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Lavoratore straniero in Romania, lavoratore romeno all’estero

Oltre dieci mila permessi di lavoro o di distacco di lavoratori all'estero sono stati rilasciati, l'anno scorso, ai lavoratori venuti a lavorare in Romania. Allo stesso tempo, i cittadini romeni che vivono all'estero sono stimati a 10 milioni.

Muncind în România
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, 28.02.2019, 19:22

Oltre dieci mila permessi di lavoro o di distacco di lavoratori allestero sono stati rilasciati lanno scorso ai lavoratori venuti a lavorare in Romania, la maggioranza da Paesi come il Vietnam, la Turchia, lo Sri Lanka o la Cina. I dati presentati a Bucarest dallIspettorato Generale per le Immigrazioni rilevano che oltre 120.000 cittadini stranieri si trovavano in Romania alla fine dello scorso anno, e più della metà provenivano da stati extra comunitari. E, siccome le stime rilevano che cè ancora bisogno di forza lavoro dallestero, per questanno, il Governo romeno ha approvato un contingente di 20 mila lavoratori neoammessi sul mercato del lavoro in Romania.



“La decisione è stata presa tenuto conto sia del potenziale di sviluppo economico della Romania, della necessità di assicurare la forzalavoro richiesta in alcuni settori di attività o mestieri, che non può essere coperta dai lavoratori romeni, ma anche al fine di prevenire le situazioni in cui gli stranieri lavorano in Romania senza documenti. I poliziotti delle immigrazioni hanno verificato lanno scorso oltre 7.000 società commerciali e hanno scoperto 470 cittadini stranieri illegali che svolgevano attività lucrative”, ha spiegato la portavoce dellIspettorato Generale di Immigrazioni, la sottocommissaria Ermina Mihai.



Mentre il mercato del lavoro in Romania aumenta il numero dei lavoratori stranieri, in prevalenza vietnamiti, il Ministero del Lavoro di Bucarest cerca di convincere i romeni che lavorano in altri Paesi dellUe di tornare in patria, nel tentativo di contrastare la crisi della forza lavoro – effetto diretto della partenza dei romeni. Non si sa il numero esatto di coloro che sono andati a lavorare allestero. Ospite a Radio Romania, il ministro per i Romeni nel Mondo, Natalia Elena Intotero ha parlato delle stime. “Secondo i dati arrivati dai Paesi di residenza, ricordiamo che nel 2017 è stata approvata con decreto governativo la Strategia dei romeni nel mondo, i cittadini romeni che vivono allestero sono stimati a 10 milioni. Tra cui circa 4 milioni di etnici dalle comunità storiche, la differenza rappresentando la diaspora. Sappiamo che la maggiore comunità si trova in Italia – oltre 1,2 milioni di cittadini registrati, probabilmente il loro numero è maggiore; circa 1 milione di cittadini registrati in Spagna; una comunità che è cresciuta molto, moltissimo negli ultimi anni è la comunità in Gran Bretagna – oltre 410 mila cittadini, quasi alla pari della comunità in Francia. Anche in Germania e Austria ci sono folte comunità di romeni e persino nei Paesi del Nord Europa. Poi è apparso il fenomeno di migrazione dai Paesi del sud Europa verso il nord Europa, nel momento in cui questi Paesi sono stati colpiti dalle crisi economiche”, ha precisato Natalia Elena Intotero.



Perchè vanno via i romeni? Per ragioni economiche, soprattutto. “Ovviamente, le gente lascia un Paese, inclusivamente la Romania, per qualcosa di migliore. Cosa significa migliore? Alcuni lasciano uno stato di sopravvivenza in Romania e di disperazione per uno stato di normalità nellovest dellEuropa, di solito. Altri lasciano dietro, però, uno stato buono delle cose in Romania, ma desiderano di più, desiderano un tenore di vita migliore, standard più alti di vita, altri vanno via per studiare e dopo moltissimi decidono di restare nei Paesi in cui hanno studiato. Certo, le cause sono diverse e molteplici. E a seconda delle cause possiamo pensare a che cosa possiamo fare dal punto di vista delle politiche pubbliche o a che cosa possiamo sperare. Se la gente è andata via per disperazione, è andata via per cercare di raggiungere un tenore di vita decente, nella rispettiva comunità ci si potrebbe aspettare che molti di loro in seguito a certe politiche intelligenti tornino in patria. Ma se la gente è semplicemente andata via da bene a meglio o per studiare allestero molti di loro non torneranno più in patria”, spiega il professor Daniel David, dellUniversità Babeş-Bolyai di Cluj-Napoca (nord-ovest).



Al di là dei bisogni di base, la gente desidera essere ascoltata, rispettata e avere servizi di qualità. “Negli ultimi anni non possiamo dire che non è stato fatto niente in Romania. Certo, sono state fatte delle cose, vogliamo venire incontro anche dora in poi a tutti i cittadini, per fermare questo esodo e, daltra parte, per incoraggiare, con diversi progetti e programmi, i cittadini che desiderano tornare. Ci sono cittadini – non abbiamo un numero esatto – che anche attualmente scelgono di andare via per qualche mese, per un certo periodo di tempo, come lavoratori stagionali o per più tempo. Ma abbiamo anche cittadini che sono tornati a casa dopo 10-14 anni”, ha detto Natalia Intotero.



Ci sono moltissimi romeni che hanno scritto e scrivono pagine di storia. Molti di loro dicono di non voler tornare a casa, ma che vorrebbero che lo stato si avvalesse della perizia che loro hanno conseguito allestero e che desidererebbero contribuire allo sviluppo della Romania. Il che è una cosa straordinaria, afferma la ministra Natalia Intotero.




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