Racconti dallo sport romeno: il primo 10 nella ginnastica
Pochi momenti nella storia dello sport sono rimasti, anche dopo decenni, indimenticabili per chi li ha vissuti.
Florin Orban, 06.04.2026, 11:30
Nel 1976, ai Giochi Olimpici di Montreal, migliaia di spettatori, insieme a decine di milioni di telespettatori, vedevano come una ragazza appena 14enne, proveniente dalla Romania, raggiungeva la perfezione. La ginnasta Nadia Comăneci riusciva, alle parallele e alla trave, esercizi senza errori che non potevano essere penalizzati in alcun modo.
Dopo l’esercizio alle parallele, tutti gli occhi erano puntati sui tabelloni che avrebbero dovuto mostrare il punteggio, facendo calcoli per la classifica. E invece, i tabelloni mostrarono il punteggio 1… Il sistema computerizzato della Swiss Timing non aveva previsto la perfezione e non riuscì a far visualizzare il 10, il primo nella storia olimpica della ginnastica.
A Montreal, Nadia ha sconfitto la tecnica per altre sei volte con punteggi di 10 e vinse medaglie d’oro nel concorso generale individuale, alle parallele e alla trave. Nel concorso generale superò brillantemente la principale favorita, la stella sovietica del momento, molto più esperta, Nelli Kim. Anche lei riuscì a “battere” i computer a Montreal, ottenendo il 10 al corpo libero e al volteggio.
Per le sue prestazioni alle Olimpiadi canadesi, che ancora oggi rappresentano modelli obbligatori da guardare per le giovani ginnaste, la romena Nadia Comăneci è rimasta nella storia. A più di 13 anni da quell’impresa di Montreal, Nadia, la più grande sportiva della Romania, tornò sotto i riflettori.
Nella notte del 27 novembre 1989, attraversò illegalmente il confine tra la Romania e l’Ungheria, raggiunse l’Austria, dove chiese asilo politico negli Stati Uniti. Fu un duro colpo d’immagine per Nicolae Ceaușescu e per il regime da lui guidato, che crollava a meno di un mese dopo.