19.02.2026 (aggiornamento)
Board of Peace: il presidente Nicușor Dan ha rappresentato la Romania alla prima riunione a Washington/Riforma: dopo ddl pensioni magistrati, il governo si propone di eliminare anche altre categorie di pensioni speciali/ Cultura: Anno Constantin Brâncuși inaugurato ufficialmente nel 150/o della nascita del grande scultore romeno
Newsroom, 19.02.2026, 18:44
Board of Peace – A Washington, il presidente Nicușor Dan ha rappresentato la Romania alla prima riunione del Consiglio per la Pace, istituito dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump nell’ambito del suo piano di pace per Gaza. La Casa Bianca ha annunciato che alla riunione hanno partecipato rappresentanti di oltre 20 Paesi. Nel suo intervento, Nicușor Dan ha spiegato che la Romania può contribuire alla ricostruzione delle scuole, nonchè alla riforma di sistemi quali la pubblica amministrazione o la polizia di Gaza.La Romania sostiene gli sforzi degli Stati Uniti e della comunità internazionale per risolvere i conflitti globali, Medio Oriente compreso, ha sottolineato il capo dello stato. Secondo la portavoce Karoline Leavitt, gli stati membri si sono impegnati a stanziare oltre 5 miliardi di dollari per la ricostruzione e per azioni umanitarie nell’enclave palestinese, nonchè di fornire migliaia di persone alla forza internazionale di stabilizzazione. Gli alleati tradizionali degli Stati Uniti si sono mostrati reticenti ad aderire al nuovo Consiglio, a causa del rischio che questa struttura possa diminuire il ruolo delle Nazioni Unite nella soluzione dei conflitti globali. Tra i Paesi dell’Unione Europea, l’Ungheria e la Bulgaria sono gli unici stati ad aver aderito all’organizzazione, firmando la Carta fondatrice del Consiglio per la Pace. Israele, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Bielorussia hanno espresso il loro sostegno, dalla posizione di Paesi membri. Il presidente Nicușor Dan ha dichiarato che la Romania avrà nel Board of Peace solo statuto di osservatore.
Pensioni speciali – Dopo la decisione della Corte Costituzionale relativa al ddl riguardante le pensioni dei magistrati, il governo di Bucarest si propone di eliminare anche altre categorie di pensioni speciali. Il primo ministro Ilie Bolojan ha annunciato che devono essere modificati tutti i sistemi che consentono il pensionamento all’età di 50-52 anni e in cui la pensione è uguale al valore dell’ultimo stipendio. Bolojan ha spiegato che, il mese prossimo, il governo presenterà i ddl per l’attuazione di questi principi. Il primo ministro ha spiegato si tratta dei dipendenti dei settori della difesa, sicurezza e ordine pubblico, precisando che in tutti i casi ci sarà un periodo transitorio e che saranno fatte eccezioni per coloro che lavorano in condizioni difficili. Ieri, dopo numerosi rinvii, i giudici della Corte Costituzionale hanno deciso che il ddl di riforma delle pensioni dei magistrati è costituzionale. La legge, che innalza l’età pensionabile dei magistrati e riduce il valore della pensione di servizio, è stata inviata alla presidenza per la promulgazione.
Riforma – Il Ministero dello Sviluppo ha lanciato al dibattito pubblico la bozza di ordinanza d’urgenza relativa alla riforma dell’amministrazione. Il documento contiene i provvedimenti concordati nella coalizione di governo: la riduzione del 10% delle posizioni occupate nella pubblica amministrazione locale e la stessa diminuzione per le spese con il personale a livello centrale. Istruzione e cultura, ospedali pubblici e servizio di ambulanza, sistema di difesa, ordine pubblico e sicurezza nazionale sono esenti dalle riduzioni di personale. In queste istituzioni, tuttavia, sono previste misure a seconda delle specificità di ciascun settore di attività, tra cui l’innalzamento dell’età pensionabile per i militari, la riduzione del bonus di dottorato nell’istruzione, una retribuzione basata sui risultati in ambito sanitario, nonchè un nuovo sistema di classificazione ospedaliera. Secondo il ministro dello Sviluppo, Cseke Attila, l’obiettivo è di creare un’amministrazione pubblica più flessibile ed efficiente, un maggiore decentramento per gli enti pubblici locali, nonchè la loro sostenibilità finanziaria.
Rating – Il primo ministro Ilie Bolojan ha incontrato i rappresentanti dell’agenzia di rating Moody’s, ai quali ha riferito che la bozza di bilancio per il 2026 mira a rientrare in un deficit del 6,2%. Il premier ha spiegato che l’obiettivo può essere raggiunto mantenendo un livello elevato di investimenti, soprattutto con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Il premier ha elencato anche le misure relative al controllo della spesa pubblica, precisando che il governo si concentrerà quest’anno sui processi di consolidamento e crescita economica. L’incontro con i rappresentanti di Moody’s si è svolto in un contesto economico e finanziario delicato. Il debito pubblico della Romania ha superato per la prima volta la soglia del 60% del Prodotto Interno Lordo mentre, secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Statistica, il Paese è entrato in una fase di recessione tecnica. Moody’s valuta periodicamente gli sviluppi registrati dalla Romania. Lo scorso settembre, ha mantenuto il rating Paese nella categoria di investimenti raccomandati, grazie alle misure di risanamento adottate dal governo Bolojan.
DNA – Il procuratore capo della Direzione Nazionale Anticorruzione della Romania, Marius Voineag, ha presentato il rapporto di attività per il 2025. La DNA è tornata ad essere un’istituzione solida, coinvolge professionisti e dispone di capacità tecniche senza precedenti, ha sottolineato Voineag, il cui mandato scade il 31 marzo. Il procuratore capo ha tuttavia richiamato l’attenzione sul fatto che l’operato della Direzione dipende anche dal sostegno delle istituzioni dello stato, comprese quelle politiche. Voineag ha sottolineato che, durante il suo mandato, il valore dei beni congelati è aumentato notevolmente e che il sistema anti-tangenti da lui implementato ha ricevuto valutazioni positive dalla Commissione Europea, dal GRECO e dal gruppo di lavoro dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Il ministro della Giustizia, Radu Marinescu, ha affermato alla presentazione del rapporto che la futura strategia anticorruzione sarà elaborata anche sulla base dei rapporti presentati dalla DNA, per identificare dove sia necessario un intervento istituzionale e dove i meccanismi di prevenzione devono essere consolidati.
Brâncuși 150 – In Romania è stato inaugurato ufficialmente oggi l’Anno Constantin Brâncuși, esattamente a 150 anni dalla nascita del grande artista, considerato il padre della scultura moderna. In programma numerosi eventi, mostre e concerti che riflettono il pensiero e l’eredità spirituale dell’artista. Le manifestazioni hanno avuto inizio presso l’Università “Constantin Brâncuși” di Târgu Jiu (sud), con il convegno nazionale “Brâncuși, contemporaneo perpetuo”. Fino al 19 maggio, nello stesso luogo, il pubblico potrà ammirare una mostra di opere firmate da nomi emblematici dell’arte moderna, come Salvador Dalí o Pablo Picasso. Nella Capitale è stata programmata una cerimonia di consegna dei premi della sezione di scultura dell’Unione degli Artisti Figurativi. Le manifestazioni dedicate a Constantin Brâncuși continueranno per tutto l’anno, sia nel Paese che all’estero.