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Il Parco Nazionale dei Monti di Rodna

Il Parco Nazionale i Monti di Rodna è la più estesa area protetta nel nord dei Carpazi Orientali.

Il Parco Nazionale dei Monti di Rodna
Il Parco Nazionale dei Monti di Rodna

, 28.11.2019, 19:29

Il Parco Nazionale i Monti di Rodna è la più
estesa area protetta nel nord dei Carpazi Orientali. È il secondo parco nazionale
per grandezza in Romania, dopo il Parco Domogled – la Valle del Cerna, di 54.000
ettari. Il Parco Nazionale I Monti di Rodna è stato creato nel 1932, e nel 2007
è stato designato sito Natura 2000. In esso ricadono più aree naturali di particolare
interesse scientifico, geologico, paesaggistico, floristico, faunistico e speleologico
e diversi tipi di habitat, tra giuncacee, pascoli alpini, paludi. Esso vanta un
rilievo glaciale spettacolare e ben conservato. Le foreste, i pascoli e i
complessi rocciosi ospitano una flora e fauna ricche e svariate, con numerose
specie rare ed endemiti dei Monti Carpazi, come racconta Lucia Mihaela Poll,
direttrice dell’Amministrazione del Parco Nazionale i Monti di Rodna.


Abbiamo la crotonella dei Monti di Rodna, unica nel mondo, con un fiore
piccolo, rosa. Abbiamo oltre 2000 specie di piante superiori, specie di relitti
glaciali, specie protette come la genziana, l’angelica e la peonia selvatica.
Abbiamo anche il tasso, il pino cembro, abbiamo oltre 600 specie di farfalle,
12 specie di lombricidi, ma anche molte specie di uccelli: il gallo forcello, questa
zona essendo una delle ultime in Romania in cui vive questa specie, ma anche il
gallo cedrone, l’acquila montana ecc. Nelle acque di montagna vivono specie
come il salmone del Danubio, la trota o il temolo. Se parliamo di mammiferi, va
ricordato il capro nero, il cui numero è cresciuto. Ci sono famiglie di marmotte,
cervi dei Carpazi, caprioli, orsi, lupi, linci e gatti selvatici. Nel parco
vivono 100 orsi. E ci sono oltre 110 malghe, perchè la transumanza viene ancora
praticata nella zona ogni anno, ha detto Mihaela Poll.


Il capro nero è una specie emblematica per le zone
alte dei Carpazi, dichiarato monumento della natura sin dal 1933. È una
specie protetta e una delle più valorose in Romania. I capri neri, le acquile
montane, i cervi e gli avvoltoi animano il paesaggio selvatico delle cime dei
Monti di Rodna. Anche se non rappresenta alcun pericolo diretto o indiretto per
gli uomini e non è una specie dannosa, il capro nero è stato introdotto di
recente nella lista delle specie cacciabili. Gli ambientalisti sono indignati
da questa decisione e chiedono che il capro nero sia tutelato per legge.


Prima
del 1918 nei Monti di Rodna vivevano tra 120 e 160 esemplari di capro nero. Durante
la Seconda Guerra Mondiale, essi sono stati sterminati, poi, nel 1964, si è
passati alla ripopolazione con capretti portati dai monti Bucegi e Retezat.
Nel 1967, 8-10 simili esemplari sono stati lasciati in libertà. Nel 1990 si è
giunti a circa 320 esemplari, e, nel 2004, dalla creazione dell’Amministrazione
del Parco Nazionale i Monti i Rodna, sono stati avvistati 36 esemplari in
primavera e 61 in autunno. Poi, abbiamo avviato noi la ripopolazione. Nel 2004,
vi sono stati portati 8 esemplari dai Bucegi e Retezat. Nel 2019, durante il
censimento di primavera, abbiamo constatato che c’erano oltre 120 capri neri, e
presto sarà fatta la valutazione d’autunno. Ma ci sono i capri neri, molti
turisti li hanno avvistati. Ci sono frotte di 50-60 esemplari. Qui, nel Parco
Nazionale c’è il divieto di caccia, e il capro nero è considerato monumento
della natura e cerchiamo di proteggerlo. Ma ci sono problemi sia per quanto
riguarda il bracconaggio, che le malattie. Il capro nero muore d’infarto se si
spaventa. Pochi lo sanno. Ma, ultimamente, grazie al fatto che è tutto tranquillo
sulle montagne, il loro numero è cresciuto, ha spiegato Mihaela Poll.


Nel Parco Nazionale i Monti di Rodna ricadono
anche molte riserve naturali. Sul versante settentrionale si trova una delle più
spettacolari cascate in Romania – la Cascata dei Cavalli, a
1300 metri. Nella zona di Borşa si trova il Lago
Iezer, sottostante la cima Pietrosu, a 1.825 m, che viene chiamato anche il
lago senza fondo. È un lago glaciale fiancheggiato da cime selvagge e prive di
vegetazione che fa parte della riserva scientifica Pietrosu Mare. Uno dei maggiori
laghi glaciali in Romania è il Lago Lala Mare, sito a 1.815 m, in cui vivono
trote e che è circondato da peonie
selvatiche, pianta protetta per legge. Nelle zone paludose nei dintorni si
trovano relitti glaciali, come la stella alpina o la genziana gialla.


In qualsiasi stagione, i Monti di Rodna offrono
paesaggi mozzafiato, come racconta Mihaela Poll. Abbiamo la Radura dei narcisi,
a 1600 metri di altezza. Dal 2007 la
monitoriamo attentamente, e, da qualche centinaia di metri siamo giunti a circa
6 ettari, l’anno scorso. Sono tanti i turisti che vengono a maggio per ammirare
i narcisi. Nel massiccio Pietrosul Mare abbiamo laghi glaciali unici nel mondo.
Pietrosul è la più alta cima nei Carpazi Orientali (2303 m), abbiamo tante
specie, molte famiglie di marmotte, una ricca vegetazione. Ci sono anche
sorgenti carsiche, vallate, radure, pascoli, foreste di coniferi, foreste di
latifoglie e miste. Non solo questo massicci, bensi’ l’intera catena dei Monti
di Rodna vantano paesaggi mozzafiato. Ciascuna stagione ha la sua bellezza, ha
detto a RRI Mihaela Poll.


Circa 2.300 ettari del
Parco Nazionale I Monti di Rodna sono stati dichiarati zone a tutela speciale,
grazie alle aree protette di grande importanza scientifica, che includono zone
selvatiche in cui l’intervento dell’uomo è stato estremamente ridotto. Oltre
800 ettari di foreste secolari saranno inclusi nel Catalogo Nazionale delle
Foreste Vergini e Quasivergini.

Foto: Simon Wilkes/ unsplash.com
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