Idrogeno, verso la neutralità climatica entro il 2050
La Romania ha compiuto un importante passo ufficiale adottando la Strategia Nazionale dell’Idrogeno 2025–2030, un documento che definisce le direzioni per la decarbonizzazione dell’economia nazionale.
Daniel Onea, 08.01.2026, 12:14
Nel contesto energetico attuale, l’idrogeno sta attraversando un cambiamento di ruolo, venendo considerato un vettore energetico e non più soltanto una materia prima industriale. Per comprendere come funziona questa risorsa, è necessario conoscere il modo in cui viene prodotta, poiché il processo di produzione determina l’impatto sull’ambiente. Monica David, rappresentante dell’Associazione Energia Intelligente, descrive la classificazione utilizzata nel settore.
“I colori attribuiti all’idrogeno si riferiscono, in un certo senso, al modo in cui questo idrogeno viene prodotto. Per esempio, esiste l’idrogeno grigio, che è prodotto con emissioni di gas a effetto serra e di anidride carbonica. Esiste l’idrogeno rosa, ad esempio, che viene prodotto con l’aiuto dell’energia nucleare. Esiste l’idrogeno verde, che è prodotto da energia rinnovabile. Per questo lo chiamiamo verde. E ci sono poi diverse altre sfumature, a seconda dell’impronta di carbonio lasciata dal processo produttivo”, spiega Monica David.
Gli sforzi attuali non mirano ad aumentare la quantità totale di idrogeno, bensì a modificare il modo in cui viene ottenuto. L’obiettivo è quello di sostituire le varianti inquinanti con l’idrogeno verde, prodotto senza emissioni. La Romania ha una lunga esperienza nella produzione di idrogeno, ma finora questo è stato utilizzato quasi esclusivamente in settori industriali come la chimica o la petrolchimica. Il nuovo approccio, allineato alle politiche dell’Unione Europea, promuove l’idrogeno come strumento di stabilità per la rete elettrica, offrendo soluzioni laddove le batterie classiche non sono sufficienti. Un aspetto essenziale di questa tecnologia è la possibilità di conservare l’energia per i momenti in cui il consumo è elevato.
Monica David spiega come l’idrogeno possa contribuire all’equilibrio del sistema. “L’idrogeno, innanzitutto, può avere un ruolo molto importante nell’accumulo. Nel momento in cui abbiamo un surplus di energia, possiamo utilizzarlo per produrre idrogeno. Successivamente, l’idrogeno può essere riconvertito in energia elettrica. Può quindi funzionare, in un certo senso, come una batteria, per spiegare in modo molto sintetico. E così svolge un ruolo piuttosto importante nel settore energetico, perché può aiutare nell’equilibrio del sistema. Invece di utilizzare l’accumulo chimico nelle batterie, possiamo ricorrere a questo procedimento per lo stoccaggio dell’energia”, aggiunge Monica David.
Oltre alla capacità di accumulo, l’idrogeno offre soluzioni per i settori difficili da decarbonizzare, come l’industria pesante o il trasporto di grande tonnellaggio, dove le batterie elettriche tradizionali non sono sempre efficienti a causa del peso e della bassa densità energetica. Il percorso fino ad un’economia basata sull’idrogeno comporta tuttavia investimenti massicci in infrastrutture ed elettrolizzatori. Secondo la Strategia Nazionale, la Romania sta valutando anche la possibilità di utilizzare l’attuale rete di gas naturale per trasportare miscele di idrogeno nel prossimo periodo. Resta da vedere quanto rapidamente il mercato riuscirà ad adattarsi, ma la direzione è chiara. L’idrogeno non è più soltanto un esperimento di laboratorio, bensì una componente strategica per un’Europa che raggiunga la neutralità climatica entro il 2050.