Moniti economici per la Romania
Le agenzie internazionali di rating finanziario mettono in guardia sui rischi politici per l’economia della Romania.
Daniela Budu, 19.05.2026, 12:01
L’agenzia di rating finanziario Fitch avverte la Romania riguardo ai rischi legati all’instabilità politica, ai ritardi nelle riforme previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e alle pressioni esterne sull’economia. I prossimi mesi saranno decisivi, afferma il ministro ad interim delle Finanze, Alexandru Nazare. Fitch attira l’attenzione che il principale rischio non è l’esecuzione del bilancio nel breve termine, bensì la mancanza di prevedibilità della strategia fiscale per il 2027 e gli anni successivi. Anche l’agenzia internazionale di rating Standard & Poor’s mantiene la Romania all’ultimo livello raccomandato per gli investimenti.
Tuttavia, il protrarsi della crisi politica o l’incapacità di ridurre ulteriormente i deficit fiscali nel 2027 potrebbero portare a un declassamento del rating, avverte l’istituzione, aggiungendo che una simile situazione ridurrebbe le possibilità del paese di diminuire il deficit di bilancio entro il prossimo anno. D’altra parte, Standard & Poor’s sostiene che la prospettiva del rating potrebbe essere migliorata da negativa a stabile se i deficit fiscale ed esterno verranno ridotti in modo significativo e se l’economia si riprenderà. Per raggiungere questo obiettivo sarebbe però necessario un ampio consenso politico sulle misure di consolidamento fiscale e l’adozione di un bilancio credibile per il prossimo anno.
In un post su una rete sociale, Alexandru Nazare afferma che il mantenimento del rating raccomandato per gli investimenti, in un contesto interno ed esterno complicato, evidenzia l’efficacia delle misure di consolidamento adottate, ma le riforme vanno portate avanti. Secondo lui, fino ai prossimi rapporti delle agenzie di rating, ciò che conterà maggiormente sarà quello che la Romania farà concretamente: riforme reali, assorbimento dei fondi europei, disciplina di bilancio e continuità nel consolidamento fiscale. Egli avverte tuttavia che i mesi di luglio, agosto e ottobre saranno critici, quando Fitch, Moody’s e Standard&Poor’s pubblicheranno le loro valutazioni periodiche. Le loro decisioni potrebbero avere conseguenze estremamente gravi sui costi ai quali il paese prende dei prestiti.
Indipendentemente dalla soluzione che verrà trovata per l’attuale crisi politica e governativa, gli esperti di economia temono che sia il debito estero dello stato romeno sia il debito pubblico aumenteranno nel prossimo periodo, per coprire i deficit della bilancia commerciale. Già nei primi tre mesi dell’anno, il debito estero totale della Romania è aumentato di oltre tre miliardi di euro, raggiungendo i 231,5 miliardi di euro. Inoltre, secondo i dati pubblicati dalla Banca Nazionale, gli interessi ai quali lo stato romeno si è finanziato nel primo trimestre dell’anno sono aumentati di quasi l’1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.
Nei primi tre mesi, il conto corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato un deficit di oltre 5,3 miliardi di euro, in calo rispetto ai 6,2 miliardi registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Gli investimenti diretti esteri in Romania hanno raggiunto 1,13 miliardi di euro nel primo trimestre, rispetto a oltre 1,63 miliardi di euro nei primi tre mesi del 2025. Gli analisti affermano tuttavia che, per il momento, non si tratta di un’evoluzione particolarmente significativa, poiché entro la fine dell’anno la Romania potrebbe ricevere consistenti fondi europei attraverso il PNRR e il programma SAFE, che potrebbero contribuire in modo significativo ad attrarre investitori.