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16.01.2026 (aggiornamento)

Venezuela: rilasciato cittadino romeno detenuto da oltre un anno, rientrerà in Patria/ Corte Costituzionale: rimandata all'11 febbraio delibera su bozza governativa relativa alla riforma delle pensioni dei magistrati

16.01.2026 (aggiornamento)
16.01.2026 (aggiornamento)

, 16.01.2026, 19:29

Venezuela – Un cittadino romeno detenuto in Venezuela da oltre un anno è stato liberato e sta per rientrare in Patria. Lo ha annunciato il Ministero degli Affari Esteri romeno, precisando che il connazionale è stato preso in carico dai rappresentanti della Delegazione dell’Unione Europea a Caracas e arriverà in Romania nei prossimi giorni. La diplomazia di Bucarest ringrazia la Delegazione dell’UE di Caracas, con la quale le autorità romene hanno collaborato strettamente fin dalla segnalazione del caso nel 2024. Nel contempo, il Ministero degli Affari Esteri ha salutato il sostegno fornito dagli stati partner, in particolare dalla Repubblica Ceca, per il rimpatrio del romeno.

Pensioni magistrati – La Corte Costituzionale della Romania ha rinviato all’11 febbraio la delibera sulla bozza governativa relativa alla riforma delle pensioni dei magistrati, con lo scopo di offrire ai giudici il tempo necessario, si legge nel comunicato stampa della CCR, “per un migliore studio delle questioni oggetto del caso, nonché dei documenti presentati dall’Alta Corte”. Si tratta di una perizia contabile che dimostrerebbe, secondo la Corte Suprema, che il ddl del governo annullerebbe de facto le pensioni di servizio dei magistrati, che diventerebbero inferiori a quelle su base contributiva. Secondo l’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, in queste condizioni, non si tratterebbe più di una riforma delle pensioni speciali, ma di una restrizione dei diritti dei magistrati. Il fascicolo è già stato rinviato diverse volte, l’ultima per mancanza di quorum. Sempre oggi, la Corte d’Appello di Bucarest ha rimandato al 30 gennaio la decisione nel processo in cui vengono contestati i mandati di due membri della CCR. La decisione è considerata importante per quanto riguarda la composizione della Corte Costituzionale, sia per la decisione relativa al disegno di legge sulle pensioni dei magistrati.

Deficit – La Romania ha ridotto in modo consistente il suo deficit di bilancio lo scorso anno e ha registrato una leggera crescita economica. Lo ha affermato il presidente Nicuşor Dan, precisando che le misure dolorose adottate hanno prodotto i risultati attesi. All’incontro annuale con i capi delle missioni diplomatiche accreditate a Bucarest, il presidente ha confermato che l’obiettivo principale di Bucarest per l’anno in corso e per il 2027 è la ripresa economica. Su piano esterno, la Romania continuerà la stessa politica basata sulla triade Unione Europea – NATO – Partenariato Strategico con gli Stati Uniti.

SAFE – “La decisione della Commissione Europea di approvare la domanda di finanziamento presentata dalla Romania tramite lo strumento SAFE (Security Action for Europe), che metterà a disposizione del nostro paese oltre 16 miliardi di euro, è un’ottima notizia. I fondi sono destinati ad acquisizioni, progetti e investimenti essenziali in materia di sicurezza che la Romania stava comunque prendendo in considerazione e che avrebbe finanziato da sola a costi molto più elevati”. Lo ha affermato il presidente Nicuşor Dan in un post sui social, sottolineando che Bucarest riceve la seconda somma più alta assegnata a uno stato membro dell’UE, il che rappresenta un’opportunità strategica per accelerare gli investimenti necessari per rivitalizzare l’industria nazionale della difesa. Dal canto suo, il governo di Bucarest ha accolto con favore l’approvazione da parte della Commissione Europea della domanda presentata dalla Romania per il finanziamento attraverso il Programma SAFE. La Commissione dovrebbere finalizzare ora gli accordi di prestito, mentre i primi pagamenti sono attesi a marzo.

Retribuzione – In Romania, lo stipendio medio lordo è aumentato a novembre del 2,4% rispetto al mese precedente, fino a 9.371 lei (1870 euro). Nel contempo, il valore netto dello stipendio è aumentato del 2,2%, fino a 5.615 lei (1100 euro). Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica (INS), a novembre, nella maggior parte delle attività del settore economico, lo stipendio medio è aumentato rispetto al mese precedente, grazie al pagamento di bonus occasionali (trimestrali, annuali, per le vacanze invernali, per prestazioni speciali o la tredicesima), alle somme derivate dall’utile netto o da altri fondi (compresi i titoli di valore). Inoltre, l’aumento dello stipendio netto medio è dovuto anche ai risultati di produzione o a introiti maggiori, a seconda dei contratti o dei progetti.

Iran – Considerato il contesto di sicurezza nella Repubblica Islamica dell’Iran e l’aumento del rischio di escalation, il Ministero degli Affari Esteri di Bucarest (MAE) informa i cittadini romeni di aver innalzato il livello allerta per i viaggi in questo paese al massimo 9/9 – Lasciare il paese immediatamente! Allo stesso tempo, il MAE sottolinea che i cittadini romeni che hanno già pianificato viaggi in Iran nel prossimo periodo sono vivamente invitati ad annullarli. Il Ministero raccomanda ai cittadini romeni che si trovano in Iran di segnalare la propria presenza all’Ambasciata di Romania a Teheran, al numero di emergenza della missione +98 21 77647570.

Proteste – Migliaia di persone hanno partecipato ieri sera nel centro di Bucarest ad una protesta promossa dal Partito d’Azione Conservatrice (extraparlamentare) contro la nuova legge che inasprisce le pene per fascismo, razzismo e xenofobia. Alle proteste si sono uniti anche i rappresentanti dell’Alleanza per l’Unione dei Romeni, il principale partito parlamentare all’opposizione, che hanno deviato il percorso verso la sede del governo, con messaggi contro le autorità e le politiche fiscali, sebbene gli organizzatori del Partito d’Azione Conservatrice abbiano insistito sul fatto di non volere che la protesta affrontasse argomenti diversi da quelli annunciati.

Natalità – In Romania nascono sempre meno bambini e il saldo naturale rimane negativo. Lo scorso novembre, il numero di certificati di nascita è diminuito del 18,1% rispetto al mese precedente. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica, il numero di certificati di decesso registrati a novembre è stato di 18.600, circa 2.000 in meno rispetto a ottobre. Nello stesso periodo, il 42,3% del numero totale di decessi è stato registrato per persone di età pari o superiore a 80 anni, il 28,1% in persone di età compresa tra 70 e 79 anni, mentre il 15,8% in persone di età compresa tra 60 e 69 anni. D’altra parte, l’INS informa che presso gli uffici di stato civile, a novembre sono stati registrati oltre 4.600 matrimoni, mentre il numero di divorzi pronunciati con sentenze definitive è stato di quasi 1.900.

16.01.2026
Topnews venerdì, 16 Gennaio 2026

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