Il progetto “Book.art.est”, seconda edizione
"Book.art.est #2 - 2a edizione" è un progetto internazionale avviato dalla galleria Celula de Artă. Parte dall'idea che un libro possa andare oltre il ruolo classico e diventare un oggetto artistico, un concetto visivo o un esperimento creativo.
Ion Puican, 28.03.2026, 07:00
Il progetto invita artisti visivi, illustratori, scultori, tipografi, scrittori e poeti a proporre opere in cui il libro venga reinterpretato al confine tra arti visive, letteratura e design tipografico. Fino al 3 aprile è aperta una “open call” per artisti provenienti da Romania, Polonia e Ucraina. Le opere selezionate saranno presentate in una mostra multidisciplinare a Bucarest, insieme a interventi performativi e collaborativi.
La prima edizione di “Book.art.est”, organizzata nel 2025 dalla Galleria non-convenzionale di Bucarest Celula de Artă, ha presentato al pubblico una mostra internazionale e multidisciplinare dedicata al libro come oggetto d’arte. A seguito di una open call, sono stati selezionati 53 artisti romeni e stranieri, che hanno esposto per tre settimane, presso il Centro Culturale Mihai Eminescu, decine di opere che esploravano molteplici visioni e tecniche attraverso le quali il libro è diventato più di un semplice supporto testuale, trasformandosi in un oggetto scultoreo e in un mezzo espressivo unico per gli artisti visivi. L’evento ha proposto un punto d’incontro tra amanti della letteratura e appassionati d’arte. Ha inoltre ospitato una serie di eventi performativi, collaborativi e/o informativi correlati, da laboratori creativi al confine tra poesia e arti visive, a presentazioni sui segreti dell’industria editoriale in relazione all’arte, fino a recite di poesia. – ha dichiarato Anca Spiridon, PR culturale, a proposito dell’edizione 2025 di “Book.art.est”.
Che cosa ha sorpreso di più il pubblico nella prima edizione di “Book.art.est”? Anca Spiridon ha detto: Oltre al riscontro positivo del vasto pubblico che abbiamo avuto il piacere di accogliere alla mostra “Book.art.est”, siamo rimasti molto colpiti dall’apertura degli artisti, in particolare degli artisti visivi, che si sono impegnati nel progetto e hanno voluto sperimentare nuovi media e nuove tecniche, con il libro come soggetto principale, trasformandolo in oggetti artistici diversi e molto interessanti. E mi sembra che molti abbiano superato i propri limiti, accettando e rispondendo a questa sfida.
Anca Spiridon ci ha rivelato cosa significa, concretamente, considerare il libro come un oggetto d’arte: Credo che considerare il libro come un oggetto d’arte apra notevolmente la prospettiva sia degli artisti che si dedicano alla creazione di simili oggetti, sia del pubblico. In un universo multidisciplinare in cui non guardiamo più a un oggetto o a un atto artistico da una prospettiva unidirezionale, ma gli attribuiamo molteplici valenze, molteplici chiavi di lettura e interpretazione. Il libro come oggetto d’arte conferisce a queste opere un valore molto maggiore, soprattutto per chi lo crea e per chi lo possiede. In questo contesto, il libro non rimane più un semplice contenitore di testo, ma è un oggetto artistico a cui ritorniamo, che rivisitiamo costantemente e che ci arricchisce ogni volta che lo apriamo.
Il punto di riferimento degli organizzatori su ciò che l’attuale bando può portare, in termini di impatto visivo, rimane l’edizione 2025 di “Book.art.est”. Anca Spiridon ci ha parlato anche della libertà di reinterpretare il concetto di libro che questo progetto propone: Nella mostra “Book.art.est” dello scorso anno, abbiamo assistito a interpretazioni molto libere del concetto di libro, in cui l’idea di libro come veicolo di informazione veniva straordinariamente compressa, talvolta trasformata in una presentazione visiva, in un suggerimento di ciò che il libro potrebbe essere, in una presentazione di come l’informazione potrebbe apparire. Il dialogo tra i rispettivi libri e lo spettatore era assunto in misura molto maggiore da quest’ultimo, responsabile e sfidato a mettere insieme il linguaggio, con una capacità e un contributo decisamente superiori di interpretazione dell’informazione.
Il progetto “Book.art.est” si propone di ampliare il dialogo culturale e di offrire una piattaforma di sperimentazione e di visibilità alle nuove generazioni di creatori. Quali sono le aspettative degli organizzatori per l’edizione di quest’anno di “Book.art.est #2”? Quest’anno abbiamo voluto estendere il bando anche all’Ucraina. I progetti di collaborazione internazionale hanno sempre avuto come obiettivo l’apertura di nuove prospettive. È interessante vedere come altri artisti di altri paesi rispondono alla sfida di reimmaginare e ripensare i libri e siamo molto curiosi di scoprire le candidature che riceveremo. La scadenza per la presentazione delle candidature è il 3 aprile. Abbiamo già ricevuto un buon numero di proposte e, come accade nel caso delle open call per gli artisti, non vediamo l’ora di scoprire cosa ci riserveranno gli ultimi giorni di iscrizione. La mostra finale a Bucarest, che prevediamo di organizzare a maggio, proporrà un ulteriore contesto multidisciplinare che metterà insieme diverse forme d’arte, permettendo al pubblico di ampliare i propri orizzonti ed esplorare molteplici forme di espressione artistica. Vorremmo affiancare all’evento una serie di iniziative collaterali, avendo in primo piano sia le arti visive che la letteratura. – ha risposto Anca Spiridon.