24.10.2026
Ora: nella notte tra sabato e domenica la Romania passerà all’ora solare: le 4:00 diventeranno le 3:00 / Vaccinazione: il governo di Bucarest ha annunciato l’avvio del programma di vaccinazione contro la peste e il vaiolo nei piccoli ruminanti, malattie che hanno bloccato le esportazioni / Esercito: domenica 25 ottobre, in occasione della Giornata dell’Esercito romeno, saranno organizzate cerimonie militari e religiose
Newsroom, 24.10.2026, 17:00
Ora solare – La Romania passerà all’ora solare nella notte tra sabato e domenica. Le 4:00 diventeranno le 3:00; di conseguenza, il 25 ottobre avrà 25 ore, diventando il giorno più lungo dell’anno. I rappresentanti delle Ferrovie Romene hanno dichiarato che questo cambiamento non influirà sugli orari dei treni. Dato che anche i paesi vicini effettueranno il passaggio nello stesso giorno, i treni internazionali continueranno ad arrivare alle stazioni di confine secondo l’orario vigente. La pratica di spostare le lancette dell’orologio è stata introdotta in Europa nel corso del secolo scorso come misura per risparmiare energia elettrica. Nel 2019, il Parlamento Europeo ha votato a favore dell’abolizione di tale pratica, ma finora non è stata ancora presa una decisione definitiva. In Romania, l’ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1932.
Vaccinazione – Il governo di Bucarest ha annunciato l’avvio di un programma di vaccinazione contro la peste dei piccoli ruminanti e il vaiolo ovino e caprino, malattie che hanno causato il blocco delle esportazioni. Le prime 300.000 dosi, parte di una fornitura di oltre un milione di unità donate dall’Unione Europea, sono già giunte nel Paese. La decisione è stata accolta con favore dagli allevatori di ovini e caprini, che attendono ora l’effettivo inizio della campagna vaccinale su scala nazionale. I rappresentanti del settore hanno sottolineato la necessità di un numero molto elevato di dosi, chiedendo inoltre alle autorità di fornire informazioni esaurienti su eventuali ripercussioni del vaccino sulla qualità dei prodotti. Le esportazioni di animali vivi e dei relativi prodotti derivati sono state bloccate dalla Commissione Europea fino al 31 dicembre di quest’anno; tali restrizioni stanno ostacolando gli scambi commerciali e provocando perdite economiche agli allevatori. Il mese scorso, nel corso di una manifestazione presso la della sede del governo, gli allevatori hanno chiesto la ripresa delle esportazioni.
Giorno dell’esercito – Il 25 ottobre, Giorno delle Forze Armate romene, si terranno cerimonie militari e religiose nelle principali guarnigioni del Paese, nelle basi in cui sono dislocate le truppe romene e nei teatri operativi. Eventi analoghi avranno luogo anche nei Paesi in cui la Romania ha accreditato addetti alla difesa, nonché nelle capitali delle nazioni in cui ci sono missioni diplomatiche permanenti. Inoltre, sono previste commemorazioni presso cimiteri e monumenti dedicati ai soldati romeni in Austria, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Repubblica Ceca, Repubblica di Moldova e Ungheria. Il 25 ottobre 1944, nel corso della Seconda guerra mondiale, l’esercito romeno completò la liberazione della Transilvania settentrionale, precedentemente sotto occupazione ungherese. Lo sforzo bellico profuso in queste campagne vide l’impiego di circa 540.000 soldati al fronte; di questi, oltre 90.000 persero la vita, quasi 60.000 risultarono dispersi e più di 330.000 rimasero feriti in combattimento. Dopo la liberazione del territorio nazionale, l’esercito romeno continuò a combattere al fianco delle forze alleate in Ungheria, Cecoslovacchia e Austria. Attraverso ulteriori sacrifici e perdite umane, i soldati romeni contribuirono alla grande vittoria del 9 maggio 1945, una tappa fondamentale che, come sottolineano gli storici, segnò la fine della Seconda guerra mondiale in Europa.
Economia – La regione di Bucarest-Ilfov (provincia satellite della capitale della Romania) occupa il terzo posto nell’Unione Europea in termini di crescita economica negli ultimi cinque anni, nel periodo successivo alla pandemia di COVID-19. Secondo i dati forniti dall’ufficio statistico dell’Unione, Eurostat, e citati dal corrispondente di Radio Romania a Bruxelles, con un aumento del 33% tra il 2019 e il 2024, Bucarest e l’area circostante sono superate solo da due regioni dell’Irlanda. La Romania figura tuttavia anche nella classifica dei maggiori cali economici dell’Unione, dove la regione della Sud-Muntenia occupa il quarto posto, mentre la Sud-Vest Oltenia si colloca al quinto. Le perdite più ingenti sono state registrate in una regione della Bulgaria, dove il PIL reale è diminuito del 20,5%, seguita da un’altra regione della Grecia e dalla regione di Groninga nei Paesi Bassi. A livello dell’intera Unione Europea, il prodotto interno lordo è cresciuto del 5,6% in termini reali nello stesso periodo. Delle 244 regioni analizzate, 197 hanno superato il livello economico del 2019, mentre 46 hanno registrato un calo.
Danubio – La portata del Danubio all’ingresso in Romania rimarrà anche nei prossimi giorni a un livello molto basso, pari a 1.300 metri cubi al secondo, per poi aumentare fino a 1.400, ben al di sotto della media pluriennale del mese, secondo le previsioni dell’Istituto Nazionale di Idrologia. Le portate del Danubio, che quest’estate hanno raggiunto i valori più bassi mai registrati, hanno portato alla chiusura dei due reattori della centrale nucleare di Cernavodă (sud-est), situata sulle rive del fiume. La centrale forniva circa il 20% della produzione energetica della Romania.
Pallamano – La nazionale femminile romena di pallamano ha battuto la nazionale croata per 28-25 (16-12) oggi, in trasferta, in una partita amichevole disputata a porte chiuse. Le due squadre si sono incontrate anche venerdì a Zagabria, e la Romania ha vinto per 34-32 (18-16). Le romene si stanno preparando per il Campionato europeo femminile di pallamano 2026, che si svolgerà dal 3 al 20 dicembre in Romania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Turchia: è la prima volta che la competizione viene ospitata da cinque paesi. La Romania fa parte del Gruppo B, insieme alla Norvegia, campione olimpica, mondiale ed europea in carica, alla Svizzera e alla Macedonia del Nord; le partite di questo girone si disputeranno a Cluj-Napoca (nord-ovest). Le romene esordiranno il 4 dicembre contro la Norvegia, poi affronteranno la Macedonia del Nord il 6 dicembre e la Svizzera l’8 dicembre. Le prime due classificate di ciascuno dei sei gironi si qualificano per i gironi principali della competizione.