I rischi del mondo digitale
Dalla comunicazione all'istruzione, dall'intrattenimento alla socializzazione, il mondo digitale offre opportunità illimitate. Che, tuttavia, comportano una serie di rischi seri, soprattutto per bambini e adolescenti.
Corina Cristea, 01.05.2026, 11:28
Il lungo tempo trascorso online può portare a problemi emotivi e sociali, e l’impatto sulla salute mentale è uno degli effetti negativi dell’uso eccessivo dell’ambiente digitale. Le piattaforme dei social media creano spesso un’immagine idealizzata della vita, dove le persone presentano solo i loro momenti felici e i successi, e il costante confronto può portare a una diminuzione dell’autostima, a un senso di inadeguatezza e, nel tempo, ad ansia o persino depressione. Soprattutto tra i giovani, il bisogno di convalida attraverso apprezzamenti e commenti può diventare opprimente. Oltre ai problemi emotivi, l’ambiente digitale nasconde anche numerosi pericoli legati alle truffe online. Queste possono assumere molte forme, dai messaggi falsi ai siti web fraudolenti, dai concorsi fittizi alle persone che si fingono qualcun altro. E gli utenti, soprattutto i giovani e gli inesperti, possono facilmente cadere vittime di queste pratiche.
Silvia Bogdan, presidente dell’associazione no-profit “Scuola dei Valori”, che offre a giovani e insegnanti del percorso pre-universitario esperienze per disimparare credenze e comportamenti disfunzionali. “La presenza dei giovani su internet ha sia lati positivi che, ovviamente, negativi, nel contesto in cui non vengono educati o necessariamente guidati a comprendere quali siano i pericoli e come potrebbero proteggersi e, allo stesso tempo, comprendere e come possono contribuire, diciamo, alla tutela sociale e della comunità. È chiaro che il modo in cui le informazioni circolano sui social network, soprattutto, ma anche l’emergere dell’intelligenza artificiale, pone grandi sfide a genitori, insegnanti, ovviamente, e studenti e, in questo contesto, crediamo che debba esistere una piattaforma educativa che permetta agli studenti di comprendere come integrare l’intelligenza digitale e artificiale nella loro vita, ma da una prospettiva di valori democratici ed etici”, ha spiegato Silvia Bogdan.
Non si può ignorare nemmeno il fenomeno del cyberbullismo, sempre più diffuso. Il bullismo online può avere effetti devastanti sulle vittime, generando stress, paura o persino traumi a lungo termine. E a differenza del bullismo tradizionale, il bullismo online può verificarsi in qualsiasi momento, senza interruzioni, il che significa che la vittima non ha uno spazio sicuro in cui rifugiarsi. La situazione è ancora più preoccupante se si analizza l’età in cui i bambini iniziano a utilizzare internet e i social network. Studi recenti dimostrano che, in Romania, i bambini entrano in contatto con l’ambiente digitale già a cinque anni, un’età in cui non hanno la capacità di comprendere i rischi a cui sono esposti né di distinguere tra contenuti sicuri e pericolosi. Silvia Bogdan: “Se ci riferiamo ai bambini più piccoli, è chiaro che purtroppo si imbattono nella società, ma anche all’asilo, a scuola, in situazioni di bullismo, e nel mondo digitale di cyberbullismo, e penso sia importante che inizino a partecipare fin dall’asilo a programmi che li aiutino a utilizzare questa capacità di socializzare in un contesto in cui comprendano l’importanza, prima di tutto, del benessere personale e poi della prosperità del gruppo di cui fanno parte e del modo in cui imparano e vivono la loro vita, in modo che comprendano l’importanza del bullismo e del cyberbullismo da questa prospettiva – che li infastidisce e li spinge a portare avanti il problema nella comunità e nei confronti dei loro coetanei.”
Un altro rischio importante è la dipendenza dalla tecnologia. Il tempo trascorso online può diventare rapidamente eccessivo, influenzando il sonno, il rendimento scolastico e le relazioni sociali. Bambini e adolescenti potrebbero arrivare a preferire le interazioni virtuali a quelle reali, con conseguente isolamento e difficoltà nello sviluppo delle competenze sociali. L’esposizione costante agli schermi può anche influire sulla salute fisica, causando problemi alla vista o uno stile di vita sedentario. Nonostante tutti questi rischi, il mondo digitale può essere uno strumento estremamente prezioso, se utilizzato in modo responsabile. E l’educazione digitale gioca un ruolo essenziale in questo. I bambini devono imparare fin dalla tenera età come navigare in internet in modo sicuro, come proteggere i propri dati personali e come riconoscere le situazioni di pericolo. Silvia Bogdan: “Le caratteristiche generazionali parlano da sole, sono molto più socievoli, molto più pragmatici, hanno un senso particolare nel modo in cui cercano e analizzano le informazioni, ma non necessariamente in un contesto in cui comprendono tutti i pericoli e tutti i rischi a cui si espongono cedendo alle sfide che appaiono sui vari canali, soprattutto dal punto di vista dei gruppi a cui aderiscono. Voglio dire, sappiamo tutti che ci sono canali social che, purtroppo, propongono diverse sfide a cui molti bambini, preadolescenti e adolescenti, in particolare, rispondono come se fossero dei grandi e finiscono per farsi del male o causare danni di vario genere alla società e alle comunità in cui vivono.”
Un ruolo importante in tutto questo impegno spetta, da un lato, ai genitori, che devono essere coinvolti, monitorare l’attività online dei figli e stabilire limiti chiari al tempo trascorso davanti allo schermo, e, dall’altro, alle scuole, che introducendo corsi di educazione digitale possono aiutare i bambini ad apprendere non solo come usare la tecnologia, ma anche come proteggersi dai suoi rischi.