Lo spazio: di nuovo un obiettivo?
Il 14 maggio 1981, la Romania ha fatto la storia dell'esplorazione spaziale; l'equipaggio della navicella Soyuz 40 – lanciata verso la stazione orbitale Salyut 6 – comprendeva il cosmonauta romeno Dumitru Prunariu al fianco del cosmonauta sovietico Leonid Popov.
Corina Cristea, 11.09.2026, 22:48
Dopo aver effettuato con successo l’aggancio alla stazione orbitale, i due hanno condotto esperimenti scientifici in ambiti quali la medicina spaziale, la biologia, la fisica delle radiazioni e lo studio del campo magnetico terrestre. La missione si è conclusa il 22 maggio, dopo 7 giorni, 20 ore e quasi 42 minuti trascorsi nello spazio. Prunariu è diventato così la 103ª persona a volare nello spazio e il primo romeno a compiere questa impresa. A distanza di quattro decenni e mezzo, il suo nome rimane un simbolo dell’ambizione romena e un punto di riferimento per le generazioni che sognano di esplorare l’Universo. Tuttavia, la storia di Dumitru Prunariu è qualcosa di più della semplice avventura di un uomo: riflette il coinvolgimento della Romania nei programmi spaziali internazionali e solleva un interrogativo: quando avrà la Romania un altro astronauta? “Stiamo portando avanti un programma spaziale. Non dimentichiamo che nel 1991 abbiamo fondato l’Agenzia Spaziale Romena come ente pubblico governativo. Dal 2012 siamo membri a pieno titolo dell’Agenzia Spaziale Europea. L’unico problema è che non abbiamo un altro cosmonauta”, afferma lo stesso Dumitru Prunariu, che ha rievocato quei momenti ai microfoni di Radio Romania. „Ciò che ho realizzato riveste una grande importanza storica per la Romania: ha collocato il Paese tra le nazioni che dispongono di propri cosmonauti, possiedono capacità avanzate di ricerca spaziale e partecipano a istituzioni e programmi internazionali. Tuttavia, non si è trattato soltanto di una pietra miliare storica; l’evento ha aperto nuove opportunità per la Romania – e per me – di portare avanti ulteriormente questa causa. Naturalmente, ho sempre auspicato che il Paese avesse anche altri cosmonauti; tuttavia, i contesti storici, economici e internazionali non lo hanno finora permesso. Sebbene in teoria vi sia una possibilità, nella pratica è difficile concretizzarla senza un impegno più serio – e anche un po’ più oneroso – da parte delle autorità romene”, ci ha raccontato Dumitru Prunariu.
Molti si chiedono, infatti, perché il Paese non abbia più inviato nessuno nello spazio dopo il successo di Prunariu. La spiegazione chiama in causa diversi fattori. In primo luogo, il volo del 1981 fu reso possibile dal programma Intercosmos, che assegnava quote specifiche alle nazioni partecipanti; tale programma cessò di esistere in seguito alla dissoluzione dell’Unione Sovietica. In secondo luogo, i voli spaziali con equipaggio sono diventati meno frequenti e più costosi. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) avvia le procedure di selezione degli astronauti solo a lunghi intervalli di tempo e la concorrenza è enorme. In quanto Stato membro dell’ESA, la Romania ha il diritto di partecipare alle selezioni per astronauti dell’agenzia: qualsiasi cittadino romeno in possesso dei requisiti professionali e medici può candidarsi. Tuttavia, la competizione è estremamente agguerrita e il numero di posti disponibili è limitato. Inoltre, la partecipazione a progetti spaziali dipende anche dal livello di investimenti nazionali nei programmi dell’ESA. „Presso l’Agenzia Spaziale Europea, la selezione dei candidati coinvolge aspiranti provenienti da tutti gli Stati membri, inclusa la Romania. Il più recente processo di selezione si è concluso nel 2022; tuttavia, a fronte di oltre 12.000 candidature in tutta Europa — tra cui 255 provenienti dalla Romania — sono stati infine scelti solo sei candidati. La selezione conclusiva tra i migliori profili si è basata sui contributi versati dai singoli Stati ai programmi europei. Sotto questo aspetto, Francia, Germania, Italia, Regno Unito (in qualità di membro dell’ESA) e diverse nazioni nordiche godono di un vantaggio incolmabile rispetto ai Paesi dell’Europa centrale e orientale”, ha precisato Dumitru Prunariu.
Le prospettive a lungo termine, tuttavia, sono incoraggianti. L’Europa sta investendo in nuovi programmi di esplorazione lunare, in collaborazioni con la NASA e nello sviluppo di missioni che richiederanno ulteriore personale nei prossimi decenni. E man mano che l’attività spaziale internazionale si espande, aumentano le probabilità che emerga un nuovo astronauta romeno. Dumitru Prunariu: “Tutti noi che siamo stati nello spazio – civili o militari, che abbiamo volato 40 o 50 anni fa o che voliamo oggi – promuoviamo la comprensione reciproca e la cooperazione. Ci impegniamo a comprendere le sfide del pianeta e a cercarne le soluzioni – come la tutela dell’ambiente, la salvaguardia della Terra e l’eliminazione di rifiuti e inquinamento – favorendo al contempo l’armonia tra le persone. Esiste un’Associazione degli Esploratori dello Spazio, di cui sono stato uno dei fondatori: se nel 1985 contava 25 astronauti e cosmonauti, oggi l’associazione comprende oltre 400 viaggiatori spaziali. Ogni anno organizziamo quelli che definiamo ‘congressi planetari’ per condividere informazioni sui programmi spaziali dei paesi che rappresentiamo. Americani, russi, europei, giapponesi e canadesi continuano a volare insieme lassù; sono tutti cittadini del pianeta che vanno d’accordo e collaborano per il benessere della Terra. Sebbene, una volta tornati a casa, abbiano doveri e obblighi specifici di rappresentanza delle rispettive nazioni, quando si parla di volo spaziale umano, tutti parlano con un’unica voce.”
In questo contesto, naturalmente, mi auguro – afferma Dumitru Prunariu – che i mali della Terra diminuiscano; non dobbiamo combatterci a vicenda, bensì cooperare e trovare il modo di rispondere pacificamente alle sfide della nuova era dell’esplorazione spaziale.