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Sulla strada verso Schengen

L'area Schengen è una delle più grandi conquiste dell'UE che dobbiamo proteggere e sviluppare. Lo ha dichiarato, di recente, il cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Sulla strada verso Schengen
Sulla strada verso Schengen

, 01.10.2022, 18:04

“Larea Schengen è una delle più grandi conquiste dellUE che dobbiamo proteggere e sviluppare. Ciò significa colmare alcune lacune. Croazia, Romania e Bulgaria soddisfano tutti i requisiti tecnici per essere membri a pieno titolo. Agirò per la loro ammissione a pieno titolo nellarea Schengen.” Questa recente dichiarazione del cancelliere tedesco Olaf Scholz – arrivata dopo che per anni la Germania, insieme ai Paesi Bassi, si era opposta alladesione della Romania allo spazio di libera circolazione europeo – ha riportato a Bucarest la speranza che uno dei principali obiettivi di politica estera della Romania possa essere finalmente raggiunto. Quanto è importante questo annuncio?



Il capo della diplomazia romena, Bogdan Aurescu ha dichiarato in merito: “Si tratta di un annuncio estremamente importante perché è per la prima volta che la Germania annuncia ai massimi livelli, e senza alcuna condizione, il sostegno politico alladesione della Romania allarea Schengen. Questo annuncio arriva dopo che a metà giugno, durante la sua visita in Romania, a Costanza, anche il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato il sostegno della Francia a questo obiettivo politico, sempre senza condizioni, il che significa che abbiamo il sostegno dei più importanti stati dellUE e, allo stesso tempo, stati che, in passato, hanno manifestato alcune riserve nei confronti di questo obiettivo delladesione della Romania allarea Schengen”.



Bucarest ha fatto coscienziosamente il suo dovere, ma, nonostante ladempimento dellacquis, il momento dellintegrazione, inizialmente previsto per marzo 2011, non sembrava più vicino. Di recente, tuttavia, i segnali positivi si sono moltiplicati, i rappresentanti della Romania ricevendo assicurazioni di sostegno da diverse capitali occidentali, come Helsinki o Copenaghen.



Ospite a Radio Romania, Radu Magdin, consulente di politica estera, analista e commentatore, ha stimato che cè ancora molta strada da fare per ladesione. “Ci vorrà sicuramente del tempo. Non aspettatevi che ora, miracolosamente, pochi giorni dopo, allimprovviso, il Governo olandese venga a dire oh, abbiamo visto cosa hanno detto i tedeschi, e dato che sono più grandi, più forti e generalmente siamo coordinati, rinunceremo a qualsiasi nostra opposizione alladesione della Romania e Bulgaria allarea Schengen. Il segnale politico, è vero, è importante. Lopposizione olandese alla nostra adesione sembra per il momento rimanere, nel senso che non vediamo, almeno subito, un cambiamento di atteggiamento. Ma, ancora, il segnale politico conta. Lo dico perché, spesso, negli ambienti europei, quando un Paese viene, diciamo, dal centro, dal core, come è definito, dellUnione Europea, e lOlanda è uno stato fondatore, insieme ad altri stati del Benelux, a Germania, Francia e Italia, del progetto europeo, quando a volte un tale stato si oppone a un progetto specifico di un altro stato, molti pensano, dal punto di vista dellanalisi, al fatto che potrebbe avere anche un altro appoggio, da parte di un partner più importante. E, nel contesto in cui la Germania viene con un messaggio così fermo, possiamo concludere che – e, va detto che, molto probabilmente, la Germania si sincronizza con la Francia su tali dossier, possiamo concludere che unopposizione dellOlanda, a parte la loro puntuale obiezione, non esiste più”.



Cosa guadagnerà la Romania con ladesione allarea Schengen, cosa significherà questo per i cittadini romeni, per i trasportatori? Radu Magdin ha spiegato: “In pratica non devono più superare un regime di controllo, che si parli di aeroporto o di dogane. Quindi si passa tranquillamente in macchina dalla Francia in Spagna, si passa tranquillamente in treno dalla Germania in Belgio e così via, senza controlli, quindi questi sono esempi, o in aeroporto. Per i trasportatori le cose hanno davvero una posta in gioco e labbiamo scoperta, soprattutto nel contesto in cui le nostre dogane sono state sempre più congestionate, noi dimostrando solidarietà verso lUcraina, e la Romania essendo un hub logistico-chiave, forse anche più importante della Polonia, parlando della situazione attuale dellUcraina, ma anche della sua futura ricostruzione. Quindi il fatto che, come abbiamo visto a un certo punto, nelle prime settimane di guerra in Ucraina, le dogane tra Romania e Ungheria erano congestionate, e ho visto manifestarsi una serie di frustrazioni relative al regime doganale tra Romania e Ungheria, è una prova molto concreta di cosa significherebbe Schengen. Schengen, concretamente, avrebbe significato che si poteva passare tranquillamente dalla Romania in Ungheria, lUngheria trovandosi nellarea Schengen, e poi e dallUngheria in Austria o in altri Paesi”.



In altre parole, i trasportatori non dovrebbero più sprecare ore per uscire o entrare nel Paese. Resta da vedere, però, quando avverrà ladesione, perché, aggiunge Radu Magdin, ci sono state anche altre dichiarazioni politiche come quella tedesca, è vero, ma non di tale portata. Anche dalla Commissione Europea, che ha periodicamente ammesso che la Romania ha ragione nel dossier Schengen. Vediamo, dice lanalista, se lOlanda cambierà posizione e andrà oltre le sue ipocrisie politiche interne e i suoi interessi e farà un gesto europeo di solidarietà, potendo alla fine contare sulla solidarietà della Romania, quando ne avrà bisogno ancheessa.




Photo: geralt / pixabay.com
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