S&P mantiene il rating sovrano della Romania
Dopo Fitch e Moody’s, anche l’agenzia Standard&Poor’s mantiene il rating della Romania all’ultimo livello raccomandato agli investimenti.
Daniela Budu, 05.10.2026, 11:18
L’agenzia americana di valutazione Standard&Poor’s ha annunciato di mantenere il rating della Romania a BBB-, con outlook negativo, indicando che il paese è considerato idoneo agli investimenti, ma si trova vicino al limite inferiore, con rischi legati agli elevati deficit di bilancio degli anni precedenti e alle evoluzioni politiche e fiscali. Il principale problema menzionato dagli esperti dell’agenzia internazionale è l’instabilità politica. Secondo loro, il prolungarsi della situazione di stallo e l’assenza di un governo pienamente operativo possono compromettere la riduzione del deficit di bilancio e aumentare i costi di finanziamento dello stato.
Allo stesso tempo, l’agenzia cita la disciplina della spesa pubblica, il livello delle entrate di bilancio e l’assorbimento dei fondi europei tra i fattori che hanno contribuito a questa evoluzione. Sottolinea inoltre l’elevato livello degli investimenti pubblici, sostenuti in larga misura dai fondi europei, come uno dei principali elementi a sostegno dell’attività economica. Il mantenimento della prospettiva negativa indica tuttavia che l’agenzia continua a vedere rischi per il percorso fiscale della Romania. Secondo l’agenzia, il prossimo periodo sarà fondamentale per la formazione di un governo sostenuto da una maggioranza parlamentare e per l’adozione di un quadro di bilancio credibile per i prossimi due anni.
Il presidente Nicușor Dan ritiene che la decisione di S&P conferma la stabilità economica della Romania e il suo status di partner affidabile per gli investitori, ma avverte che non è il momento dell’allentamento. Il ministro ad interim delle Finanze, Alexandru Nazare, afferma che le misure di consolidamento fiscale devono proseguire e ha aggiunto che il rispetto della disciplina di bilancio nel prossimo anno e la prudenza nel 2028 potrebbero creare le condizioni per il ritorno della prospettiva del rating a stabile.
A sua volta, l’ex ministro delle Finanze, Adrian Câciu, sostiene la necessità di ridurre gli sprechi, aumentare la riscossione delle entrate e proteggere gli investimenti, parallelamente a misure volte a favorire lo sviluppo economico. Il consulente economico Adrian Negrescu afferma invece che il mantenimento del rating offre un margine di tempo per risolvere gli squilibri. A suo avviso, la Romania ha bisogno di un governo e di un programma di governo coerente, che permettano di ridurre il deficit e la spesa pubblica, ma anche di attirare i fondi europei disponibili.
Secondo gli analisti, un declassamento nella categoria non raccomandata per gli investimenti avrebbe rappresentato un duro colpo per il paese. I grandi fondi di investimento avrebbero potuto ritirare i propri capitali. Uno scenario di questo tipo avrebbe potuto comportare disoccupazione, aumento dei prezzi e riduzione degli stipendi per molti cittadini romeni, aggiungono gli analisti. S&P potrebbe tornare a una prospettiva stabile se la Romania riuscirà a ridurre i deficit fiscali ed esterni.
L’agenzia indica come elementi importanti un piano di politiche pubbliche credibile a medio termine e una ripresa della crescita economica. Al contrario, il rating potrebbe essere rivisto al ribasso se la formazione del governo e l’attuazione delle misure fiscali dovessero subire ritardi, se la fiducia degli investitori dovesse deteriorarsi o se le pressioni esterne dovessero intensificarsi. A luglio, l’agenzia di valutazione Fitch aveva mantenuto il rating della Romania sempre a BBB-, con outlook negativo, mentre Moody’s aveva successivamente riconfermato il rating sovrano del paese.