04.06.2026
Corte Costituzionale: modifiche apportate dal governo alla legge su attuazione programma europeo SAFE, costituzionali/Stipendi: il Blocco Nazionale Sindacale chiede ritiro immediato del ddl relativo alla retiribuzione dei dipendenti del settore pubblico
Newsroom, 04.06.2026, 16:51
Corte Costituzionale – La Corte Costituzionale della Romania ha bocciato oggi la segnalazione inoltrata dall’opposizione contro la legge relativa all’attuazione del programma SAFE (Security Action for Europe), volto a rafforzare l’industria della difesa. I giudici hanno preso la decisione all’unanimità. L’obiezione di incostituzionalità era stata formulata da diversi membri dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati e da alcuni deputati indipendenti. Il 26 maggio, il Senato di Bucarest ha approvato la bozza con una serie di emendamenti proposti dal governo. Le modifiche riguardano le modalità di distribuzione dei fondi europei alle istituzioni del sistema di sicurezza nazionale. Gli emendamenti consentono inoltre alle istituzioni di assumere impegni finanziari entro 30 giorni dalla firma del contratto di prestito e non dalla sua approvazione, come previsto dalla normativa vigente.
Proteste – In Romania, il Blocco Nazionale Sindacale chiede il ritiro immediato del ddl relativo alla retiribuzione nel settore pubblico, considerandolo una riforma costruita in modo non trasparente, senza dati reali e contro i principi di equità. La confederazione sindacale afferma in un comunicato che, nella sua forma attuale, la bozza non rappresenta una riforma, ma una riproduzione degli squilibri esistenti, con il rischio di accentuarli e di generare nuove disuguaglianze strutturali nell’intero settore pubblico. Il Blocco Nazionale Sindacale sollecita al governo, tra l’altro, di emettere provvedimenti che obblighino le istituzioni pubbliche centrali e locali a comunicare in modo trasparente al Ministero del Lavoro le posizioni di tutto il personale, nonché gli stipendi e la loro struttura. D’altra parte, sono continuate anche oggi le proteste contro il ddl relativo alla retribuzione nel settore pubblico in Romania, questa volta al Ministero delle Finanze, all’Agenzia delle Entrate e nei Tribunali. Per non perdere una tranche di finanziamenti dal PNRR pari a circa 700 milioni di euro, la normativa dovrebbe essere adottata dal Parlamento entro la fine di agosto.
PNRR – In Romania, il tasso di assorbimento dei fondi PNRR ha superato il 60%, mentre domani il Consiglio ECOFIN potrebbe dare il via libera alla richiesta di pagamento numero 4. Lo ha annunciato il ministro ad interim per gli investimenti e i progetti europei, Dragoş Pîslaru, precisando che nel prossimo periodo nel paese entreranno 3 miliardi di euro e che la Romania sta per concludere i negoziati con la Commissione Europea relativi all’ultimo emendamento relativo al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Pîslaru ha spiegato che l’obiettivo principale del governo è di ottenre tutti i fondi europei nonrimborasibili, spostando i finanziamenti verso i progetti che si trovano in una fase avanzata di attuazione.
CE – La Commissione Europea raccomanda alla Romania di proseguire le politiche di riduzione del deficit, nonchè di aumentare il gettito fiscale e di ridurre la spesa pubblica. Bruxelles ha pubblicato le raccomandazioni per gli stati membri in un rapporto in cui apprezza gli sforzi compiuti dalla Romania nell’ultimo anno. Tuttavia, la Commissione avverte che, in assenza di un deciso consolidamento fiscale, accompagnato da politiche di entrate prudenti e riforme strutturali efficaci, la Romania rimane esposta all’aumento dei tassi di interesse, nonchè alle variazioni di fiducia degli investitori. Secondo la CE, a causa dell’attuale contesto politico, la situazione fiscale della Romania rimane fragile e caratterizzata da incertezze. D’altra parte, la Romania si confronta anche con una grave carenza di manodopera, con un tasso di partecipazione inferiore di quasi 10 punti percentuali rispetto alla media europea. D’altra parte, la Romania viene esplicitamente menzionata tra gli stati in cui l’accesso alla sanità e all’assistenza a lungo termine è insufficiente, dato che la spesa pubblica stanziata al settore si aggira intorno al 6% del PIL, rispetto alla media UE dell’8%.