Consultazioni per la formazione di un nuovo governo
Lunedì inizieranno a Bucarest le consultazioni ufficiali del presidente con i partiti parlamentari per la nomina del primo ministro.
Corina Cristea, 15.05.2026, 10:33
Il presidente Nicușor Dan ha convocato per lunedì i partiti parlamentari a consultazioni ufficiali in vista della nomina del nuovo premier della Romania, dopo che, due settimane fa, il governo Bolojan non ha superato il test della mozione di sfiducia. La mozione è stata avviata proprio dall’ex partner di governo, il PSD, che in questa iniziativa si è alleato con i populisti dell’AUR, ultranazionalisti che si autodefiniscono sovranisti. Durante gli incontri, le delegazioni avranno a disposizione un’ora ciascuna per presentare le proprie proposte di governo. Il presidente Nicușor Dan ha già annunciato che designerà il nuovo premier solo quando questo verrà proposto in una formula che disponga del sostegno del Parlamento.
Il capo dello stato ha inoltre ribadito che l’attuale crisi politica interna sarà risolta “in una direzione filo-occidentale” e in un arco di tempo che considera relativamente breve. Il presidente afferma che, per qualsiasi proposta di governo che riceverà, la sua domanda sarà se esista già una maggioranza negoziata oppure no. Da come vedo io le discussioni preliminari e dalle opzioni che i partiti hanno già esposto nello spazio pubblico, le possibilità di un governo sostenuto da una maggioranza parlamentare sono relativamente poche e io non farò esperimenti, ha dichiarato Nicușor Dan. “Non credo che sia utile per la Romania fare esperimenti in cui proponiamo dei premier e li lasciamo poi verificare da soli se riescono o meno a raccogliere una maggioranza”, ha aggiunto il capo dello stato, precisando inoltre che l’ipotesi di un premier tecnico o di un governo tecnico “è uno scenario che ha delle chance”.
Nel frattempo, i leader dei partiti continuano ad analizzare le opzioni per uscire da questa crisi politica. Il PNL e l’USR, che insieme all’UDMR garantiscono l’interim del governo, hanno deciso ufficialmente di coordinare le proprie azioni e posizioni, diventando così il più grande raggruppamento politico del Parlamento. I due partiti affermano di non voler più collaborare con il PSD, mentre l’attuale primo ministro, Ilie Bolojan, si dichiara disposto ad accettare una nuova nomina nella carica qualora i socialdemocratici non riescano a formare un futuro governo. Il partito ha riconquistato il rispetto di sé stesso, qualcosa che nessuna carica e nessun sondaggio possono comprare, ha trasmesso ai liberali il loro leader, Ilie Bolojan, dopo la decisione di non allearsi più con i socialdemocratici. Tuttavia, all’interno del partito vi sono ancora voci che sostengono l’idea di rimanere al governo.
I socialdemocratici stanno svolgendo consultazioni per assicurarsi una maggioranza parlamentare insieme all’UDMR, al gruppo delle minoranze nazionali, ma anche con senatori e deputati indipendenti. La vicepresidente del PSD, Lia Olguța Vasilescu, afferma che il partito desidera una maggioranza parlamentare con i partiti filo-europei, ma resta da vedere come si svolgeranno i negoziati. Il Consiglio dei Rappresentanti dell’UDMR stabilirà alla fine della settimana il mandato per l’incontro con il presidente, ma la prima opzione del partito resta la ricostituzione della precedente coalizione di governo. Nel frattempo, l’AUR si dichiara pronto a entrare al governo a determinate condizioni. Diversi suoi parlamentari affermano inoltre che sosterranno qualsiasi governo, indipendentemente dal colore politico, se presenterà un programma di misure a sostegno dell’ambiente imprenditoriale, mentre Pace – Romania Prima dichiara che appoggerà qualsiasi esecutivo che adotterà misure a beneficio dei cittadini.