Ucraina 35
La Romania ribadisce la solidarietà all’Ucraina, il paese confinante invaso dalle truppe russe.
Bogdan Matei, 25.08.2026, 11:00
Nell’agosto del 1991, dopo il fallimento del putsch contro l’ultimo leader comunista del Cremlino, il riformatore Mikhail Gorbachev, le repubbliche sovietiche proclamavano una dopo l’altra la propria indipendenza da Mosca.La Russia di Vladimir Putin ritrovò rapidamente l’appetito territoriale e la sete di sangue. Nel 2008 invase la Georgia. Il 24 febbraio 2022 attaccò l’Ucraina, dando inizio al più ampio conflitto militare in Europa dal dopoguerra. Oggi circa un quinto del territorio internazionalmente riconosciuto dell’Ucraina è sotto occupazione, mentre droni e missili lanciati dall’esercito russo d’invasione uccidono ogni notte bambini, donne e anziani.
Lunedì 24 agosto, esattamente 35 anni dopo la proclamazione dell’indipendenza, Kiev ha ospitato una nuova riunione della cosiddetta coalizione dei volenterosi, composta da oltre 30 paesi che sostengono l’Ucraina invasa. La riunione si è svolta in formato ibrido, con la presenza di alcuni leader nella capitale ucraina, mentre altri hanno partecipato alle discussioni in videoconferenza, come il presidente della confinante Romania, Nicușor Dan.
“È stata una gradita occasione per riaffermare il nostro pieno sostegno all’Ucraina e abbiamo proseguito le discussioni sulla definizione di un solido quadro di garanzie di sicurezza. Abbiamo inoltre affrontato il crescente numero di incidenti con droni alle frontiere della NATO e altre attività ibride coordinate dalla Russia, nonché la necessità di navigazione e rotte commerciali sicure nel Mar Nero”, ha scritto il capo dello stato romeno sulla piattaforma X. “Continuiamo a esercitare pressione sulla Russia, affinché si possa arrivare a una pace duratura e giusta. Abbiamo condannato fermamente i più recenti attacchi della Russia contro la popolazione civile ucraina, un atto di irresponsabilità e crudeltà”, ha aggiunto il presidente Dan.
Membro della NATO e dell’Unione Europea, la Romania condivide con l’Ucraina una frontiera terrestre di 614 chilometri e negli ultimi quattro anni ha dovuto affrontare numerose incursioni di droni russi nel proprio spazio aereo e mine nel Mar Nero, lungo rotte commerciali ed energetiche essenziali.
Sempre il 24 agosto, oltre un centinaio dei numerosi ucraini che hanno trovato rifugio in Romania si sono riuniti davanti alla loro ambasciata a Bucarest in occasione della Giornata dell’Indipendenza. Avevano bandiere e costumi nazionali. Dopo l’esecuzione degli inni nazionali ucraino e romeno, autorità romene estraniere hanno trasmesso messaggi di pace e di solidarietà con l’Ucraina. Erano presenti decine di membri del corpo diplomatico accreditato a Bucarest, oltre a rappresentanti della società civile e dei media romeni. Il recinto dell’ambasciata, osservano i giornalisti, è ricoperto di fotografie che fanno vedere i crimini russi commessi sul territorio dell’Ucraina. Vi sono anche manifesti e fotografie di giovani e bambini rifugiati che sono stati aiutati a integrarsi nelle scuole e nella società romena.