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Crisi dei carburanti: cosa desidera il mondo imprenditoriale?

In un contesto internazionale teso, segnato da aumenti significativi dei prezzi dei carburanti, in Romania l’ambiente d’affari ha bisogno dell’intervento dello stato.

foto: gov.ro
foto: gov.ro

, 24.03.2026, 11:12

L’aumento del prezzo dei carburanti è il principale effetto del conflitto in Medio Oriente sull’ambiente d’affari in Romania, secondo oltre il 60% dei partecipanti a uno studio condotto nell’ultima settimana da IMM Romania. Al secondo posto si colloca l’accelerazione dell’inflazione, mentre al terzo la riduzione del commercio estero con i paesi della regione, nonché il rallentamento della crescita economica della Romania. Sono necessaril’intervento dello stato e la convocazione del Consiglio Tripartito da parte del governo, afferma Florin Jianu, presidente di IMM Romania, che ha presentato i risultati dello studio e ha avvertito che l’aumento dei prezzidei carburanti colpisce l’intero ambiente imprenditoriale e può generare tensioni sociali.

 

“Alla domanda: Quali sono le principali misure che il governo deve adottare per sostenere il settore imprenditoriale, nel contesto delle crisi sovrapposte in Medio Oriente e in Ucraina?, il 71,2% degli imprenditori indica la riduzione temporanea dell’accisa sui carburanti, il 45,5% menziona la compensazione dell’aumento dell’accisa per trasportatori e agricoltura fino alla fine del 2026, il 40% degli imprenditori ha bisogno di crediti e facilitazioni di garanzia e, allo stesso modo, quasi il 40% menziona la riduzione del prezzo dell’energia elettrica”, ha spiegato Florin Jianu.

Anche gli operatori del trasporto lanciano un segnale d’allarme riguardo al livello dell’accisa e al prezzo al litro del diesel. Essi affermano che la Romania ha una delle accise più elevate dell’Unione e che i trasportatori di merci sono vincolati da contratti stipulati all’inizio dell’anno, e c’è il rischio di non poterli onorare e che le merci non arrivino sugli scaffali. Un altro rischio massimo è che gli studenti che si spostano quotidianamente con i mezzi di trasporto persone non riescano più a raggiungere la scuola.

 

A Bucarest, i fattori decisionali hanno analizzato l’aumento dei prezzi dei carburanti e hanno individuato misure per proteggere la popolazione e l’economia romena per un periodo di sei mesi, misure che potranno essere prorogate di ulteriori tre mesi. Il ministro dell’Energia, Bogdan Ivan, ha dichiarato che le principali misureconsisteranno nella limitazione delle esportazioni di diesel dalla Romania, nella limitazione del ricaricocommerciale delle compagnie del settore petrolifero al 50% della media dell’anno scorso, nella creazione di un meccanismo per impedire alle aziende di speculare su aumenti artificiali dei prezzi alla pompa e nell’eliminazione dell’obbligo minimo dell’8% di biocarburante nella benzina.

 

Le esportazioni e le forniture intracomunitarie di benzina e gasolio potranno essere effettuate dagli operatori economici esclusivamente con la previa autorizzazione scritta rilasciata dal Ministero dell’Economia, della Digitalizzazione, dell’Imprenditoria e dal Ministero dell’Energia.

 

Le decisioni arrivano in un contesto internazionale complesso, in cui tutti i paesi europei adottano misure di intervento per contenere l’aumento dei prezzi, sia sul mercato dell’elettricità sia su quello dei carburanti. Tali misure riguardano tasse, tetti ai prezzi, sussidi, limitazioni alla pompa o controlli per verificare il quantum degli aumenti applicati dalle aziende. La Commissione Europea afferma di essere preoccupata per questa evoluzione, ma afferma che, al momento, si tratta di una crisi dei prezzi e non di una crisi di approvvigionamento di petrolio.

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