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La Croce di Caraiman nel Guinness dei Primati

Collocata sulla Vetta di Caraiman, nei Carpazi Meridionali, la Croce è stata eretta alla memoria degli Eroi del Popolo e inaugurata il 14 settembre del 1928.

La Croce di Caraiman nel Guinness dei Primati
La Croce di Caraiman nel Guinness dei Primati

, 30.03.2014, 14:56

Collocata sulla Vetta di Caraiman, nei Carpazi Meridionali, la Croce è stata eretta alla memoria degli Eroi del Popolo e inaugurata il 14 settembre del 1928. Costruita in acciaio su un basamento di cemento, è alta 39,37 metri ed ha un’apertura di quasi 15 metri. Nel 2013 il Guinness dei Primati l’ha dichiarata ufficialmente come la croce più alta del mondo, installata a oltre 2291 metri. Alexandru Bartoc è il presidente dell’omonima Fondazione culturale e figlio di uno dei volontari che hanno contribuito alla costruzione della Croce. Ci ha raccontato come sono giunti gli esperti del Guinness dei Primati da queste parti.



L’idea mi è venuta nel 1995, dopo la morte di mio padre, il quale aveva voluto che si facesse qualcosa per consolidare la croce. Mio padre non ha voluto entrare nel Guinness dei Primati. Era comunque quasi sicuro che fosse la croce più grande del mondo, e io l’ho dimostrato ora con i materiali raccolti. Importante è far consolidare questa croce che ha 85 anni, ma purtroppo, nulla è stato fatto”, spiega Alexandru Bartoc.



Dopo sei anni di lavoro e ricerche e tre grossi dossier raccolti da esperti accreditati, nell’estate del 2013 Alexandru Bartoc ha visto avverare il suo sogno: la Croce degli Eroi del Popolo è entrata nel Guinness dei Primati. Un record che al rispettivo momento è stato ignorato per mancanza di fondi e che ha destato l’interesse dell’opinione pubblica romena solo all’inizio di quest’anno.



La promozione di questo record è stata casuale. Al Museo di Storia della Romania è stato lanciato a dicembre un libro sulla regina Maria. Ho pensato di donare al Museo una medaglia, una busta e una copia del certificato Guinness. Tutti mi chiedevano perchè avevo questa iniziativa e ho risposto a tutti che lo facevo per sensibilizzare il governo e il Ministero della Cultura e farli pensare che si dovrebbero stanziare dei fondi per consolidare questo monumento”, aggiunge Alexandru Baroc.



Purtroppo, il Ministero della Cultura è tra i più poveri del Paese, afferma il sindaco di Buşteni, Emanoil Savin. Di conseguenza è stata decisa la sollecitazione di fondi europei nonrimborsabili, nel tentativo di salvare questo monumento emblematico per la Romania, che, nei due anni e quattro mesi quanto era durata la sua costruzione, ha mobilitato una impressionante folla di volontari. Emanoil Savin afferma che tutta quella gente era venuta soprattutto per patriottismo.



Sapevano tutti che questa croce era stata l’idea della Regina Maria in seguito a un sogno in cui aveva visto i Monti Bucegi coperti di sangue. La regina era convinta che si trattava del sangue versato dagli eroi caduti durante la prima guerra mondiale. Raccontò il suo sogno a Re Ferdinando e, poco dopo, a maggio 1926, cominciarono i lavori”, spiega il sindaco.



Alexandru Bartoc racconta che, sebbene impressionante, questa croce fu a un passo dall’essere distrutta dai comunisti. La cosa che non abbiamo trovato scritta da nessuna parte, ma che abbiamo appreso dagli anziani, è che si è tentato di bombardarla. Nel 1972, l’allora sindaco di Buşteni ha tentato di far tagliare i bracci della croce e di metterci sopra una stella, simbolo del comunismo. Ma si è ammalato ed ha rinunciato a questa idea. Avrà pensato che si trattasse di un brutto segno ed ha lasciato la croce come era”, aggiunge Alexandru Bartoc.



Anche negli ultimi anni le autorità romene l’hanno lasciata come era, sebbene a 85 anni la Croce del Caraiman sia una veneranda signora che avrebbe bisogno di cure. La Fondazione culturale Bartoc non è l’unica organizzazione ad aver manifestato un grande interesse per la sua sorte. Nel 2009, la filiale provinciale di Prahova dell’organizzazione internazionale Rotary ha lanciato ufficialmente una campagna di raccolta di fondi per sostenere i futuri lavori di consolidamento e l’inserimento di questo simbolo romeno nei circuiti turistici internazionali.



Vogliamo installare dei cartelli legati a questo record dalla città verso la funivia fino alla vetta Babele. Vogliamo affissi bilingui sulla storia del monumento, una lastra bilingue di spiegazione, e rifare il tragitto dallo chalet di Babele fino al monumento, che sia accessibile alle diverse categorie di turisti. Speriamo di allestire anche un minimuseo e una terrazza panoramica. Intendiamo costruire anche un ascensore interno, come previsto inzialmente e illumminare il monumento come la Torre Eiffel”, spiega Marian Ilie di Rotary Club della Vallata di Prahova.



Attualmente, in mancanza di tutte queste dotazioni, la Croce, sebbene inserita nel Guinness dei Primati, è visitata solo da 10-20.000 turisti all’anno.

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