Castelli della Transilvania: da set cinematografici a storie d’amore
Questa volta andiamo nel cuore della Transilvania, alla scoperta delle vicende affascinanti che legano antiche fortificazioni nobiliari a set cinematografici hollywoodiani e alle grandi casate reali d’Europa. Dal misterioso castello Bethlen a Criș all’elegante castello Rhédey a Sângeorgiu de Pădure — scenario di una toccante storia d’amore proibito — scopriamo un patrimonio storico unico nel suo genere.
Daniel Onea, 01.11.2026, 11:56
La Transilvania conserva numerose dimore nobiliari che attirano visitatori sia per il pregio della loro architettura, sia per le storie, meno note, delle famiglie che un tempo le abitarono. Nella provincia di Mureș, due di questi monumenti storici offrono prospettive distinte sul passato della regione: il castello Bethlen nel villaggio di Criș – un edificio rinascimentale che ha fatto da cornice a diverse produzioni cinematografiche – e il castello Rhédey a Sângeorgiu de Pădure, luogo in cui ebbe inizio una storia d’amore che legò questa famiglia nobile alla famiglia reale britannica.
La prima tappa è il villaggio di Criș, nel comune di Daneș, situato a meno di 20 chilometri dalla cittadella medievale di Sighișoara. Qui sorge la residenza della nobile famiglia Bethlen: un complesso fortificato caratterizzato da mura difensive, bastioni e una spettacolare loggia ad arcate. Costruito secondo lo stile rinascimentale transilvano, il sito è stato recentemente riportato a nuova vita grazie a un importante intervento di restauro. La famiglia Bethlen ha ricoperto un ruolo di primo piano nella storia politica e militare della Transilvania.
Entrando nelle sale del castello, i visitatori possono scorgere lo stemma di famiglia impresso su elementi in pietra scolpita. L’origine di questo emblema intreccia leggende locali ed eventi storici realmente accaduti nel Medioevo. A illustrarci questo legame è stato Zólya Levente, archeologo e custode del castello. «La leggenda narra che alcuni membri della famiglia abbiano sconfitto un serpente antropofago nelle paludi, adottando in seguito il rettile come proprio stemma. Per certi versi, la storia coincide con la leggenda. La famiglia utilizza questo stemma fin dalla metà del XV secolo. In quel periodo, il capofamiglia, Gergely, prese parte alla campagna militare di re Sigismondo nell’Italia settentrionale, combattendo contro gli eserciti delle casate degli Sforza e dei Visconti. Lo stemma dei Visconti raffigurava un serpente molto simile, ritratto mentre tiene un bambino tra le fauci. In sostanza, essi sconfissero il “serpente mangiatore di uomini” e ne fecero proprio lo stemma. È una storia davvero interessante».
L’autentica architettura del castello di Criș — con il suo cortile interno e le imponenti mura — ha attirato nel corso dei decenni cineasti, sia romeni che internazionali; si va dalle classiche produzioni storiche rumene, come *Michele il Bravo*, fino a pellicole realizzate da studi hollywoodiani. Alcuni set, creati appositamente per le riprese, sono stati conservati all’interno dell’edificio e fanno oggi parte del percorso di visita. «Nel seminterrato si trova una prigione; prima di notare qualsiasi altra cosa, vi invito a toccare le sbarre per scoprire di che materiale siano fatte: è uno dei misteri del castello. Qui sono stati girati numerosi film: il grande regista romeno Sergiu Nicolaescu vi ha ambientato quattro o cinque pellicole, e le produzioni sono proseguite ben oltre l’anno 2000. Nel 2011, la Universal Pictures ha persino ospitato dei lupi mannari proprio in questa prigione, durante le riprese di *Werewolf: The Beast Among Us*. Sono convinto che il castello non abbia mai avuto una vera prigione, trattandosi di una residenza privata e non della sede di un’amministrazione locale destinata a detenere decine di prigionieri. Ciononostante, abbiamo mantenuto l’allestimento scenografico perché è piuttosto intrigante e offre ai visitatori uno spunto di riflessione».
Oltre alle sue strutture fortificate, la tenuta di Criș era nota in passato anche per il suo giardino. Fotografie e documenti d’epoca testimoniano l’esistenza di un ampio parco, che ospitava persino piante esotiche. Zólya Levente, archeologo e custode del castello, ne ripercorre la storia. «Attorno al castello si estende un parco di quasi tre ettari. Fortunatamente, si sono conservati alcuni degli alberi originali del giardino all’inglese risalente al XIX secolo. A un certo punto, fu fatto venire un giardiniere dalla corte imperiale di Vienna: una testimonianza del fatto che non si trattava di un giardino qualunque. In una fotografia dell’area si possono persino notare palme e piante di banano. Non so bene come siano riusciti a coltivarle nel nostro clima, ma il giardiniere era evidentemente un vero maestro del suo mestiere. So anche che, un tempo, dietro il castello sorgeva un’aranciera.»
Sempre nella provincia di Mureș, nella località di Sângeorgiu de Pădure — situata nella valle del fiume Târnava Mică — sorge il castello Rhédey. A differenza della fortificazione di Criș, questo edificio non aveva alcuno scopo militare; fu concepito, al contrario, come una confortevole residenza nobiliare, tipica dell’inizio del XIX secolo. I visitatori possono scoprire la storia del luogo attraverso ologrammi, visori per la realtà virtuale e installazioni multimediali, percorrendo le 12 sale tematiche che compongono la mostra “I misteri della residenza Rhédey”. Il progetto è stato finanziato dall’Unione Europea e sviluppato in seguito a un’approfondita ricerca storica.
Il fulcro della mostra a Sângeorgiu de Pădure è il destino della contessa Claudia Rhédey. La sua storia d’amore con il duca Alessandro di Württemberg andò oltre le convenzioni sociali dell’epoca. Gaspar Peter, una guida del castello Rhédey, ci racconta l’inizio di questa vicenda. “Claudia Zsuzsanna Rhédey nacque il 17 settembre 1812 in questo castello, che fungeva da residenza estiva della famiglia, la cui dimora abituale si trovava a Cluj. Qui ricevette il battesimo e la cresima, e oggi riposa nella cripta sotto la Chiesa Riformata, situata dall’altra parte della strada. Era una giovane donna di grande bellezza, che poté beneficiare di un’eccellente istruzione. All’età di 17 anni, mentre si trovava a Cluj, si ammalò gravemente. Sebbene i medici locali le avessero salvato la vita, i suoi genitori decisero di portarla a Vienna — dove all’epoca risiedevano i migliori specialisti d’Europa — per garantirle una completa guarigione. I medici viennesi le prescrissero passeggiate a cavallo; durante una di queste, come racconta nel suo diario, la giovane notò un uomo che la colpì particolarmente: Alexander von Württemberg, un principe proveniente dal regno tedesco del Württemberg. Fu amore a prima vista e i due desiderarono sposarsi; tuttavia, la famiglia del principe, ritenendo i Rhédey di rango inferiore, si oppose all’unione.”
Nonostante l’iniziale opposizione, i due si sposarono nel 1835. In seguito al matrimonio, a Claudia Rhédey fu conferito il titolo di contessa di Hohenstein, sebbene ai loro figli non fosse concesso il diritto di ereditare il trono del regno del Württemberg. La vita della contessa ebbe un tragico epilogo nel 1841, ad appena 29 anni, a causa di un incidente a cavallo. Attraverso i suoi discendenti, tuttavia, la famiglia originaria di Sângeorgiu de Pădure è entrata a far parte della storia europea: la nipote di Claudia Rhédey, Mary di Teck, divenne regina di Gran Bretagna come consorte di re Giorgio V, ed è la bisnonna dell’attuale sovrano britannico, re Carlo III — il quale ha visitato personalmente Sângeorgiu de Pădure per rendere omaggio alle proprie radici transilvane.
I due castelli nella provincia di Mureș sono oggi aperti al pubblico, offrendo ai visitatori l’opportunità di scoprire l’architettura, le leggende e la storia nobiliare della Transilvania.