Il Parlamento europeo chiede un bilancio pluriennale più elevato
Gli eurodeputati vogliono che il futuro bilancio pluriennale dell’Unione sia del 10% più elevato rispetto a quanto proposto dalla Commissione europea.
Bogdan Matei, 08.10.2026, 10:58
Gli eurodeputati di diversi schieramenti politici chiedono che il futuro bilancio pluriennale dell’Unione per il periodo 2028-2034 sia superiore del 10% rispetto a quello proposto dall’esecutivo comunitario. Secondo loro, solo in questo modo l’Unione europea potrà finanziare efficacemente i progetti in settori chiave, come la difesa e la sicurezza, la competitività, le politiche di coesione e l’agricoltura. Per questo aumento, propongono nuove fonti di entrate per il bilancio comune: una tassa sui servizi digitali, una tassa sul gioco d’azzardo online e una sulle transazioni di criptovalute.
I correlatori del Parlamento per il futuro bilancio, l’eurodeputato romeno Siegfried Mureșan e la portoghese Carla Tavares, hanno sottolineato che un bilancio più ridotto costringerà gli stati membri ad affrontare separatamente, a livello nazionale, un numero maggiore di sfide e, probabilmente, a costi più elevati. “Non ci troviamo di fronte a crisi temporanee, ma a sfide strutturali, e la nostra risposta deve essere altrettanto strutturale e ambiziosa. Non chiediamo più denaro, chiediamo che le risorse siano commisurate alle responsabilità e alle sfide dell’Unione europea”, ha detto Carla Tavares, citata dall’inviato di Radio Romania.
Il francese Julien Sanchez accusa che, guardando l’attuale proposta per il futuro bilancio, gli agricoltori rimangono privi di un sostegno chiaramente destinato a loro. A sua volta, il vicepresidente dell’Eurocamera, l’eurodeputato romeno Victor Negrescu, ha sottolineato che è necessario collegare meglio la prevenzione e la lotta alla corruzione con il recupero dei fondi derivanti da questo fenomeno.
Spendere i fondi europei rimane un problema e la pressione per l’assorbimento dei finanziamenti può compromettere gli obiettivi dei progetti, ammonisce anche l’ultima relazione annuale della Corte dei Conti Europea, in vista della preparazione del futuro bilancio a lungo termine dell’Unione. È il settimo anno consecutivo in cui gli auditor constatano che una parte della spesa dei fondi comunitari non ha rispettato pienamente le regole.
I problemi maggiori sono stati individuati proprio nel caso dei fondi di coesione e di quelli destinati all’agricoltura e all’ambiente. Le irregolarità hanno riguardato, tra l’altro, progetti o costi non ammissibili e il mancato rispetto del quadro normativo in materia di appalti pubblici. Anche nella spesa relativa al Meccanismo di ripresa e resilienza sono state riscontrate situazioni in cui gli obiettivi inizialmente assunti dagli stati membri sono stati semplificati o ridimensionati.
Lucian Romașcanu, membro della Corte dei Conti Europea ed ex ministro a Bucarest, ha dichiarato a Radio Romania che i beneficiari dei fondi comunitari “non hanno raggiunto integralmente il traguardo così come era stato definito nei programmi nazionali”. La Corte chiede che gli obiettivi futuri siano chiari, misurabili e verificabili, affinché l’assorbimento dei fondi europei non diventi più importante dei risultati ottenuti.