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24.05.2026

Cannes: seconda Palma d'Oro della carriera al regista romeno Cristian Mungiu per "Fjord"/ Crisi politica: nuove consultazioni a Bucarest tra il presidente Dan e i partiti in assenza di una solida maggioranza a sostegno di un futuro governo / PNRR: progetti di legge relativi alle riforme assunte dalla Romania presentati al Parlamento nei prossimi giorni

24.05.2026
24.05.2026

, 24.05.2026, 16:31

Cannes – Performance straordinaria per il regista romeno Cristian Mungiu al Festival di Cannes: ha vinto la seconda Palma d’Oro della sua carriera con il lungometraggio “Fjord”, dopo averla già conquistata nel 2007 con “4 mesi, 3 settimane e 2 giorni”. Cristian Mungiu è così entrato nella ristretta cerchia dei cineasti che hanno vinto la Palma d’Oro due volte: solo 10 registi fanno parte di questa lista. “Fjord”, film ispirato a una storia vera, affronta la difficoltà di comprendere chi la pensa diversamente, una storia di polarizzazione, di incapacità di dialogare, di ciò che separa le persone e di ciò che invece le tiene unite, come riporta il sito ufficiale del festival. Il film, in cui recitano il celebre attore statunitense di origini romene Sebastian Stan e l’attrice norvegese Renate Reinsve, è stato accolto da un fragoroso applauso, durato minuti, lunedì sera, dopo la proiezione ufficiale a Cannes. Il film ha ricevuto altri quattro riconoscimenti a Cannes: il Premio della Federazione Internazionale dei Critici Cinematografici, il Premio Spirito Civico, assegnato alle opere che risvegliano le coscienze, il Premio della Giuria Ecumenica del festival e il Premio “François Chalais”, creato in memoria del giornalista e cineasta che ha seguito circa 50 edizioni di questo festival. Al Festival di Cannes, Cristian Mungiu ha anche ricevuto il Premio per la Migliore Sceneggiatura nel 2012 per il film “Oltre le Colline” e il Premio per la Migliore Regia nel 2016 per il film “Un padre, una figlia”. Il presidente romeno Nicuşor Dan ha inviato un messaggio di congratulazioni a Cristian Mungiu domenica, sottolineando che il cinema rumeno contemporaneo “è un eccellente biglietto da visita per la Romania”.

Governo – A Bucarest sono previsti nuovi incontri tra il presidente Nicuşor Dan e i rappresentanti dei partiti, dopo che le riunioni della scorsa settimana si sono concluse senza una solida maggioranza a sostegno di un futuro governo. Il capo dello stato ha avuto colloqui con i gruppi parlamentari, ma i leader dei partiti non hanno cambiato posizione. I socialdemocratici vogliono ripristinare la vecchia coalizione filo-occidentale, ma senza il liberale Ilie Bolojan come primo ministro, mentre il PNL e l’USR si rifiutano di sostenere un governo che includa il PSD, dopo che i socialdemocratici si sono alleati con l’AUR per presentare la mozione di sfiducia che ha portato alla caduta del Governo Bolojan. L’AUR vuole assumere il governo, ma non riesce a trovare alleati, e l’UDMR non ha presentato una proposta per la carica di primo ministro per le consultazioni, ma afferma che se si formerà una maggioranza adeguata senza l’AUR, la sosterrà. Il partito SOS Romania appoggia l’idea di un governo di minoranza, e il Partito dei Giovani concorda con qualsiasi formula di governo filo-occidentale. Il gruppo “Uniti per la Romania” intende contribuire al futuro programma di governo e sosterrà qualsiasi formula che il capo dello stato ritenga opportuna, mentre i parlamentari del gruppo “PACE – Prima la Romania” hanno proposto un governo composto da diverse forze politiche. Al termine dei colloqui, il presidente Nicuşor Dan ha rivolto un appello ai partiti affinché dimostrino responsabilità e maturità e raggiungano un denominatore comune entro un tempo ragionevole, con formule coerenti e proposte realizzabili.

PNRR – I nove progetti di legge relativi alle riforme intraprese dalla Romania attraverso il PNRR, da cui dipende l’erogazione di oltre 7,5 miliardi di euro, dovranno essere presentati al Parlamento nei prossimi giorni. Lo ha annunciato il primo ministro ad interim Ilie Bolojan. Egli ha affermato di auspicare una decisione razionale e il sostegno a queste iniziative, affinché possano essere adottate entro la fine di giugno. Durante questo periodo, le autorità di Bucarest e i partner di Bruxelles stanno discutendo per raggiungere una versione finale rinegoziata del PNRR, con l’obiettivo principale di garantire pienamente gli importi stanziati come sovvenzione, ovvero un prestito a fondo perduto, di quasi 5 miliardi di euro. Pertanto, tutti i progetti in corso saranno valutati al fine di essere eventualmente riclassificati nella componente di sovvenzione o di prestito e, per le tappe che non potranno più essere raggiunte, si tenterà di derogare agli standard inizialmente stabiliti, ha spiegato Ilie Bolojan.

Stipendi settore pubblico – Il progetto di legge sugli stipendi del settore pubblico sarà presentato al pubblico lunedì e martedì inizieranno le consultazioni con i sindacati e le famiglie professionali, in modo che, entro la fine dell’attuale sessione parlamentare, il documento venga adottato dal Parlamento di Bucarest. La nuova legge sugli stipendi del settore pubblico è una delle pietre miliari assunte dalla Romania attraverso il PNRR e da essa dipende l’erogazione di una tranche di oltre 700 milioni di euro. Venerdì, la Presidenza romena ha annunciato di aver mediato un accordo politico tra PSD, PNL, USR e UDMR per la rapida adozione del documento entro il 1° luglio. Il ministro del Lavoro ad interim, Dragoş Pîslaru, ha dichiarato che l’obiettivo è quello di costruire un sistema salariale equo, coerente e prevedibile per l’intero settore pubblico, basato su tre principi essenziali: tutela del reddito dei dipendenti del settore pubblico – il che significa che nessun dipendente subirà riduzioni salariali a seguito dell’applicazione della nuova legge – disciplina di bilancio e sostenibilità. Il progetto mira anche a una gerarchia equa delle posizioni nell’intero settore pubblico, a una struttura salariale unificata, alla limitazione e alla trasparenza dei bonus, all’introduzione di criteri di valutazione delle prestazioni chiari e verificabili e al raggiungimento degli obiettivi prefissati in materia di deficit e spese per il personale – afferma Dragoş Pîslaru. La legge dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2027.

Crisi economica – Il Fondo Monetario Internazionale ammonisce che i paesi dell’UE dovranno sostenere spese crescenti per difesa, energia e pensioni nei prossimi 15 anni. In occasione della riunione dei ministri delle finanze dell’UE a Nicosia, il FMI ha avvertito che, senza riforme e misure fiscali, il debito pubblico di un paese europeo medio potrebbe raggiungere il 130% del PIL entro il 2040. L’istituzione raccomanda di riformare i sistemi pensionistici, integrare i mercati energetici e stimolare gli investimenti a livello europeo. Il FMI propone anche un finanziamento comune a livello europeo per settori quali difesa, energia e innovazione, un’idea che tuttavia divide gli Stati membri. Francia, Italia e Spagna sostengono questa opzione, mentre Germania e diversi paesi nordici si oppongono. Il Fondo Monetario Internazionale ammonisce che riforme limitate non saranno sufficienti per far fronte alle pressioni economiche dei prossimi anni.

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