore statistico utilizzato nell’UE per misurare l’inflazione in modo comparabile tra gli stati membri, calcolato secondo una metodologia uniforme. Esso riflette l’andamento dei prezzi dei beni e dei servizi di consumo finale ed è utilizzato dalla Banca Centrale Europea per valutare la stabilità dei prezzi.
L’Istituto Nazionale di Statistica (INS) della Romania, invece, calcola l’inflazione sulla base dell’indice dei prezzi al consumo (IPC), che misura l’evoluzione complessiva dei prezzi dei beni acquistati e delle tariffe dei servizi utilizzati ed è impiegato per politiche interne, come l’aumento delle pensioni o degli stipendi. L’IPC è essenziale per i governi e per la Banca Centrale.
Le differenze tra i due metodi riguardano soprattutto il diverso peso attribuito ai prodotti e ai servizi nel paniere di consumo. In Romania essi hanno un peso maggiore nel calcolo dell’inflazione e hanno registrato recentemente aumenti significativi dei prezzi. In conclusione, entrambe le cifre sono corrette nel contesto delle rispettive metodologie: Eurostat pone l’accento sulla comparabilità europea, mentre l’INS si concentra sulla realtà nazionale specifica.
D’altra parte, la Banca Nazionale della Romania (BNR) ha rivisto al rialzo la previsione di inflazione per la fine del 2026, portandola al 3,9% dal precedente 3,7%. Secondo i dati presentati a febbraio dal governatore Mugur Isărescu, la banca centrale stima che il tasso di inflazione annuo scenderà al 2,7% entro la fine del 2027.