Art Safari New Museum
Il Padiglione d’arte "Art Safari" ha inaugurato la prima stagione del 2026 nella sua nuova sede in Piazza Amzei, nel centro della capitale.
Eugen Cojocariu e Ion Puican, 23.05.2026, 07:00
Fino al 19 luglio, il pubblico potrà scoprire diverse mostre importanti dedicate all’arte romena e internazionale presso l'”Art Safari New Museum”, in uno spazio completamente riconfigurato per esperienze culturali contemporanee. La nuova stagione porta in primo piano nomi essenziali della cultura romena, dal poeta nazionale Mihai Eminescu al pittore e incisore Nicolae Vermont, in un dialogo tra patrimonio, modernità e reinterpretazione artistica. La nuova sede dell'”Art Safari New Museum” rappresenta una tappa importante per il padiglione d’arte, trasformandolo in un museo urbano vivo, dedicato al dialogo tra arte, pubblico e città.
La direttrice generale Ioana Ciocan ci ha offerto maggiori dettagli sull'”Art Safari New Museum”: “Ci siamo trasferiti in Piazza Amzei n. 13, in uno spazio completamente trasformato dall’architetta Diana Nicolae. Siamo estremamente lieti che il Comune del Settore 1 abbia avuto il coraggio di restituire al pubblico un edificio abbandonato da 11 anni e, soprattutto, il coraggio di trasformarlo in un museo. Stiamo già iniziando alla grande con il Padiglione Museale, il Padiglione Storico e il Padiglione Contemporaneo, accanto ai quali abbiamo anche il Padiglione Internazionale. Questi offrono un’esperienza di visita storica, a cominciare da Vermont, scendendo di un piano a Mihai Eminescu e scendendo ancora di un piano per raggiungere il cuore dell’arte contemporanea e scoprire Felix Aftene. La storia di Vermont è estremamente interessante e, grazie alla collaborazione con la Biblioteca dell’Accademia Romena, la curatrice Maria Munteanu è riuscita a portare alcuni documenti importantissimi che ci introducono alla vita del grande artista. Ha una storia di vita molto interessante, che si può vedere anche nelle sue opere. Nel Padiglione Storico c’è una sorta di diario, direi, della sua vita molto complicata in Romania. Riscopriamo Mihai Eminescu. La mostra ha quattro capitoli. Il primo capitolo è dedicato a documenti estremamente importanti, mai esposti al pubblico in 160 anni, provenienti dalla Biblioteca dell’Accademia Romena, ma ci sono anche opere d’arte contemporanea, alcune realizzate appositamente per Art Safari, come un mosaico di Daniel Codrescu dedicato a Mihai Eminescu. Scendiamo di un altro piano e arriviamo al Padiglione Contemporaneo, dove Felix Aftene ci presenta ben 30 anni della sua carriera. Il Padiglione Internazionale ospita il Centro Ceco e il Goethe-Institut. Abbiamo due artiste invitate che terranno anche dei workshop qui, ad Art Safari. Siamo molto felici che il Centro Ceco collabori con noi per la prima volta e siamo lieti che il Goethe-Institut continui la sua collaborazione annuale con noi, portando l’arte contemporanea in Romania”.
Una delle mostre centrali della stagione al Padiglione d’Arte Art Safari New Museum è “R:Eminescu. Il Poeta Razionale”, allestita nel Padiglione Storico e dedicata a Mihai Eminescu (1850-1889), considerato il poeta nazionale e la personalità più influente della letteratura romena. La mostra è curata da Monica Dumitru, con la collaborazione dello storico dell’arte Erwin Kessler e del ricercatore Valentin Coșereanu, consulente da parte dell’Istituto “George Călinescu” dell’Accademia Romena. Il progetto propone una prospettiva diversa sul poeta nazionale, esplorandone la dimensione intellettuale, al di là della ben nota immagine romantica. Attraverso documenti, installazioni e interpretazioni visive contemporanee, la mostra tenta di ricostruire la figura di un Eminescu profondamente legato alle idee e alle tensioni della sua epoca. Il Direttore Generale del Museo Nazionale d’Arte della Romania, Erwin Kessler, ci ha parlato di questa mostra: “R:Eminescu. Il Poeta Razionale” è una mostra-inventario. È un primo tentativo di catalogare le raffigurazioni di Eminescu nell’arte romena, nelle arti visive romene. Eminescu è ancora presente nella musica, nel teatro e nella danza, ma qui eravamo interessati al settore delle arti visive e siamo partiti dalle sue prime rappresentazioni, che fin dall’inizio furono oggetto di una campagna di marketing realizzata da fotografi dell’epoca a Iași, che pubblicarono una sua foto scattata a Praga quando aveva 19 anni. … Stiamo compiendo un viaggio attraverso 400 opere, una selezione, come dicevo, probabilmente tra decine di migliaia di opere che compongono il più grande mito visivo della cultura romena: Eminescu.”
Come è organizzata la mostra “R:Eminescu”? “Ci sono quattro capitoli, ognuno avendo come slogan un verso di Eminescu. Ci sono quattro capitoli disposti cronologicamente, che partono praticamente dagli inizi della composizione di questo vocabolario pratico. … C’è un profilo di fine XIX secolo, con questa immagine romantica del poeta, sentimentale, in gran parte molto legato all’ambito della poesia sentimentale. Poi nel periodo dopo la Prima Guerra Mondiale e nel periodo tra le due guerre, compare questo genio tormentato, oscuro, complesso. La ricerca su Eminescu, la ricerca di storia letteraria, è già agli inizi e negli anni dopo la Seconda Guerra Mondiale abbiamo un altro Eminescu, un Eminescu fatto già diventare un brand dal comunismo che aveva dato alla sua immagine una direzione sociale e nazionale, con l’enfasi posta eccessivamente su “Imperatore e Proletario” e le poche poesie in quest’area di impegno sociale, pseudo-impegno sociale di Eminescu. Dopo il 1989 è emersa una direzione completamente diversa, quella dell’attacco, della sovversione, della reinterpretazione e spesso costruzione del mito di Eminescu da parte dell’arte critica dei nostri tempi.”
Al termine della discussione, lo storico dell’arte Erwin Kessler ci ha parlato dell’immagine contemporanea del poeta nazionale Mihai Eminescu, un’immagine che rischia di essere sfruttata eccessivamente nello spazio pubblico: “Questo è successo con Eminescu subito dopo la sua morte. Si tratta di questo tipo di marketing, di sovraesposizione dell’immagine, … Questa è e solo questa è la figura del genio nella cultura romena. E questo genio è Eminescu. … Eminescu è diventato un canone. E qualsiasi canone è un grande rischio.”