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03.01.2026 (aggiornamento)

Venezuela: attacco USA, catturati il presidente Nicolas Maduro e la moglie Cilia Flores/ Crans-Montana: bilancio vittime supera 40 morti e 120 feriti/ Governo: attesa presentazione ddl su riforma pubblica amministrazione locale e centrale

03.01.2026 (aggiornamento)
03.01.2026 (aggiornamento)

, 03.01.2026, 18:58

Venezuela – Gli Stati Uniti d’America hanno effettuato attacchi su larga scala contro il Venezuela, conclusisi con successo, e il leader Nicolas Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono stati catturati e portati fuori dal paese per via aerea. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump in un post sulla rete Truth Social. “Questa operazione è stata organizzata in collaborazione con le forze dell’ordine degli Stati Uniti”, ha aggiunto il leader americano. Trump ha annunciato che gli Stati Uniti guideranno il Venezuela fino a quando non ci sarà una transizione adeguata e sicura nel paese, precisando che gli USA erano pronti a lanciare “un secondo attacco, più ampio, se fosse stato necessario”. Il presidente americano ha inoltre detto che le grandi compagnie petrolifere statunitensi sfrutteranno le ingenti riserve di petrolio del paese, ma che l’embargo sul petrolio venezuelano resterà in vigore. Le autorità venezuelane hanno denunciato stamattina una “gravissima aggressione militare” da parte degli Stati Uniti, dopo che nella notte si sono verificate forti esplosioni a Caracas, mentre il presidente Nicolas Maduro ha indetto lo stato di emergenza e ha chiesto la mobilitazione. Secondo Maduro, l’obiettivo di questo attacco è l’appropriazione delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare petrolio e minerali rari. Anche il presidente colombiano Gustavo Petro ha denunciato un attacco missilistico contro Caracas e ha chiesto una riunione immediata dell’Organizzazione degli Stati Americani e dell’ONU per stabilire la “legalità internazionale” di questa aggressione contro il paese confinante.

 

Reazioni – Il Ministero degli Esteri russo ha espresso la preoccupazione e ha condannato un atto di aggressione armata contro il Venezuela compiuto dagli Stati Uniti. Il Cremlino ha fatto appello al dialogo per prevenire un’ulteriore escalation e per trovare una via d’uscita da questa situazione. Anche l’Iran ha definito l’attacco militare americano contro il Venezuela una flagrante violazione della sua sovranità nazionale e della sua integrità territoriale, chiedendo all’ONU di agire immediatamente per fermare l’aggressione illegale. Allo stesso tempo, alcuni leader europei hanno espresso preoccupazione per la situazione nello stato sudamericano. Le diplomazie tedesca, spagnola e italiana hanno annunciato la creazione di unità di crisi, mentre Madrid si è offerta come mediatrice per aiutare a trovare una soluzione pacifica, chiedendo al contempo il rispetto del diritto internazionale in Venezuela. Dopo l’annuncio secondo cui la coppia presidenziale venezuelana è stata catturata e trasferita negli Stati Uniti, il procuratore generale degli USA, Pam Bondi, ha comunicato sulla piattaforma X che i coniugi Maduro si confrontano con accuse legate alla droga e che “presto affronteranno tutta l’ira della giustizia americana in terra americana”. Da parte sua, il segretario di stato americano, Marco Rubio, ha ripubblicato, sulla stessa piattaforma, un suo vecchio post in cui affermava che “Maduro NON è il presidente del Venezuela e il suo regime NON è il governo legittimo”. Il capo della diplomazia americana accusa Maduro di essere il leader del Cartello de los Soles, un’organizzazione narco-terroristica che ha preso il controllo del Venezuela.

 

Reazione Maria Corina Machado – La leader dell’opposizione venezuelana, Maria Corina Machado, vincitrice del Premio Nobel per la Pace nel 2025, ha diffuso un messaggio in seguito alla cattura del presidente Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti. “Venezuelani, è arrivata l’ora della libertà”, ha scritto sui social. Machado ha aggiunto che Maduro è stato rimosso dal potere dopo aver rifiutato di negoziare un’uscita e ha chiesto al candidato dell’opposizione alle elezioni presidenziali del 2024, Edmundo González Urrutia, attualmente in esilio in Spagna, “di assumere immediatamente” la presidenza. Ha inoltre affermato che l’opposizione ristabilirà l’ordine nel paese e libererà i prigionieri politici.

 

Crans-Montana – Il bilancio delle vittime del rogo scoppiato nella notte di Capodanno nel bar Le Constellation, nella località turistica svizzera di Crans-Montana, ha superato i 40 morti e i 120 feriti. I procuratori svizzeri hanno affermato che l’incendio è iniziato, con ogni probabilità, dai fuochi d’artificio che accompagnavano le bottiglie di champagne portate ai tavoli, tenute troppo vicino al soffitto. Le indagini sono attualmente volte a identificare i responsabili per accertarne la responsabilità penale. Nel frattempo, tutti i corpi senza vita sono stati recuperati e le autorità hanno ora il compito di stabilirne l’identità. Tra i feriti sono stati identificati cittadini svizzeri, francesi, italiani, serbi, bosniaci, belgi e portoghesi. A Bucarest, il Ministero degli Affari Esteri ha annunciato che l’Ambasciata di Romania a Berna è in contatto con la famiglia di un cittadino romeno presumibilmente disperso a seguito dell’incendio, mentre il Comitato Nazionale per le Situazioni di Emergenza ha deciso di mettere a disposizione della Svizzera un aereo per il trasporto medico, in seguito a una richiesta presentata tramite il Meccanismo Europeo di Protezione Civile. L’aeromobile è decollato venerdì da Bucarest con destinazione Losanna per trasportare sei pazienti con gravi ustioni in un ospedale di Parigi.

 

Governo – Il Ministero dello Sviluppo romeno presenterà, nel corso di una riunione di governo, il disegno di legge sulla riforma della pubblica amministrazione locale e centrale. Finora è stato stabilito che, a livello delle autorità locali, i posti di lavoro saranno ridotti in una percentuale compresa tra il 20% e il 30%. Il ministro competente, Cseke Attila, ha dichiarato che la riduzione del numero di posti occupati non lederà le amministrazioni locali che non hanno organigrammi sovradimensionati. Pertanto, in circa 700 unità amministrativo-territoriali, non sarà necessario applicare questa percentuale di riduzione, poiché esistono molti posti vacanti. A livello centrale, la coalizione di governo PSD, PNL, USR e UDMR ha concordato una riduzione del 10% delle spese, senza però incidere sui salari di base. Cseke Attila ha inoltre affermato che queste misure porteranno al bilancio dello stato un risparmio di 3,5–4,5 miliardi di lei (circa 690–880 milioni di euro) all’anno, di cui 1,7 miliardi di lei (circa 330 milioni di euro) a livello locale. Il premier Ilie Bolojan ha annunciato di voler porre la fiducia in Parlamento su questo disegno di legge, al fine di poterlo utilizzare nella predisposizione del bilancio per il 2026.

 

Tasse – Le imposte sugli edifici, sui terreni e sugli autoveicoli sono aumentate in modo significativo a partire dal 1° gennaio in Romania. Per quanto riguarda le abitazioni, le imposte sono state correlate al valore di mercato dell’immobile e il loro livello varia da una località all’altra, in base alle decisioni dei consigli locali. Tali tasse sono raddoppiate e persino triplicate in alcuni casi, come a Bucarest. Per gli autoveicoli, la novità consiste nell’introduzione di un’imposta annuale di 40 lei per le auto elettriche, che finora erano esentate dalle tasse in molte località. Anche i prezzi dei carburanti, delle sigarette e dell’alcol sono aumentati all’inizio dell’anno a seguito dell’incremento delle accise del 10%. Inoltre, ogni pacco con un valore inferiore a 150 euro proveniente da paesi extracomunitari è ora soggetto a una tassa di 25 lei.

 

Rally Dakar 2026 – Il pilota Emanuel Gyenes rappresenta la Romania nella categoria moto del Rally Dakar 2026, che si svolge dal 3 al 17 gennaio in Arabia Saudita. Per Gyenes si tratta della 16ª partecipazione alla tradizionale corsa nel deserto, iniziata in Africa, proseguita in Sud America e tornata ora per la settima volta consecutiva sulle dune dell’Arabia Saudita. Nella categoria auto, il marchio romeno Dacia Sandriders punta sul brasiliano Lucas Moraes, sul francese Sébastien Loeb e sul qatariota Nasser Al-Attiyah. La 48ª edizione del Rally Dakar prevede 4.748 km cronometrati per le moto e 4.840 km per le auto, percorsi lungo quasi 8.000 km con partenza e arrivo a Yanbu, con l’obiettivo di mantenere un livello di difficoltà costante per tutta la durata del circuito.

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