Cosa chiedono i partiti al nuovo premier incaricato
Le principali forze politiche del Parlamento romeno attendono il programma e la composizione del nuovo governo per decidere se concedere il voto di fiducia al nuovo premier incaricato.
Ştefan Stoica, 07.10.2026, 11:08
Il premier romeno incaricato, Luca Niculescu, giornalista di formazione e diplomatico, privo di esperienza politica, si trova di fronte a una missione difficile: ottenere una maggioranza di 233 voti a favore del programma di governo e della lista dei ministri, non ancora definiti. L’obiettivo è quello di evitare che la Romania affronti un quarto tentativo fallito di avere un governo a pieni poteri, dopo la sfiducia al governo PNL-USR-UDMR guidato dal liberale Ilie Bolojan, avvenuta cinque mesi fa attraverso una mozione.
Luca Niculescu ha invitato i partiti parlamentari al dialogo per la formazione della maggioranza. Il presidente Nicuşor Dan gli ha lasciato carta bianca per negoziare la formazione di un governo politico, tecnico oppure una formula mista.
Il PSD, il maggiore partito del Parlamento e co-autore, insieme ai populisti nazionalisti dell’AUR, della mozione che ha fatto cadere il governo Bolojan, ha conferito alla propria dirigenza un ampio mandato per negoziare con il premier incaricato. Deluso per non essere stato lui incaricato di formare il governo, il leader del PSD, Sorin Grindeanu, ha dichiarato che la partecipazione del partito al governo dipenderà dall’accettazione delle misure preparate dai socialdemocratici.
La condizione principale è il cambiamento della direzione nella gestione del paese e dell’economia, ha dichiarato Grindeanu. Secondo lui, il Partito Socialdemocratico non può concedere voti in bianco né partecipare a una costruzione politica priva di solide fondamenta.
I liberali hanno annunciato che attendono il programma di governo e la squadra proposta dal premier incaricato, dopodiché prenderanno una decisione. Esiste tuttavia uno scenario che il PNL ha dichiarato di non voler accettare, vale a dire la partecipazione del PSD al governo.
Neanche l’USR ha preso ancora una decisione in merito al sostegno o meno al futuro esecutivo ed è in attesa del programma e della squadra dei ministri. Il presidente Dominic Fritz ribadisce, tuttavia, che l’USR non voterà un governo con ministri del PSD o controllato dal PSD.
L’UDMR insiste per una ripresa della collaborazione tra il PSD e il PNL, ritenendo che nessuno dei due possa essere escluso dalla futura configurazione della maggioranza. Secondo il leader della formazione, Kelemen Hunor, il premier incaricato cercherà di ottenere il sostegno sia del PSD sia dei liberali. Per l’UDMR è inaccettabile sostenere una formula di governo che riceva l’appoggio di formazioni che considera estremiste.
L’Alleanza per l’Unione dei Romeni (AUR), seconda forza in Parlamento ed esclusa dai calcoli per la formazione della maggioranza parlamentare, ha annunciato che non sosterrà un futuro governo e si pronuncia per le elezioni anticipate, visto che i sondaggi la accreditano come favorita.
D’altra parte, l’AUR ritiene che il presidente stia oltrepassando le proprie prerogative costituzionali, a causa del cordone sanitario informale che cerca di imporre attorno al principale partito che si autodefinisce sovranista.L’AUR sta raccogliendo firme per la sospensione dall’incarico del presidente Nicuşor Dan.