08.04.2026
Lutto nel calcio romeno: si è spento “Il Luce”/ Guerra in Ucraina: nuove allerte nel sud-est della Romania dopo gli attacchi lanciati dall’esercito russo nel paese confinante/ MO: leader dell’intero mondo accolgono con soddisfazione la tregua annunciata da USA e Iran
Newsroom, 08.04.2026, 14:39
Il Luce – Mircea Lucescu, l’allenatore più vincente nella storia del calcio romeno, si è spento all’età di 80 anni. Era ricoverato presso l’Ospedale Universitario di Emergenza di Bucarest dal 29 marzo ed era in coma dopo aver subito il 3 aprile un infarto miocardico acuto. Commissario tecnico della nazionale rumena fino a pochi giorni fa, Lucescu ha allenato in Italia le squadre Pisa, Brescia e Inter Milano. In Romania ha guidato al successo le squadre Dinamo e Rapid Bucarest. Ha raggiunto l’apice della sua carriera come allenatore dellasquadra ucraina Shaktar Donetsk, dove, tra il 2004 e il 2016, ha vinto 21 trofei nazionali, oltre alla Coppa UEFA nel 2009. Ha allenato anche la nazionale di calcio della Turchia. Mircea Lucescu è il terzo allenatore più titolato nella storia del calcio mondiale, con 36 trofei, superato solo dallo spagnolo Pep Guardiola e dallo scozzese Sir Alex Ferguson. Lucescu supera altre leggende del calcio mondiale come Carlo Ancelotti, José Mourinho o Arsène Wenger.
Sicurezza – L’FBI, insieme a più partner, tra cui il Servizio Romeno di Informazioni, ha annunciato lo smantellamento di un attacco informatico prolungato contro infrastrutture sensibili in diversi stati occidentali, ha annunciato oggi il presidente della Romania, Nicușor Dan. “Attori cibernetici associati al GRU, il servizio di intelligence dell’esercito russo, raccoglievano informazioni militari, governative e relative alle infrastrutture critiche. La Russia continua quindi la guerra ibrida contro i paesi occidentali”, ha scritto il capo dello stato su Facebook. Nicușor Dan ha aggiunto che la Romania deve migliorare la propria sicurezza informatica e continuare a collaborare con i partner occidentali.
Allerte – Nuovi attacchi sono stati lanciati dall’esercito russo d’invasione in Ucraina, nelle vicinanze del confine con la Romania. È stata emessa una nuova allerta nella provincia di Tulcea (sud-est). Due aerei militari sono decollati e sono stati monitorati 17 obiettivi aerei che non son, però, entrati nello spazio nazionale. Dall’inizio della guerra in Ucraina, la popolazione di quattro province della Romania ha ricevuto oltre 70 messaggi di allerta estrema, la maggior parte in provincia di Tulcea.
MO – Leader di tutto il mondo hanno accolto con favore la tregua di due settimane annunciata dagli USA e dall’Iran un’ora prima della scadenza dell’ultimatum dato a Teheran dal presidente americano Donald Trump, sottolineando l’importanza di instaurare una pace duratura in Medio Oriente – riferiscono le agenzie stampa internazionali. Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere i colpi contro l’Iran per due settimane, a condizione che Teheran riapra immediatamente gli stretti e ponga fine agli attacchi contro gli Stati Uniti, Israele e i paesi della regione, precisa l’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu in un comunicato. Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha accolto con favore il cessate il fuoco e ha invitato le parti in conflitto a impegnarsi per una pace duratura e globale in Medio Oriente. La cosa più importante è adottare misure concrete per disinnescare la tensione, in particolare per garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, ha sottolineato anche il governo giapponese. Il Giappone è il quinto importatore di petrolio al mondo, e circa il 93% delle sue importazioni di greggio transita lo stretto di Hormuz. Il Ministero degli Esteri sudcoreano ha dichiarato che il governo di Seul auspicsa che i negoziati tra le due parti raggiungano il loro obiettivo e che, nel più breve tempo possibile, la pace e la stabilità vengano ripristinate in Medio Oriente. Anche l’Australia ha accolto con favore il cessate il fuoco, ammonendo, però, che il prolungamento della guerra avrebbe un impatto maggiore sull’economia mondiale e comporterebbe costi umani elevati.
Pasqua – La Chiesa Ortodossa Romena (maggioritaria) annuncia che, qualora la Santa Luce di Pasqua non potesse essere portata quest’anno da Gerusalemme, i fedeli potranno riceverla dalla Cattedrale Patriarcale di Bucarest. Secondo il Patriarcato, esistono tutte le premesse affinché la tradizione di portare la Santa Luce venga rispettata anche quest’anno. Tuttavia, le autorità ecclesiastiche prendono in considerazione anche la possibilità di un caso fortuito, nel contesto della situazione geopolitica in Medio Oriente. In una tale situazione, ai fedeli verrà offerta la Santa Luce portata nel 2025, che è stata mantenuta ininterrottamente accesa in una candela speciale presso la Cattedrale Patriarcale, proprio come misura preventiva. Di norma, la Santa Luce viene portata in Romania il Sabato Santo dal rappresentante del Patriarcato Romeno in Terra Santa, per poi essere distribuita a tutte le eparchie e parrocchie del Paese.
Banca Centrale – La Banca Nazionale della Romania ha deciso di mantenere il tasso di interesse di riferimento al 6,5% annuo. Il tasso d’inflazione è leggermente diminuito all’inizio dell’anno, tuttavia la Banca Centrale ammonisce che le pressioni persistono, soprattutto a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia e delle incertezze esterne, e che crescerà nel periodo marzo-giugno a livelli più elevati rispetto a quelli precedentemente previsti, nel contesto del conflitto in Medio Oriente.
Consumi – I romeni sono stati molto più prudenti nelle spese nei primi due mesi dell’anno, mostrano le cifre relative ai consumi. I dati pubblicati oggi dall’Istituto Nazionale di Statistica indicano che le vendite nei negozi sono diminuite del 7,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La maggiore riduzione delle vendite, di quasi l’11%, è stata osservata per i prodotti non alimentari, come abbigliamento, elettrodomestici o mobili.Anche le vendite di carburanti hanno registrato un calo di quasi il 10% prima della crisi provocata dal conflitto in Medio Oriente. Gli specialisti ritengono che il calo dei consumi, iniziato a gennaio, tradizionalmente caratterizzato da vendite leggermente più basse, continuerà anche nei mesi successivi, poiché gli effetti dell’aumento dei prezzi dei carburanti, determinati dal conflitto in Medio Oriente, si rifletteranno gradualmente su tutti i prezzi. Ciò potrebbe portare a un nuovo aumento dell’inflazione quest’anno, possibilmente oltre il 7%, rispetto alla precedente previsione del 6%.