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16.03.2026 (aggiornamento)

OCSE: l’economia romena potrebbe registrare quest'anno una crescita di circa l’1% e del 2,2% nel 2027/MO: la diplomazia romena sottolinea che la Romania non è parte del conflitto in Medio Oriente e che la priorità delle autorità di Bucarest è l’azione per allentare la tensione

16.03.2026 (aggiornamento)
16.03.2026 (aggiornamento)

, 16.03.2026, 18:28

Economia – L’economia romena potrebbe crescere di circa l’1% nel 2026 e del 2,2% l’anno prossimo, grazie alla maggiore domanda da parte dei partner commerciali dell’Unione Europea. Secondo lo studio dell’OCSE, l’inflazione dovrebbe scendere l’anno prossimo al 3%, mentre un minore aumento degli stipendi diminuirà le pressioni inflazionistiche. L’analisi dell’OCSE sulla Romania menziona come rischio principale la continuazione del conflitto in Medio Oriente, che potrebbe generare un’inflazione più elevata e una crescita economica più modesta. Il segretario generale dell’organizzazione, Mathias Cormann, ha partecipato a Bucarest alla presentazione dello studio, insieme al premier Ilie Bolojan e al ministro delle Finanze, Alexandru Nazare.

 

OCSE – Il presidente romeno Nicuşor Dan ha ricevuto oggi il segretario generale dell’OCSE, Mathias Cormann, a capo di una delegazione dell’organizzazione, in occasione della presentazione dello Studio Economico 2026 per la Romania. Il presidente ha sottolineato che l’adesione della Romania all’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, prevista per quest’anno, rappresenta un obiettivo strategico, sostenuto a livello politico da un’ampia maggioranza grazie alle sostanziali riforme già attuate. Nell’ultimo rapporto economico, l’OCSE raccomanda alla Romania di migliorare l’efficienza della spesa pubblica, nonchè di estendere la base imponibile. Nel contempo, Bucarest dovrebbe tassare gli immobili al valore di mercato e digitalizzare rapidamente l’amministrazione fiscale, per migliorare la riscossione delle imposte. Intervenendo alla presentazione dello studio, il primo ministro Ilie Bolojan ha spiegato che le principali direzioni seguite dal governo sono la riduzione del deficit, il miglioramento della riscossione, un uso più efficiente del denaro pubblico, ma anche un migliore assorbimento dei fondi europei. Inoltre, ha aggiunto Ilie Bolojan, è necessario continuare le riforme strutturali.

 

MO – La diplomazia romena informa di aver preso nota delle dichiarazioni del portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, sottolineando che la Romania non è parte del conflitto in Medio Oriente e che la priorità delle autorità di Bucarest è l’azione diplomatica per allentare la tensione. Nel contempo, il Ministero degli Esteri romeno condanna “gli attacchi totalmente ingiustificati dell’Iran contro gli stati della regione del Golfo”, ringraziando “questi ultimi per aver protetto i cittadini romeni presenti nei loro Paesi”. “Chiediamo all’Iran di fermare questi attacchi, che mettono in pericolo vite umane e portano al deterioramento della sicurezza e dell’economia globale”, ha aggiunto il Ministero degli Esteri romeno. L’Iran ha avvertito oggi la Romania su possibili ripercussioni politiche e legali dopo aver permesso agli Stati Uniti di utilizzare alcune basi collocate sul suo territorio per operazioni contro il regime islamico di Teheran. Le dichiarazioni si verificano dopo che, la scorsa settimana, il Consiglio Supremo di Difesa del Paese (CSAT) ha discusso del dispiegamento temporaneo di equipaggiamenti e forze militari americane in Romania, nel contesto della crisi in Medio Oriente, e il Parlamento ha approvato la richiesta rivolta in tal senso dal presidente Nicuşor Dan. Si tratta di aerei per il rifornimento in volo, sistemi di monitoraggio e per le comunicazioni satellitari, in correlazione con lo scudo antimissile di Deveselu (sud), precisa l’Amministrazione presidenziale di Bucarest. Il dispiegamento di equipaggiamenti e forze militari statunitensi in Romania dovrebbe essere effettuato per un periodo massimo di 90 giorni. Gli equipaggiamenti e le forze militari americane, per un totale di 400-500 persone, dovrebbero essere dislocate nelle basi di Mihail Kogălniceanu (sud-est) e Câmpia Turzii (centro).

 

Rimpatrio – Un volo finanziato dall’Unione Europea ha rimpatriato ieri dal Medio Oriente altri 134 cittadini europei, tra cui 96 romeni. Secondo la Rappresentanza della Commissione Europea in Romania, il numero totale di persone rimpatriate nelle ultime settimane supera 11.000. Dall’inizio del peggioramento della situazione nella regione a fine febbraio, il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell’UE ha sostenuto quasi 90 voli, riportando cittadini europei in Austria, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Romania, Slovacchia e Svezia.

 

CAE – Il capo della diplomazia di Bucarest, Oana Ţoiu, ha partecipato alla riunione del Consiglio Affari Esteri (CAE) a Bruxelles. I partecipanti hanno affrontato una serie di fascicoli ritenuti di massima importanza per la sicurezza continentale, con particolare attenzione alla crisi in Medio Oriente, alla nuova Strategia europea di sicurezza, nonchè all’evoluzione dell’aggressione russa contro l’Ucraina. Su quest’ultimo tema, la Romania ha auspicato il superamento degli attuali blocchi, nonchè rapidi progressi in tre direzioni essenziali per la stabilità della regione: acceleramento dell’integrazione europea dell’Ucraina e della Repubblica di Moldova (ex sovietica, a maggioranza romenofona), attuazione del prestito di 90 miliardi di euro a sostegno della resilienza ucraina e adozione del ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Federazione Russa. Dopo la partecipazione al Consiglio Affari Esteri, la ministra Țoiu è attesa a Bucarest per partecipare alla riunione delle commissioni per la Politica estera della Camera dei Deputati e del Senato, dedicate al bilancio assegnato al Ministero degli Affari Esteri per l’anno in corso.

 

Bilancio – La bozza della Finanziaria per il 2026 si trova davanti alle commissioni parlamentari specializzate per discussioni e un’eventuale approvazione. Dopo i dibattiti nelle commissioni bilancio-finanze di domani, il documento sarà discusso mercoledì dalla plenaria del Parlamento, mentre la votazione finale si terrà giovedì. Dopo che il PSD ha annunciato di votare a favore del bilancio, ma senza rinunciare a presentare una serie di emendamenti relativi al pacchetto sociale, il primo ministro Ilie Bolojan ha dichiarato che l’approccio è uno populista, dato che non specifica anche la provenienza delle risorse necessarie. Nel contempo, il PNL ha sottolineato che qualsiasi tentativo di imporre modifiche attraverso voti a sorpresa nel Parlamento potrebbe violare l’accordo politico tra i partner di governo, rischiando di di generare una nuova crisi politica.

 

 

 

 

 

16.03.2026
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