La settimana 19 – 24/10/2026
La Romania ha finalmente un governo con pieni poteri / La Romania continua ad avere il più alto deficit dell’UE / La sicurezza del Mar Nero, essenziale in piano nazionale ed euroatlantico / "La ricostruzione dell’Ucraina: sicurezza, opportunità, investimenti"
Roxana Vasile, 24.10.2026, 07:00
La Romania ha finalmente un governo con pieni poteri
Da questa settimana la Romania ha finalmente un governo con pieni poteri, dopo che quello precedente era stato destituito dal Parlamento, il 5 maggio, tramite mozione di sfiducia. Guidato dal liberale Ilie Bolojan, l’ex esecutivo – formato da PNL, USR e UDMR – ha operato ad interim per oltre cinque mesi, periodo durante il quale il presidente del Paese Nicușor Dan ha incaricato senza successo tre primi ministri a formare una maggioranza e far approvare un nuovo governo dal Parlamento: il primo candidato ha rassegnato le dimissioni prima ancora di presentarsi in Parlamento con la sua squadra e il programma di governo, mentre i due successivi non hanno ottenuto i voti necessari per l’investitura. Il risultato tanto atteso è arrivato solo alla quarta nomina. Il governo proposto dal giornalista e diplomatico Luca Niculescu ha ricevuto martedì il voto di fiducia da parte del Parlamento, con 280 voti favorevoli, 47 in più rispetto alla soglia necessaria. Oltre a porre fine alla situazione di stallo, l’insediamento del nuovo governo ha ridefinito lo scenario politico. Il PSD, la principale forza politica del Paese, è l’unico partito che è entrato a far parte del governo e detiene 11 ministeri nel nuovo esecutivo, mentre gli altri 6 sono occupati da indipendenti. In altre parole, l’opposizione è ora composta da quattro formazioni: i tre ex partiti di governo PNL, USR e UDMR, nonché i nazionalisti dell’AUR. Il PNL e l’UDMR hanno votato a favore del governo Niculescu sulla base di un accordo politico stipulato come soluzione temporanea per un periodo di transizione. I parlamentari dell’USR hanno votato contro, mentre l’AUR non ha votato. La nuova configurazione del Parlamento indica che l’attuale governo dovrà gestire gli affari del Paese con il sostegno di una minoranza. Il primo ministro Luca Niculescu ha parlato della necessità di migliorare il tenore di vita dei romeni e di proteggere le persone vulnerabili, promettendo il rilancio dell’economia e la creazione di posti di lavoro. Egli ha affermato che il bilancio per il prossimo anno è una priorità fondamentale del governo, che deve rispettare l’obiettivo di deficit, ma anche sostenere la ripresa economica e le misure sociali.
La Romania continua ad avere il più alto deficit dell’UE
A sole 24 ore dall’insediamento del nuovo governo, l’Eurostat ha collocato la Romania al primo posto nell’Unione Europea per deficit di bilancio nel 2025, con il 7,8%, mentre il debito pubblico è salito a quasi il 60% del PIL. Allo stesso tempo, nel secondo trimestre del 2026 la Romania ha registrato un deficit del 9,2%, dopo che nei primi tre mesi dell’anno l’indicatore era stato del 5,5%. Il Ministero delle Finanze ha precisato che questi ultimi dati sono destagionalizzati e non si riferiscono al deficit cumulativo dall’inizio dell’anno. Il rapporto Eurostat ha subito scatenato una tempesta politica nel Paese. “I romeni sono stati tormentati invano con aumenti di tasse e imposte!” – ha reagito il PSD, che, contestando la politica di austerità dell’ex primo ministro Ilie Bolojan, il 5 maggio ha presentato la mozione di sfiducia che ha fatto cadere il governo da lui guidato e di cui anche il PSD aveva fatto parte in precedenza. Ora di nuovo al potere, i socialdemocratici ribadiscono ciò che avevano già rimproverato: che, durante il mandato di Ilie Bolojan, la Romania è diventata la campionessa europea assoluta in termini di risultati negativi: il deficit più alto, l’inflazione più alta, il calo più marcato dei consumi e il declino più grave dell’economia. In un bilancio di fine mandato, l’ex primo ministro liberale ha affermato che, al contrario, ha ridotto il deficit sia lo scorso anno che quest’anno ed ha evitato che la Romania venisse declassata dalle agenzie di rating. Ha ammesso che l’economia ha registrato un calo e che i romeni hanno consumato meno, ma ha sostenuto che la precedente crescita era tossica, poiché si basava esclusivamente sul denaro preso in prestito.
La sicurezza del Mar Nero, essenziale in piano nazionale ed euroatlantico
Giovedì, a Bucarest, il Consiglio Supremo di Difesa ha discusso delle misure volte a rafforzare ulteriormente la sicurezza nel Mar Nero, a difendere le acque territoriali e le infrastrutture critiche, nonché a garantire la sicurezza della navigazione commerciale. La riunione è stata convocata dal presidente Nicușor Dan a seguito della serie di attacchi attribuiti alla Russia contro alcune navi mercantili al largo delle coste della Romania e della Bulgaria, anche nelle acque territoriali. Gli attacchi hanno causato vittime. I membri del Consiglio Supremo di Difesa hanno sottolineato che la sicurezza del Mar Nero rappresenta una componente essenziale della sicurezza nazionale ed euroatlantica e che la Romania continuerà ad agire in stretta coordinazione con i propri alleati e partner per proteggere gli interessi nazionali e prevenire l’escalation. Gli ultimi sviluppi nel Mar Nero e le misure concrete volte a rafforzare la sicurezza e a tutelare la navigazione, il commercio e le infrastrutture energetiche sono stati discussi anche a Bruxelles, in occasione della riunione del Consiglio del Nord Atlantico. A Strasburgo, invece, gli attacchi della Russia contro navi mercantili al largo delle coste della Romania e della Bulgaria sono stati al centro dei dibattiti del Parlamento Europeo, che ha adottato una risoluzione in cui si chiede all’Unione Europea di prendere in considerazione lo svolgimento di operazioni navali nel Mar Nero. La risoluzione, adottata a larga maggioranza, condanna i recenti attacchi contro navi mercantili civili, che rientrano nell’escalation della guerra contro l’Ucraina.
“La ricostruzione dell’Ucraina: sicurezza, opportunità, investimenti”
Il nuovo governo di Bucarest ribadisce l’impegno della Romania a trasformarsi in un polo logistico, economico e strategico per la ricostruzione dell’Ucraina e sostiene che le aziende romene dispongano delle competenze, della determinazione e della vicinanza geografica necessarie per partecipare a questo progetto. Il messaggio è stato trasmesso in occasione della terza edizione della conferenza internazionale “La ricostruzione dell’Ucraina: sicurezza, opportunità, investimenti”, tenutasi a Bucarest e organizzata dal think tank New Strategy Center. Si afferma che la Romania non offre solo un corridoio di transito sicuro, ma rappresenta una piattaforma stabile per le aziende internazionali che intendono partecipare al più ampio sforzo di ricostruzione dopo la Seconda Guerra Mondiale. Secondo uno studio, la vicinanza della Romania al sud dell’Ucraina, una zona gravemente colpita, deve essere valorizzata attraverso grandi progetti di infrastrutture stradali, marittime e ferroviarie.