Preoccupazione per la violenza nelle scuole
Due aggressioni con armi bianche si sono verificate soltanto questa settimana in scuole in Romania.
Bogdan Matei, 23.10.2026, 11:19
Frustrazione e rabbia sfociano sempre più spesso in atti violenti, in un mondo in cui le tensioni politiche e sociali si fanno sempre più acute. La Romania non fa eccezione. I dibattiti pubblici tra i politici sono costellate di grida e insulti. Da quasi due anni, ogni protesta politica si conclude con incidenti, persone fermate e multe comminate dalla polizia. Quest’autunno, gli allevatori di pecore e capre sono venuti alle mani con i gendarmi a pochi passi dalla sede del governo. In un calcio sempre più povero di risultati e di qualità, l’unico spettacolo rimasto è quello degli scontri tra le tifoserie e tra queste e le forze dell’ordine.
Le aggressioni domestiche, molte delle quali si concludono con la morte della vittima, sono diventate ormai una banalità. I social network traboccano di odio, insulti e minacce. Il nervosismo è lo stato d’animo dominante nella società romena, ed era inevitabile che la violenza estrema, promossa dagli adulti, penetrasse anche nelle scuole, tra bambini che hanno ormai perso da tempo la loro innocenza. Studi specialistici rivelano che attualmente uno studente romeno su due è vittima di minacce, umiliazioni o violenze fisiche.
A Giurgiu, nel sud del paese, secondo un rapporto dell’Ispettorato scolastico provinciale, quasi l’80% degli istituti scolastici registra casi di violenza verbale e oltre il 50% episodi di violenza fisica. La maggior parte dei conflitti si verifica nelle aule o nei cortili delle scuole.
A Bistrița, nel nord-ovest del paese, uno studente di 13 anni ha aggredito con un coltello un’insegnante di matematica e un altro alunno. L’insegnante è stata sottoposta a un intervento chirurgico e le sue condizioni sono stabili. I procuratori hanno confermato il carattere premeditato dell’aggressione. L’insegnante accoltellata e altri sei studenti hanno ottenuto provvedimenti di protezione, mentre l’aggressore dovrà indossare un braccialetto elettronico di monitoraggio. Attualmente, il ragazzo è sottoposto a una valutazione psichiatrica.
A Pitești, nel sud del paese, uno studente di 15 anni ha ferito due compagni di scuola con un machete. Il minorenne è stato fermato nell’ambito di un procedimento penale aperto per lesioni personali, porto abusivo di oggetti pericolosi, danneggiamento e disturbo della quiete pubblica.
Appena insediato, il nuovo primo ministro, Luca Niculescu, ha dichiarato che la sicurezza nelle scuole è stata il tema principale discusso con più ministri della sua squadra. Il ministro della Giustizia, Radu Marinescu, ha chiesto alle autorità giudiziarie di agire velocemente nell’indagare i reati commessi in ambito scolastico e ha annunciato che l’istituzione da lui diretta darà priorità alla riforma della legislazione penale relativa agli standard di incriminazione e alle sanzioni applicabili a questa tipologia di criminalità, nonché alle condizioni della responsabilità penale dei minorenni.
Anche il presidente Nicușor Dan ha espresso preoccupazione per i due gravi episodi di violenza verificatisi nelle scuole nel corso di questa settimana. In un comunicato dell’Amministrazione Presidenziale, il capo dello stato ha sottolineato la necessità di interventi precoci per prevenire situazioni di questo tipo. In un post su Facebook, ha inoltre evidenziato l’importanza del sostegno psicologico e dell’assistenza agli insegnanti, nonché della protezione dei bambini contro il bullismo e l’aggressività online.
Il capo dello stato sostiene la necessità di una collaborazione più stretta tra autorità, insegnanti, genitori e studenti, affinché ogni bambino possa studiare in un ambiente sicuro. I sindacati del settore dell’istruzione avvertono che proclameranno proteste se le autorità continueranno a trattare con indifferenza il problema della violenza nelle scuole.