Discussioni sulla riduzione delle accise sui carburanti
Il governo di Bucarest sta valutando misure per ridurre i prezzi dei carburanti.
Leyla Cheamil, 31.03.2026, 11:23
Il blocco dello Stretto di Hormuz, una delle più importanti rotte energetiche al mondo, intacca sul trasporto di petrolio e gas, generando una crisi globale dei carburanti. Il blocco provoca forti fluttuazioni dei prezzi sui mercati petroliferi, causando aumenti dei prezzi di benzina e diesel anche in Romania, che si rifletteranno inoltre sul costo dei prodotti nei negozi. Di conseguenza, il governo di Bucarest sta valutando diverse modalità per ridurre le accise sui carburanti.
La coalizione di governo ha deciso lunedì di non ridurre l’IVA nel prezzo dei carburanti, ma solo le accise. Non è stato ancora stabilito il meccanismo esatto attraverso cui avverrà questa riduzione, ma fonti governative hanno affermato che ne sono stati discussi i principi. Si analizzerà quindi, ogni dieci giorni, il modo in cui aumenterà il prezzo del barile a livello mondiale, in parallelo con il prezzo dei carburanti alla pompa e, se necessario, verrà applicata una riduzione del 5% sull’accisa. Si discute con quale percentuale iniziare la riduzione, prendendo in considerazione un valore del 10%. Si valuta inoltre fino a quale livello potrà arrivare tale riduzione, possibilmente fino al 25%.
In un’intervista televisiva, il primo ministro Ilie Bolojan ha dichiarato che si sta analizzando la possibilità di ridurre inizialmente l’accisa sul gasolio. Ha spiegato che, dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, il prezzo del diesel è aumentato maggiormente nell’ultimo periodo e coloro che lo utilizzano sono stati i più colpiti. È possibile anche la creazione di un fondo di solidarietà, nel quale le compagnie del settore petrolifero versino la maggior parte dei profitti eccezionali ottenuti a seguito dell’aumento dei prezzi, ha precisato Ilie Bolojan.
“Nel contesto attuale, abbiamo una certa specificità del mercato romeno, in cui esistono aziende che estraggono petrolio in Romania, lo raffinano in Romania, lo distribuiscono e lo vendono nelle stazioni di servizio. Abbiamo aziende che non estraggono greggio in Romania, ma lo raffinano qui e continuano la filiera. Abbiamo aziende che non raffinano in Romania, lo fanno in altri paesi e portano i prodotti raffinati in Romania, oppure aziende che semplicemente acquistano sul mercato e rivendono. Ma coloro che si trovano nella situazione di ottenere profitti eccezionali, sfruttando il petrolio romeno o avendo una catena che lo consente, a seguito di questa crisi, devono partecipare con la maggior parte di questi profitti eccezionali a un fondo di solidarietà, in modo da poter finanziare le riduzioni dei prezzi”, ha detto il primo ministro.
Ilie Bolojan ha precisato che nei prossimi giorni il governo annuncerà il livello esatto della riduzione e ha aggiunto che anche le aziende del settore dei carburanti contribuiranno al finanziamento della misura. Il Ministero delle Finanze sta lavorando ai dettagli tecnici e finanziari affinché la misura sia applicabile e sostenibile, ha aggiunto il premier.