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06.09.2026

Consiglio Supremo di Difesa: nuova riunione convocata per domani dal presidente Nicușor Dan/ Istruzione: quasi 2,9 milioni di alunni iniziano il 7 settembre il nuovo anno scolastico

06.09.2026
06.09.2026

, 06.09.2026, 16:44

Consiglio Supremo Difesa – Il presidente Nicușor Dan ha convocato per domani una nuova seduta del Consiglio Supremo di Difesa del Paese (CSAT). Secondo l’Amministrazione Presidenziale, sul tavolo della riunione figurano temi come il Piano di dotazione dell’Esercito della Romania per il periodo 2027–2036, il programma “Esercito romeno 2044”, il documento di analisi relativo all’attuazione del programma di difesa SAFE, approvato durante la riunione di lavoro interistituzionale del 13 agosto, nonchè i termini di riferimento per la revisione, a livello del Dipartimento della Difesa statunitense, della postura militare e delle sedi di dispiegamento degli USA in Europa. All’attenzione del Consiglio anche il rafforzamento della presenza militare sul territorio della Romania. Durante la riunione saranno esaminate anche altre questioni di attualità relative alla sicurezza nazionale, informa ancora la fonte citata.

 

Scuola – In Romania, quasi tre milioni di alunni iniziano domani il nuovo anno scolastico. La struttura del nuovo anno resta articolata in cinque moduli didattici. Tuttavia, il primo giorno di scuola porta anche novità e incertezze riguardo gli esami. Il cambiamento più significativo riguarda gli studenti che accedono alla nona classe, i primi, dopo quasi vent’anni, che iniziano la scuola superiore con un nuovo programma di studi. L’attenzione si sposta dalla memorizzazione meccanica alle competenze e all’applicazione pratica delle conoscenze. Tuttavia, i nuovi libri di testo non si troveranno sui banchi dal ​​primo giorno. La procedura di gara si è conclusa e, una volta completati gli iter burocratici, si prevede che i libri di testo digitali saranno disponibili verso la fine di settembre, ha dichiarato  Bogdan Cristescu, direttore al Ministero dell’Istruzione. Un’altra novità riguarda la valutazione: a partire da quest’anno entrano in vigore gli standard nazionali di valutazione applicati fino all’ottavo anno di scuola. I risultati non saranno registrati come voti. L’ammissione alle scuole superiori rimane un altro tema discusso. Un controverso esame aggiuntivo doveva entrare in vigore dal 1° settembre, ma una proposta per la sua eliminazione ha ottenuto l’approvazione unanime della Commissione Istruzione. Il voto definitivo del Senato è atteso per martedì.

 

Caro carburanti – In Romania, il prezzo della benzina continua a salire, raggiungendo un nuovo massimo storico di 9,79 lei (circa 1,86 euro) per un litro. La riduzione delle accise sul gasolio stabilita dalle autorità è stata già vanificata da un aumento di 9 bani al litro annunciato da OMV Petrom, il leader nazionale del mercato dei carburanti. Il gasolio standard viene venduto a oltre 10 lei (circa 1,9 euro) presso tutte le catene di distribuzione, raggiungendo punte di 10,26 lei in alcune stazioni di servizio. I prezzi record dei carburanti esercitano nuove pressioni sui costi di trasporto e indirettamente sui prezzi dei beni di consumo e dei servizi, soprattutto considerando che le accise sono già state ridotte al limite massimo consentito dalla legge. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente hanno mantenuto elevati i costi di approvvigionamento e tali rincari si sono gradualmente trasferiti sui prezzi alla pompa in Romania. A ciò si aggiungono i costi di raffinazione, trasporto e distribuzione, nonché le fluttuazioni dei tassi di cambio. Gli analisti ammoniscono che, nel successivo periodo, i prezzi dei carburanti rischiano di rimanere elevati o potrebbero addirittura subire nuovi aumenti. Il 4 settembre, sullo sfondo delle tensioni tra gli Stati Uniti e l’Iran, il prezzo del petrolio Brent è salito a circa 95,5 dollari al barile, un incremento di oltre il 7% dall’inizio della settimana.

 

Crisi politica  – Questa settimana è attesa la nomina da parte del presidente Nicușor Dan di un nuovo candidato alla carica di premier. Tuttavia, i tentativi di formare un nuovo governo non sembrano aver superato lo stallo degli ultimi mesi.  Il 5 maggio, l’esecutivo guidato dal liberale Ilie Bolojan è stato sfiduciato in seguito a una mozione inoltrata dagli ex partner di coalizione, i socialdemocratici, in alleanza con partiti all’opposizione. “È giunto il momento di risolvere questo problema”, ha dichiarato di recente Dan, senza annunciare per ora un nuovo round di consultazioni ufficiali. D’altra parte, il presidente del PSD, Sorin Grindeanu, candiato del partito alla carica di premier,  ha affermato che i socialdemocratici sono pronti a costruire una maggioranza e che, tuttavia,  l’attenzione dovrebbe concentrarsi sulla situazione economica e sociale della Romania, piuttosto che sui calcoli relativi al sostegno parlamentare. Dal canto suo, l’eurodeputato liberale Siegfried Mureșan,  proposto come primo ministro da PNL, USR e UDMR,  ha affermato che l’economia romena ottiene risultati migliori senza il PSD al governo, notando che il loro coinvolgimento comporterebbe un aumento del deficit, lo spreco di fondi pubblici e nuovi dubbi sulla credibilità internazionale del paese. Sul fronte dell’opposizione, l’AUR ritiene che le elezioni anticipate siano la soluzione giusta all’attuale stallo politico, accusando il governo ad interim di aver attuato politiche fiscali che hanno compromesso il potere d’acquisto dei romeni e l’ambiente imprenditoriale interno. Per conferire la fiducia a un governo sono necessari 233 voti favorevoli.

 

Terremoto – Un terremoto di magnitudo 4,1 si è verificato questa mattina nella zona sismica di Vrancea, in provincia di Buzău (Romania orientale). Secondo l’Istituto Nazionale di Fisica della Terra (INCDFP), il sisma ha avuto origine a una profondità di circa 150 chilometri. Vrancea è una delle regioni con maggiore attività sismica della Romania. Negli ultimi giorni nell’area sono stati registrati diversi terremoti di magnitudo bassa e moderata. Uno dei sismi più violenti che abbiano colpito la Romania risale al 4 marzo 1977, con una magnitudo di 7,2. Il terremoto causò la morte di 1.570 persone, sopratutto a Bucarest, mentre i danni materiali stimati, all’epoca, hanno superato i due miliardi di dollari. Circa 230.000 abitazioni furono distrutte o gravemente danneggiate mentre centinaia di attività commerciali furono costrette a interrompere l’attività.

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