Romania, popolazione in calo
I più recenti dati presentati a Bucarest prevedono un invecchiamento significativo della popolazione in Romania e una riduzione a circa 15 milioni di persone entro il 2080.
Sorin Iordan, 13.07.2026, 11:12
Secondo i dati pubblicati dall’Istituto Nazionale di Statistica (INS), la popolazione della Romania dovrebbe diminuire di oltre 3,4 milioni di persone entro il 2080, raggiungendo circa 15 milioni di abitanti. Le proiezioni indicano un marcato invecchiamento della popolazione: oltre un quarto degli abitanti del Paese sarà costituito da anziani entro tale data, mentre i giovani rappresenteranno solo il 13,7%. Lo scorso anno il saldo naturale più negativo è stato registrato nel sud della Valacchia, mentre quello meno negativo nella regione della capitale Bucarest.
Al 1º gennaio 2025, la popolazione ufficiale della Romania era di poco superiore ai 19 milioni di abitanti e l’età media aveva superato i 42 anni, rispetto ai quasi 38 anni nel 2005. Dal punto di vista della distribuzione geografica, la parte nord-orientale del Paese è la più popolata, mentre quella occidentale registra il minor numero di abitanti. L’INS evidenzia inoltre che la popolazione della Romania potrebbe mantenersi intorno ai 19 milioni di abitanti fino al 2030, qualora l’economia continui ad attrarre forza lavoro dall’estero.
Il presidente dell’Istituto Nazionale di Statistica, Tudorel Andrei, ha richiamato l’attenzione sul fatto che l’evoluzione demografica rappresenta una delle sfide più importanti per la Romania e che non può essere corretta con misure rapide. Egli ha precisato che i cambiamenti nella struttura della popolazione hanno effetti diretti sull’economia, sul mercato del lavoro e sul sistema pensionistico. Ha inoltre sottolineato che, a differenza dell’economia, dove gli effetti di alcune decisioni diventano visibili in tempi relativamente brevi, i cambiamenti demografici si manifestano nel lungo periodo e sono influenzati dal contesto politico, economico e sociale.
“Anche se in questo momento assistiamo a squilibri macroeconomici che incidono su tutti noi, la Romania ha comunque registrato una crescita economica che ha consentito di attrarre forza lavoro, soprattutto dai Paesi asiatici, ma allo stesso tempo il ritorno di molti cittadini romeni. Non è un caso che negli ultimi anni si sia riusciti a mantenere stabile la popolazione residente intorno ai 19 milioni di abitanti esclusivamente grazie alla migrazione internazionale”, ha detto Tudorel Andrei. Il presidente dell’INS ha inoltre dichiarato che la Romania ha perso oltre 4,16 milioni di abitanti negli ultimi 35 anni e che, nel medio termine, può sperare al massimo di stabilizzare il saldo naturale negativo.
Questo quadro preoccupante è stato confermato anche dal demografo Vasile Ghețău, il quale ritiene che non esista una soluzione al declino demografico della Romania. Secondo lui, la diminuzione naturale della popolazione è compresa ogni anno tra 80.000 e 100.000 persone, considerando che le nascite sono circa 150.000, mentre i decessi raggiungono i 250.000.
Da parte sua, il sociologo Dumitru Sandu ha affermato che non esiste una soluzione miracolosa per ridurre il declino demografico, ma ha citato gli esempi di Paesi come il Portogallo, la Spagna e l’Irlanda. Questi stati sono riusciti a invertire la tendenza grazie a politiche che hanno migliorato il tenore di vita, il che ha ridotto l’emigrazione e ha favorito l’immigrazione.