La Provincia di Arad: patrimonio architettonico e multiculturalismo
Questa volta scopriamo la provincia di Arad, nell’ovest della Romania. Situata nella valle del Mureș, questa regione rappresenta un affascinante esempio di multiculturalismo e storia europea.
Daniel Onea, 04.10.2026, 09:50
Il nostro viaggio inizia nella città di Arad, spesso soprannominata “la Piccola Vienna” grazie ai suoi edifici storici realizzati in stile Liberty, neoclassico e barocco. Situata all’incrocio di importanti vie di comunicazione che collegano il nord e il sud dell’Europa, così come l’est e l’ovest del continente, la città ha saputo sfruttare appieno la propria posizione strategica. In passato, il confine tra l’Impero austro-ungarico e i territori sotto dominio ottomano correva proprio lungo il fiume Mureș: una circostanza che si rivelò un grande vantaggio per gli abitanti del luogo. Oggi, questa eredità si affianca a luoghi di interesse turistico unici, come la Cittadella di Arad – un’imponente fortezza a forma di stella costruita in stile Vauban – e alla fama della “Freccia Verde” (*Săgeata Verde*), la prima ferrovia locale elettrificata nell’attuale Romania.
La nostra guida di oggi, Dorin Frandeș – direttore d’orchestra della Filarmonica di Stato di Arad ed educatore – ci illustra la visione architettonica alla base dei principali monumenti della città. „Un aspetto non sempre evidente, nemmeno agli abitanti del luogo, è la disposizione architettonica davvero peculiare di Arad. I suoi edifici più importanti sono collocati secondo una configurazione unica: il Palazzo della Cultura, situato proprio lungo l’argine del fiume Mureș, è separato da un parco dal Palazzo di Giustizia, un’altra imponente struttura eretta a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Insieme al Municipio, questi edifici formano un triangolo architettonico. A sinistra della Filarmonica si trova il “Percorso delle Scuole” (*Drumul Școlilor*), una via lungo la quale sono concentrati i più importanti istituti scolastici di Arad. Non lontano da questo nucleo di edifici pubblici di rilievo sorge il teatro oggi noto come “Ioan Slavici”; costruito intorno al 1800, fu distrutto due volte da incendi, ma in entrambe le occasioni risorse dalle proprie ceneri. Nelle vicinanze si trova il Teatro Vecchio – il primo edificio in muratura della regione destinato a teatro – rinomato in ambito architettonico per aver adottato un sistema di torre scenica (“rope loft”) per la movimentazione delle macchine di scena.”
Un punto focale di questo triangolo architettonico è l’edificio della Filarmonica, che continua ad attirare lo sguardo e a colpire il pubblico. Il direttore d’orchestra Dorin Frandeș ne illustra la storia e il simbolismo. „L’edificio che attualmente ospita la Filarmonica di Stato vanta una storia e una funzione di grande rilievo. Esso incarnava la visione dell’epoca di un “centro culturale”, da cui deriva la denominazione che ancora oggi lo contraddistingue: Palazzo della Cultura. Sotto il profilo architettonico, l’edificio si distingue per la sua pianta pentagonale — un pentagono dedicato alla cultura — con ogni facciata progettata e decorata secondo uno stile differente: neoclassico, gotico ed eclettico di inizio Novecento. Gli interni, caratterizzati da dettagli in foglia d’oro e vetrate artistiche, riflettono gli stili Liberty e Secessione tipici del secolo scorso e si sono conservati nella loro forma originale. La sala da concerto, che in origine poteva accogliere quasi 700 spettatori, è rinomata per la sua acustica eccezionale, considerata dagli esperti tra le migliori di quest’area dell’Europa. Sulla volta dell’atrio principale del palazzo si può ammirare un affresco unico nel suo genere: a differenza delle tipiche raffigurazioni religiose del Cristo Pantocratore, quest’opera illustra l’universo, i pianeti e il sistema solare. Un dettaglio affascinante è la presenza di una cometa: la cometa di Halley. Tale elemento rappresenta un legame simbolico tra Arad e l’America, poiché la cometa fu visibile in cielo proprio nell’anno in cui vennero ultimati i lavori di costruzione (il 1912), anno che segnò anche la scomparsa del celebre scrittore Mark Twain.”
A breve distanza dal comune di Arad sorge la cittadina di Lipova, una meta turistica imperdibile. Qui, le influenze storiche sono visibili a ogni passo: dal Bazar turco nel centro storico – l’unico monumento del suo genere rimasto in Romania dall’epoca del *pashalik* ottomano – all’imponente fortezza di Șoimoș o alla Basilica papale di Maria Radna, importante luogo di pellegrinaggio cattolico per l’Europa sud-orientale. La curatrice museale Corina Dubeștean sottolinea l’importanza di quest’area, profondamente intrisa di storia. “Grazie al suo ricco passato storico, Lipova testimonia l’affermazione dell’identità della popolazione romena attraverso l’unità e la continuità in questa regione nel corso dei secoli. La cittadina è stata un autentico polo commerciale ed economico e, a partire dal XIX secolo, ha sviluppato anche una forte dimensione culturale, distinguendosi per la costante promozione di valori e iniziative culturali romeni. Grazie alle figure di spicco e alle associazioni culturali qui attive, Lipova si annovera tra i più importanti insediamenti della Transilvania situati sulla riva sinistra del fiume Mureș. È in questo contesto di ricca tradizione che, nel 1958, è stato istituito il Museo Civico di Lipova.”
Questa istituzione culturale ospita una collezione di grande prestigio, il cui valore è cresciuto notevolmente nel corso dei decenni, soprattutto grazie alle donazioni. La curatrice Corina Dubeștean illustra la composizione dell’esposizione: “La collezione riunisce opere d’arte figurativa e decorativa, sia romene che internazionali. L’esposizione permanente presenta opere dei più importanti pittori romeni: Nicolae Grigorescu, Ioan Andreescu, Ștefan Luchian, Nicolae Tonitza, Theodor Pallady, Theodor Aman, Dumitru Ghiață, Gheorghe Petrașcu e Camil Ressu. Sono inoltre rappresentate creazioni di artisti affermati delle generazioni successive, come Ion Țuculescu, Samuel Mützner e molti altri. Nelle sale del museo di Lipova è possibile ammirare anche opere di rinomati pittori e artisti grafici appartenenti a diverse scuole europee: italiana (Carlo Maratti), fiammingo-olandese (Ludolf Bakhuizen), ungherese, inglese e francese”.
Grazie al suo eccezionale patrimonio architettonico e alle collezioni d’arte di rilevanza europea, l’asse Arad-Lipova dimostra ampiamente il proprio valore, affermandosi come punto di riferimento sulla mappa culturale e turistica della Romania.