La settimana 05 – 10/10/2026
L'economia supera, per un pelo, un test / La Banca Centrale mantiene invariato il tasso di interesse di riferimento / Allerta nel settore energetico / Un altro episodio della telenovela politica / Gravi incidenti nel Mar Nero / Il calcio, nella categoria “junk”
Bogdan Matei, 10.10.2026, 07:00
L’economia supera, per un pelo, un test
Standard & Poor’s (S&P) ha confermato il rating sovrano della Romania al livello BBB-/A-3 (investment grade) e ha mantenuto l’outlook negativo, secondo quanto annunciato in un comunicato dell’agenzia di rating. Secondo la fonte, l’agenzia potrebbe rivedere l’outlook a “stabile” qualora si riducessero i disavanzi esterni e di bilancio della Romania. Tale scenario sarebbe sostenuto da un piano politico credibile a medio termine, possibilmente ancorato a un ampio consenso politico, insieme a una ripresa della crescita economica. S&P stima per l’intero anno un deficit di bilancio complessivo pari al 6,25% del prodotto interno lordo, in calo rispetto al 7,9% del 2025 e al 9,3% del 2024. Tutte e tre le principali agenzie di rating (S&P Global Ratings, Moody’s e Fitch) hanno un’outlook negativo associato al rating sovrano della Romania, il che colloca il Paese a un passo dalla categoria “junk” (sconsigliata per gli investimenti).
La Banca Centrale mantiene invariato il tasso di interesse di riferimento
Giovedì la Banca Centrale della Romania ha deciso di mantenere il tasso di interesse di politica monetaria al 6,50% annuo, al fine di garantire la stabilità dei prezzi a medio termine. La Banca Centrale rileva che l’inflazione è diminuita in modo significativo nei primi due mesi del terzo trimestre, passando dal 10,42% a giugno all’8,16% a luglio e al 6,17% ad agosto. La Banca Centrale prevede tuttavia che il tasso inflazionistico annuo tornerà a crescere entro la fine dell’anno, principalmente a causa dell’aumento dei prezzi dei carburanti, dell’energia e di altre materie prime, comprese quelle agroalimentari, nonché dell’andamento del cambio della valuta nazionale, il leu.
Allerta nel settore energetico
La Romania deve prepararsi ad affrontare un inverno e una primavera caratterizzati da prezzi dell’elettricità molto elevati – avverte il sottosegretario di Stato presso il Ministero dell’Energia, Cristian Buşoi. Egli sostiene che il Paese stia attraversando la più difficile situazione degli ultimi decenni per quanto riguarda la capacità di soddisfare il fabbisogno di energia elettrica e che i reattori della centrale nucleare di Cernavodă (a sud-est, sulle rive del Danubio) non saranno riavviati prima del 15 ottobre, a causa della bassa portata del fiume. Inoltre, la Romania risentirà dell’aumento dei prezzi dell’elettricità sul mercato europeo, dove sono previsti livelli record, qualora la situazione in Medio Oriente dovesse protrarsi e lo stretto di Ormuz rimanesse chiuso. Buşoi ha inoltre affermato che, attualmente, la Romania non si trova, tuttavia, nella situazione di dover imporre limitazioni di consumo ai grandi consumatori industriali, nemmeno nelle ore serali.
Un altro episodio della telenovela politica
Il nuovo primo ministro designato della Romania, il diplomatico ed ex giornalista Luca Niculescu, ha avviato giovedì le trattative con i partiti rappresentati in Parlamento per la formazione del Governo. Il decreto relativo alla sua nomina è stato pubblicato martedì nella Gazzetta Ufficiale e da allora sono iniziati a scorrere i 10 giorni a sua disposizione per formare un governo. Niculescu ha ricevuto carta bianca dal presidente Nicuşor Dan per negoziare un gabinetto politico, tecnocratico o misto. Sempre martedì, la moneta nazionale romena, il leu, ha toccato un nuovo minimo storico rispetto all’euro, un fenomeno che i commentatori attribuiscono alle prolungate incertezze politiche. Molti analisti politici sono scettici riguardo alle possibilità che Luca Niculescu venga insediato, mentre gli economisti sostengono che l’ipotetico primo ministro non possieda le competenze necessarie per gestire le finanze del Paese. Niculescu è la quarta proposta avanzata da Nicuşor Dan per la carica di primo ministro, dopo la destituzione da parte del Parlamento, tramite mozione di sfiducia, il 5 maggio, del governo di minoranza PNL-USR-UDMR guidato dal liberale Ilie Bolojan. Prima di Niculescu c’erano stati l’eurodeputato del PMP/Renew Eugen Tomac, che ha rassegnato le dimissioni prima del voto in Parlamento, il liberale dissidente Adrian Veştea e l’eurodeputato del PNL/PPE Siegfried Mureşan, entrambi respinti dal Parlamento.
Gravi incidenti nel Mar Nero
La Bulgaria ha annunciato che inviterà i paesi confinanti e alleati della NATO – la Romania e la Turchia – a una serie di consultazioni volte a garantire la sicurezza delle navi commerciali nel Mar Nero. Il Consiglio consultivo bulgaro per la sicurezza nazionale ha preso questa decisione a seguito dell’attacco di martedì contro due navi mercantili nella zona economica esclusiva. Sofia potrebbe chiedere ai propri alleati della NATO di dispiegare ulteriori capacità di sorveglianza aerea e marittima, nonché sistemi di contrasto ai droni. Gli incidenti in Bulgaria sono avvenuti il giorno dopo un attacco contro una nave da carico nella zona economica esclusiva della Romania. Il presidente dell’Ucraina, invasa dalle truppe di Mosca, Volodymyr Zelensky, sostiene che la nave, che in seguito è affondata, sia stata colpita da due droni russi. Secondo l’ufficio stampa del Ministero degli Esteri di Baku, sono stati uccisi il capitano della nave e un altro cittadino azero. Il resto dell’equipaggio è stato portato a riva dai soccorritori romeni.
Il calcio, nella categoria “junk”
La Romania è scesa al 58° posto nella classifica della Federazione Internazionale di Calcio (FIFA): il piazzamento peggiore di sempre. Il posto più basso al quale si era finora piazzata era il 57°, dal 5 settembre 2012. Questo nuovo risultato deludente arriva dopo quattro sconfitte in altrettante partite della Lega delle Nazioni disputate dai romeni quest’autunno: 1-2 contro la Svezia in trasferta, 2-4 contro la Bosnia-Erzegovina a Bucarest, 0-6 contro la Polonia a Varsavia e 0-1 contro la Svezia in casa. La serie di sconfitte ha scatenato un’ondata di critiche da parte della stampa e dei tifosi sia riguardo al valore dei giocatori, sia riguardo alle capacità di allenatore di Gheorghe Hagi.