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Situazione energetica preoccupante in Romania

L'imminente arresto dell'ultima unità operativa della centrale nucleare di Cernavodă solleva ulteriori questioni riguardo all'approvvigionamento energetico della Romania.

La centrale nucleare di Cernavodă. (foto: Facebook Nuclearelectrica)
La centrale nucleare di Cernavodă. (foto: Facebook Nuclearelectrica)

, 12.08.2026, 13:37

 

La Centrale Nucleare di Cernavodă, nella Romania sud-orientale, ha avviato le procedure tecniche preparatorie per l’arresto controllato dell’Unità n.2, l’ultima ancora in funzione, a causa del calo del livello delle acque del Danubio. Tale decisione giunge nonostante i tentativi delle autorità di mantenere operativa la centrale rimuovendo una formazione rocciosa e affondando delle chiatte, misure volte a preservare la portata del fiume in prossimità dell’impianto a livelli accettabili. Tuttavia, l’Amministrazione Nazionale “Le Acque Romene” ha reso noto che il fiume ha raggiunto la soglia critica per il funzionamento della centrale. Inoltre, le previsioni idrologiche sono sfavorevoli: si stima che la portata rimarrà intorno ai 1.350 metri cubi al secondo nei prossimi due giorni. L’Unità n.1 di Cernavodă è già ferma dal 28 luglio. I due reattori garantivano circa il 20% della produzione di energia elettrica della Romania.

Per compensare il deficit, il Ministero dell’Energia riattiverà l’unità a carbone n.4 della centrale di Rovinari – attualmente in riserva – e sfrutterà la capacità aggiuntiva disponibile di Hidroelectrica, azienda di proprietà statale e principale produttore di energia in Romania, nel rispetto dei limiti tecnici e delle risorse idriche. Il Complesso Energetico Oltenia Rovinari 4, sito nel sud-ovest del Paese, dispone di una riserva di carbone utilizzabile in situazioni di emergenza o per sopperire a eventuali guasti a una delle tre unità attualmente in funzione. A livello nazionale, martedì sera il consumo di elettricità ha superato gli 8.000 MW, mentre la produzione è rimasta al di sotto dei 6.000 MW; di fatto, un quarto della domanda di energia elettrica è stato coperto tramite importazioni. In Romania è stato dichiarato lo stato di allerta nazionale per il mese di agosto a causa del calo della produzione di elettricità e le autorità hanno più volte invitato cittadini, istituzioni pubbliche e imprese a un consumo responsabile.

La Romania ha chiesto alla Commissione Europea e alla Rete europea degli operatori di sistemi di trasporto dell’energia elettrica di valutare le capacità di produzione disponibili, i livelli delle riserve di bilanciamento, le capacità di interconnessione transfrontaliera e la capacità dei sistemi elettro-energetici degli Stati confinanti di fornire supporto in caso di ulteriore deterioramento della situazione a livello regionale.

Il Segretario di Stato presso il Ministero dell’Energia, Cristian Bușoi, ha partecipato martedì alla riunione del gruppo di lavoro sull’energia elettrica della Commissione Europea, illustrando la situazione in Romania, l’imminente arresto dell’Unità n.2 della centrale di Cernavodă e le misure legislative adottate dal Governo per gestire la situazione. Ha spiegato ai funzionari della Commissione che la chiusura programmata di un’unità a carbone entro il 31 agosto – un obiettivo chiave del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – risulta estremamente problematica date le circostanze attuali. In merito a eventuali restrizioni nella fornitura di energia elettrica, Bușoi ha chiarito che queste non interesserebbero le utenze domestiche né i servizi essenziali. La Commissione Europea ha annunciato che sta monitorando attentamente la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico a fronte della siccità e dei bassi livelli dei fiumi in Ungheria, Romania e nella più ampia regione dell’Europa sud-orientale.

foto: pixabay.com@geralt
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